IDEE PER UN “DOPO” CHE ARRIVA. PRIMA O POI

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“Fornire una spinta per una ripartenza del laicato cattolico” su un terreno di evidente problematicità: la politica. Questo l’obiettivo di un ponderoso (oltre 300 pagine) volume curato dai giornalisti Francesco Gagliardi e Nicola Graziani che raccoglie decine di contributi, su cui si sono impegnati noti intellettuali cattolici, distinti in cinque “questioni” su cui la dottrina sociale della Chiesa ha, oggi, molto di nuovo, e di alternativo, da dire: le questioni morale e politica, quelle socio-economica e ambientale, quella educativa.

Dichiarato il punto di partenza (il personalismo cristiano, il cattolicesimo democratico, il pensiero sociale della Chiesa), ma tutto da costruire il punto di arrivo in un cammino (“Una buona stagione per l’Italia”, edito da Castelvecchi) con un sottotitolo ambizioso: “Idee e proposte per la ricostruzione del Paese e dell’Europa”.

Gagliardi e Graziani, insieme al curatore della parte economica, il docente universitario Sebastiano Fadda, sono stati sabato scorso a Fiesole, in una sempre evocativa “aula Toniolo”, invitati da CSC-Supplemento d’Anima, Azione Cattolica fiesolana, istituto studi di CISL Toscana. Introdotti dal saluto “esortativo” di mons. Gastone Simoni (“Materiali utili non solo per una contemplazione ma anche per una azione possibile e realizzabile nella situazione storica di oggi”), da Gagliardi e Fadda non sono mancati spunti per un botta-risposta cui hanno preso parte i numerosi presenti anche con un seguito pomeridiano, più operativo, sulle modalità per ulteriori e ancora più coinvolgenti iniziative in Toscana.

Si prende atto di una evidente criticità (il concetto usato è “marasma”) nella situazione politica del Paese e della sempre crescente “sfiducia” dei cittadini che si traduce anche in un massiccio “astensionismo” a fronte di una concezione sempre più “carismatico-leaderistica” del potere. Si è preoccupati davanti allo svuotamento dei partiti politici e delle assemblee istituzionali, iniziando dal Parlamento. Si teme il processo, già avanzato, che svuota corpi intermedi e rappresentanze di ogni tipo per lasciare esclusivo spazio soltanto al rapporto diretto fra un “popolo” sempre più manipolato e un “uomo solo” che comanda tutto da solo chiedendo a tutti soltanto di ubbidire in uno stile più da caserma che da democrazia matura.

Si evidenzia come, all’unica ideologia – il neoliberismo – oggi praticata da tutti e all’apparenza vincente, le alternative esistono ma il pensiero unico dominante, con la connivenza dei grandi media, si limita ad ignorarle. E qui (“il volume è un punto di partenza non di arrivo”) si aprono potenzialità di un’operazione tutta da costruire e tutta da pensare: si punta a “luoghi di partecipazione” e a “strumenti di presenza”, ma anche a una “nuova classe dirigente”, per essere pronti quando (“potrà essere fra qualche mese, potrà essere fra qualche anno”) di ciò che adesso pare vincente, ma che già sta mostrando crepe, saranno evidenti le macerie.

Rifiutando ipotesi di un nuovo “partito cattolico” (o “di” cattolici o “dei” cattolici) e notando l’importanza di lavorare insieme a chi, a prescindere dalla fede, è comunque spaventato per il disastro verso cui sta precipitando il Paese, si lascia intendere un favore per “sperimentazioni politiche”, per “nuove presenze”, per forme di “nuova presenza civica dal basso”. Prendendo atto come antiche concezioni (di “destra” e di “sinistra” ma anche di “centro”) oggi sono svuotate di significati reali.

Non a caso l’operazione che ha portato al volume nacque tre anni fa, in un anniversario tondo del “Codice di Camaldoli”: il documento, ricostruttivo per eccellenza, che fu la più importante base ideale per un successivo impegno politico di tanti credenti.  Fra gli autori delle singole sezioni Ugo De Siervo e Giorgio Campanini, Giuseppe Savagnone e Leonardo Becchetti, Francesco Paolo Casavola e Stefano Zamagni, Lorenzo Caselli e Alberto Monticone.

(articolo uscito su “ToscanaOggi” domenica 17 aprile 2016)

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