Autore: Mauro Banchini

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Lungi da me l’idea di scrivere una critica cinematografica. Sono, in genere, “critico” ma non ho competenze, specie tecniche, per esercitarmi in questo tipo di scrittura. Ma voglio comunque dire qualcosa su “Le confessioni”, film di Roberto Andò con un (per me) eccezionale Toni Servillo che ho visto ieri sera in una … affollatissima sala di paese dove, in tutto, eravamo … otto. Numero, vista la storia, non casuale. Un po’ prevenuto dopo alcune critiche di quelle serie (film … più ambizioso che riuscito … esercizio bello ma freddo) confesso che “Le confessioni” a me ha convinto, pur rendendomi conto…

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“Possiamo e dobbiamo giudicare situazioni di peccato – violenza, corruzione, sfruttamento eccetera – ma non possiamo giudicare le persone, perché solo Dio può leggere in profondità nel loro cuore”. Nulla di nuovo in queste parole di Papa Francesco (ricordo, per esempio, la fondamentale – e nel clima di allora innovativa – distinzione fra “errore” ed “errante” ai tempi della condanna al comunismo). Ma il fatto che Francesco le abbia inserite nel messaggio per la Giornata 2016 delle comunicazioni sociali (la 50ma!) consente di “applicarle” al mondo dell’informazione, al lavoro dei giornalisti. “E’ nostro compito – prosegue il messaggio sul rapporto…

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Alzi un dito chi può dire, fra quelli che vanno regolarmente a Messa o anche fra chi ci capita di rado magari a un funerale o a un matrimonio, di non aver mai provato un brivido davanti all’omelia: un brivido di dispiacere davanti a occasioni, di annuncio evangelico, spesso perdute o spesso sottovalutate. Difficile, in verità, fare omelie (prediche) che contentino tutti, giovani e anziani, colti o meno, innovativi o tradizionali, destri o sinistri: mettiamoci per un po’ anche nei panni di un povero parroco, di campagna o di città importa poco, costretto a parlare, spiegare, attualizzare fra gli obblighi…

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“Mettete più Crusca nelle vostre sentenze”. Questo il titolo di un bel pezzo, oggi su Agorà di Avvenire, da cui scopro che Senato della Repubblica (quello che sarà “abolito”. Anzi no) e Università di Pavia stanno per varare un master universitario congiunto in “lingua del diritto”. Il master partirà dal 2017 per istruire chi scrive leggi, atti amministrativi e testi giuridici a farlo in modo “chiaro, coerente, comprensibile”. Ottimo obiettivo rispetto a una emergenza su cui da anni qualcuno, ogni tanto, si interroga. E lo fa, direi, inutilmente. Nel mio piccolo ricordo che, scherzando ma fino a un certo punto…

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Ovvero l’importanza di chiamarsi Ernesto. Ho passato un sacco di tempo, quando facevo il pendolare su treno (Signa-Firenze-Signa), a rompere le scatole sul fatto che, ristrutturando la bella stazione ferroviaria di SMN, a tutto si pensava (soprattutto alle esigenze dei marchi commerciali) tranne che al cittadino-utente. Il mio cavallo di battaglia preferito (un giorno vennero pure quelli della tgr Rai a intervistarmi appena sceso dal regionale delle 8:03 come se fossi stato chissà chi) era l’assenza pressoché totale di posti per sedersi. Vedo ancora l’ottimo Giovanni Michelucci, architetto-poeta, girarsi un sacco di volte nella tomba. Questione, ovvio, non solo fiorentina…

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Considero sbagliato il comportamento di Renzi sul referendum rispetto alle modifiche costituzionali: sbagliato sotto il profilo istituzionale (se vogliamo considerarlo come Presidente del Consiglio), sbagliato sotto quello politico (nel suo ruolo di capo partito). Ma resto comunque affascinato, anche se non sorpreso, dalla (apparente?) sicurezza con cui “il ragazzo” pensa, presume, spera (è sicuro?) di poter “giocare bene”. Dire che si vota non su Lei (la Costituzione) ma su Lui (Renzi) aggiungendo “o me o il caos”, può essere letto come una nuova dimostrazione di bullismo: eppure quella sfida – ammetto – affascina. Non può non sapere, Renzi, come davanti…

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Quando entrai in Regione Toscana, per l’esattezza al Consiglio Regionale, era circa la metà degli anni Ottanta. Rendere più trasparente quel Palazzo – ci si diceva, fra noi, fosse il nostro compito di giornalisti presso l’Ufficio Stampa – aiutando, per i cittadini, la comprensibilità di atti e comportamenti. Aiutando la democrazia – figurarsi l’ingenuità – a risultare più partecipata. Aiutando la comunicazione e l’informazione. E facendo questo in un periodo nel quale i votanti, in ogni tipo di elezione, superavano sempre l’80 % sfiorando spesso quota 90. Ricordo bene che il nostro problema, di giornalisti a servizio di una istituzione…

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Capita, transitando sulla A1 nel tratto Bologna-Firenze e arrivando al bivio fra il vecchio e il nuovo percorso di valico, capita di confondersi. E di prendere il tratto vecchio, quello che sale verso Roncobilaccio, lasciando sulla destra, più in basso, il tratto nuovo di zecca a tre corsie: quello che anche tu, come milionate di altri automobilisti, aspettavi in gloria. Capita dunque di immergersi in una atmosfera antica, di altri tempi: inesistente il traffico di TIR e autobus (quello che fino a pochi mesi fa rendeva queste poche decine di chilometri un autentico campionato del rischio estremo). Assai scarso anche…

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“Tu puoi fare qualunque cosa, tranne licenziare qualcuno per motivi dell’introduzione dei nuovi metodi”. Così Adriano Olivetti, il visionario Adriano Olivetti, lasciando le consegne al figlio, con una visione delle cose e dell’economia improntata a un concetto di giustizia oggi sottoposto, anche da sinistra, a revisionismi, imbarazzi e tradimenti di ogni genere. Lo ricordava – in un volumetto che Francesco Gurrieri ha da poco recensito su Toscana Oggi, che si intitola “Poesia, politica e fiori” e che è appena uscito per le edizioni di Comunità – il critico letterario Geno Pampaloni che di Olivetti, e del suo particolare personalismo comunitario,…

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Si intitola “Periferie”, lo ha scritto Andrea Riccardi: in una anteprima sul Corsera, un brano da quel piccolo volume dell’ex ministro è stato intitolato “Oggi Gesù abita nelle periferie”. Tutto ruota attorno a un concetto di Papa Francesco sul rapporto fra “centro” e “periferie”. Un concetto, complesso e vasto, che possiamo anche leggere riferendoci a un fatto da qualcuno fra noi vissuto in diretta: la centralità che un microscopico spazio della montagna toscana ha assunto, nel globo, quando ci si riferisce ai temi educativi. Intendo, ovviamente, la Barbiana di don Milani, la Barbiana dei poveri contadini di allora, la Barbiana…

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