Autore: Mauro Banchini

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LA CANTONATA DEL SINDACO – Sono passati 4 mesi e finalmente il sindaco ha capito di aver preso una solenne cantonata. Era il 21 giugno quando il Consiglio Comunale su sua proposta nominò tre “consiglieri delegati” assegnando loro deleghe molto importanti: viabilità, lavori pubblici, manutenzione e demanio a Fabrizio Campanelli; tutte le attività produttive (escluso il turismo) a Renzo Breschi; la sola biblioteca a Chiara Guazzini (alla quale, almeno secondo indiscrezioni giornalistiche, dovevano essere assegnate sanità e sociale. Poi, per fortuna, si resero conto – o vennero caldamente consigliati, dall’ASL, a farlo – che sarebbe stata una scelta impossibile. E…

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“D” COME DELUSIONE – Mai lo ammetteranno, in pubblico. Almeno per adesso. Ma cominciano già ad avvertirsi segnali evidenti di delusione verso l’operato di Palandri sindaco. Di giorni ne sono passati solo 150, ma è normale che, in ogni amministrazione, siano già i primi 100 a essere un test. Specie quando c’è stato un ribaltone e chi ha vinto lo ha fatto promettendo di “cambiare davvero” e “subito”. Un disagio comincia a serpeggiare. Per adesso solo in conversari privati: facce imbarazzate, alzate di spalle, risatine. Fossi in Palandri, a questi segnali starei attento. E comincerei, finalmente, a fare il sindaco.…

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Aver mantenuto la diocesi di Pescia, con i suoi 500 anni, avendola però collegata alla diocesi di Pistoia tramite la figura dello stesso vescovo, non è certo una sorpresa. Nel numero notevole, oggi non più sostenibile, di diocesi italiane (oltre 220 rispetto alle 107 Province), la formula scelta da Francesco (l’unione in persona episcopi. Un latino facile da tradurre) sta diventando consuetudine. Quando un vescovo (in questo caso l’ottimo biblista Roberto Filippini, fra l’altro appassionato conoscitore di Franz Jagerstatter, contadino austriaco che di Hitler aveva capito tutto assai prima di tanti grandi, vescovi compresi, e che dal nazismo fu decapitato) quando un vescovo arriva ai 75…

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Sulla mia montagna (quella appena sopra Pistoia, quella che da Prato/Firenze si vede che pare toccarla, quella che potrebbe e dovrebbe rappresentare una alternativa alla stupidità di vivere tutti ammassati in una pianura affollata e inquinata) alle poche persone che ancora la abitano, e non sono vecchie, manca un servizio pediatrico capace di dirsi tale. E’ cronaca di questi giorni: cronaca che dovrebbe potersi conquistare spazi anche oltre le pagine locali (ma non accadrà. A chi volete interessi se su quei territori, pure così vicini, fra qualche anno non abiterà più nessuno?). Hanno fatto due conti sui pochi numeri degli…

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Furono circa 700, ma secondo qualche storico la cifra andrebbe aumentata almeno di 300 unità. Erano soldati, persone semplici, del popolo, mandate a combattere altri uomini simili a loro in quella che fu chiamata “prima guerra mondiale”. Lì trovarono la morte: non per colpa di qualche soldato nemico ma solo perchè vennero fucilati, senza processo, su ordine di qualche loro comandante: mandati a morte con l’accusa, infamante in tempo di guerra, di aver disertato. In realtà si erano rifiutati di obbedire a ordini insensati: come capitò – per fare un esempio passato alla storia della cinematografia – ai soldati coperti…

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Avrà ragione o avrà torto Edoardo Bianchini nella sua furiosa battaglia di uno contro tutti? Presto (ma trattasi di avverbio da riferire ai tempi della giustizia italica) forse lo sapremo: in un’aula di Tribunale, sotto il cartello “La legge è uguale per tutti”, ci sarà il processo e lui, chiamato in giudizio da non so quante persone, avrà modo di portare le prove attorno a ciò che lui sostiene essere marcio o, comunque, non legittimo. Da notare che già i suoi scritti riportano ampia documentazione: foto, cartine, atti, rilievi … In primis alcune vicende, lontane nel tempo, su stradine collinari…

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San Mario che oggi stai in Chigi, pensaci tu. Nell’oceano di cose che adesso ti tocca fare mettici anche qualche secondo (a te ne basteranno una decina) per far tornare quel nome – antico e chiaro – con cui eravamo abituati a chiamarlo, quel documento scolastico che un tempo incuteva attesa e timore mentre oggi fa solo ridere. Per noi era, semplicemente, la pagella. Oggi la chiamano Rilevazione dei livelli di apprendimento nelle discipline e nella convivenza civile e del comportamento. Arrivava ogni trimestre o ogni quadrimestre. Oggi, nell’era del politicamente corretto, è divisa in periodi intermedi. Ne ho fra…

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“Ma la politica la fanno gli uomini, ecco perché prego che ci siano uomini e donne che facciano politica non guardando a sé stessi ma esclusivamente al bene dell’intera società e allo sviluppo integrale dell’uomo”. Parole di Fausto Tardelli, vescovo di Pistoia, nel supplemento settimanale diocesano (“La Vita – Pistoia sette”) in allegato oggi su “Avvenire”. Parole giuste, necessarie, condivisibili. Eviterò la solita – e perfino stucchevole, dopo decenni che la sento fare – citazione di Paolo VI sulla nobiltà della politica. Ma posso un po’ slanciarmi in qualche ricordo: su quando, in tempi ormai preistorici, a fare politica, ma…

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Invita a riflettere, papa Francesco, sui “giornali fotocopia” e sul fatto che due generi fondamentali (inchiesta e reportage) “perdono spazio e qualità a vantaggio di una informazione preconfezionata, di palazzo, autoreferenziale che sempre meno riesce a intercettare la verità delle cose e la vita concreta”. Sta tutto nel messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (quest’anno sarà il 16 maggio) che papa Francesco ha reso noto alla vigilia di oggi, 24 gennaio, giorno in cui la Chiesa cattolica festeggia San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Un messaggio, il 55 mo, che prende titolo (“Vieni e vedi”) da un…

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Un “corto” cinematografico girato in un carcere. L’eterna storia di Maria, la madre del Cristo fra pochi giorni bambino, che piange sul corpo del figlio ucciso. Uno Stabat Mater tratto da una raccolta poetica di Grazia Frisina, donna sensibile che nella pianura di Pistoia compone poesie delicate e forti. Una Maria e una Corifea interpretate da due attori “veri” (Melania Giglio e Giuseppe Sartori). E un coro formato da loro, 9 detenuti di diverse etnie e appartenenze linguistiche che si trovano nel carcere pistoiese di Santa Caterina in Brana a espiare reati di varia natura. Regista dell’operazione, con l’associazione culturale…

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