Ovvero l’importanza di chiamarsi Ernesto. Ho passato un sacco di tempo, quando facevo il pendolare su treno (Signa-Firenze-Signa), a rompere le scatole sul fatto che, ristrutturando la bella stazione ferroviaria di SMN, a tutto si pensava (soprattutto alle esigenze dei marchi commerciali) tranne che al cittadino-utente. Il mio cavallo di battaglia preferito (un giorno vennero pure quelli della tgr Rai a intervistarmi appena sceso dal regionale delle 8:03 come se fossi stato chissà chi) era l’assenza pressoché totale di posti per sedersi. Vedo ancora l’ottimo Giovanni Michelucci, architetto-poeta, girarsi un sacco di volte nella tomba. Questione, ovvio, non solo fiorentina…
Autore: Mauro Banchini
Considero sbagliato il comportamento di Renzi sul referendum rispetto alle modifiche costituzionali: sbagliato sotto il profilo istituzionale (se vogliamo considerarlo come Presidente del Consiglio), sbagliato sotto quello politico (nel suo ruolo di capo partito). Ma resto comunque affascinato, anche se non sorpreso, dalla (apparente?) sicurezza con cui “il ragazzo” pensa, presume, spera (è sicuro?) di poter “giocare bene”. Dire che si vota non su Lei (la Costituzione) ma su Lui (Renzi) aggiungendo “o me o il caos”, può essere letto come una nuova dimostrazione di bullismo: eppure quella sfida – ammetto – affascina. Non può non sapere, Renzi, come davanti…
Quando entrai in Regione Toscana, per l’esattezza al Consiglio Regionale, era circa la metà degli anni Ottanta. Rendere più trasparente quel Palazzo – ci si diceva, fra noi, fosse il nostro compito di giornalisti presso l’Ufficio Stampa – aiutando, per i cittadini, la comprensibilità di atti e comportamenti. Aiutando la democrazia – figurarsi l’ingenuità – a risultare più partecipata. Aiutando la comunicazione e l’informazione. E facendo questo in un periodo nel quale i votanti, in ogni tipo di elezione, superavano sempre l’80 % sfiorando spesso quota 90. Ricordo bene che il nostro problema, di giornalisti a servizio di una istituzione…
Capita, transitando sulla A1 nel tratto Bologna-Firenze e arrivando al bivio fra il vecchio e il nuovo percorso di valico, capita di confondersi. E di prendere il tratto vecchio, quello che sale verso Roncobilaccio, lasciando sulla destra, più in basso, il tratto nuovo di zecca a tre corsie: quello che anche tu, come milionate di altri automobilisti, aspettavi in gloria. Capita dunque di immergersi in una atmosfera antica, di altri tempi: inesistente il traffico di TIR e autobus (quello che fino a pochi mesi fa rendeva queste poche decine di chilometri un autentico campionato del rischio estremo). Assai scarso anche…
“Tu puoi fare qualunque cosa, tranne licenziare qualcuno per motivi dell’introduzione dei nuovi metodi”. Così Adriano Olivetti, il visionario Adriano Olivetti, lasciando le consegne al figlio, con una visione delle cose e dell’economia improntata a un concetto di giustizia oggi sottoposto, anche da sinistra, a revisionismi, imbarazzi e tradimenti di ogni genere. Lo ricordava – in un volumetto che Francesco Gurrieri ha da poco recensito su Toscana Oggi, che si intitola “Poesia, politica e fiori” e che è appena uscito per le edizioni di Comunità – il critico letterario Geno Pampaloni che di Olivetti, e del suo particolare personalismo comunitario,…
Si intitola “Periferie”, lo ha scritto Andrea Riccardi: in una anteprima sul Corsera, un brano da quel piccolo volume dell’ex ministro è stato intitolato “Oggi Gesù abita nelle periferie”. Tutto ruota attorno a un concetto di Papa Francesco sul rapporto fra “centro” e “periferie”. Un concetto, complesso e vasto, che possiamo anche leggere riferendoci a un fatto da qualcuno fra noi vissuto in diretta: la centralità che un microscopico spazio della montagna toscana ha assunto, nel globo, quando ci si riferisce ai temi educativi. Intendo, ovviamente, la Barbiana di don Milani, la Barbiana dei poveri contadini di allora, la Barbiana…
“Chissà – scrive un amico su Facebook – se il tubo si fosse rotto una settimana prima”. Si riferisce alla rottura del condotto, alla periferia di Genova, con la fuoruscita di quintali di petrolio che hanno inquinato un corso d’acqua, rischiato di finire in mare, costretto lo Stato a spendere per interventi d’urgenza (e speriamo che ai privati, responsabili, vengano addebitate tutte le spese. Non mi meraviglierei non accadesse …). E si riferisce alla settimana che precedeva il referendum di domenica scorsa: una consultazione sulle trivelle, e sulla confermata debolezza del bene comune rispetto ai profitti privati, dove il quorum…
“Fornire una spinta per una ripartenza del laicato cattolico” su un terreno di evidente problematicità: la politica. Questo l’obiettivo di un ponderoso (oltre 300 pagine) volume curato dai giornalisti Francesco Gagliardi e Nicola Graziani che raccoglie decine di contributi, su cui si sono impegnati noti intellettuali cattolici, distinti in cinque “questioni” su cui la dottrina sociale della Chiesa ha, oggi, molto di nuovo, e di alternativo, da dire: le questioni morale e politica, quelle socio-economica e ambientale, quella educativa. Dichiarato il punto di partenza (il personalismo cristiano, il cattolicesimo democratico, il pensiero sociale della Chiesa), ma tutto da costruire il…
Su Tv2000 interessante prima mattina con Saverio Gaeta, vaticanista a “Famiglia Cristiana”, attorno alla storia di un veggente, all’inizio assai anticattolico, che a un certo punto, nel 1947, vicino a Roma, iniziò a vedere nientemeno che Maria: la Madonna. Di nome il veggente faceva Bruno (chiamato così, a spregio del parroco battezzante, perché il babbo voleva appellarlo come Giordano Bruno) e di cognome Cornacchiola: morto nel 2001, su di lui Gaeta ha da poco scritto un volume (“Veggente”) che avevo visto in libreria ma che, a causa di una mia personalissima incertezza davanti alle apparizioni mariane, avevo finito per non…
Esiste anche una UNESCO della biosfera, non solo la più famosa UNESCO del patrimonio culturale. E così come esiste la (ultra famosa) “rete” per questo tipo di “patrimonio” (in Toscana la concentrazione è alta: dal centro storico di Firenze alle ville dei Medici, passando per Siena, Pienza eccetera), esiste pure, nel mondo, una (assai meno famosa, in verità) “rete” delle MAB. L’acronimo significa “Man And the Biosphere” e a oggi ne esistono, di queste riserve della biosfera, ben 651 in 120 Paesi. 13 sono in Italia e 3 in Toscana: si chiamano “Selva Pisana” (è attiva dal 2004 e adesso,…