A Prato c’è una piccola strada, intitolata a una santa e sempre intasata di traffico, sul retro di piazza Duomo, che può raccontare un certo disagio attraversato dalla città. Sensazione di sporcizia e abbandono, bandoni chiusi e negozietti all’apparenza equivoci, cartelli “vendesi” in linea con cartelli “affittasi”. Pieno centro storico. Fu da queste parti che “Le Iene”, con il loro stile, girarono uno dei pezzi su degrado e spaccio che più fece arrabbiare, ma anche riflettere, la comunità, complessa, che sta nella città un tempo definita “laniera”. Mi è capitata di percorrerla questa mattina, via Santa Margerita, tornando in Mercatale…
Autore: Mauro Banchini
Appena viste, in tv, immagini incredibili. Sul ponte Sant’Angelo, a due passi dal Vaticano e nell’anno della Misericordia, un gruppo di tifosi ultrà, presumo ubriachi, se la prendono con una donna, povera, che chiede l’elemosina. Fra le risa degli altri, uno si abbassa i pantaloni e … le fa pipì addosso. Nessuno, fra le tante persone in un luogo così trafficato, sembra dire nulla. Ecco, a me piacerebbero tre cose: che quella partita di calcio non venisse giocata (o venisse giocata a stadio vuoto); che quei giovani venissero processati; che il prefetto di Roma, in assenza del sindaco, ricevesse Elisabetta,…
E così anche Firenze ha una via (in questo caso una piazza. Dalle parti delle Cascine) intitolata a Filippo Mazzei, il poggese di nascita che qualche cosa di importante, a cavallo fra il Sette e l’Ottocento, fece nell’America e nella Francia, ma anche nella in Turchia e in Polonia, delle grandi rivoluzioni e degli storici cambiamenti. A lui, tanto per dire, è comunemente attribuita la frase, celebre, della Dichiarazione d’Indipendenza statunitense “Tutti gli uomini sono per natura liberi e indipendenti”. Per qualcuno fu proprio Mazzei a suggerire al suo amico Thomas Jefferson di inserire la “ricerca della felicità” tra i…
Solo due, su quasi 80 presenti nell’aula delle Mantellate di Pistoia, hanno alzato la mano: alla domanda (“chi fra voi non ha il telefonino”) posta da Giuseppe Ferraro (51 anni, ispettore della Polizia Postale) che stamattina, in divisa, ha parlato agli studenti delle medie nell’Istituto pistoiese diretto da Rita Pieri. Due ore di lezione frontale (“la mia è una riflessione che vi farà un po’ sorridere e un po’ vergognare”) ha premesso un ispettore che di questi incontri, a giro fra le scuole pistoiesi, ne ha fatti molti e si vede: padroneggia una materia spesso scivolosa; sa come tenere l’attenzione…
Ricordo bene Paolo Cocchi. Nei tre anni scarsi (agosto 2007 – aprile 2010) che in Regione Toscana è stato assessore con deleghe importanti (cultura, turismo, commercio), nell’agenzia di informazione “Toscana Notizie”, era il mio assessore di riferimento: almeno per quanto lo riguardava come titolare (in Toscana …) della cultura. Gli ero stato assegnato e, da giornalista dell’ufficio stampa, avevo il compito di seguirlo: preparando comunicati sulle sue attività, e su quelle della struttura allora diretta da Ugo Caffaz, partecipando alle riunioni “di staff”, andando a giro con lui per teatri (ricordo bene, a Torre del Lago Puccini, la festa per…
Saranno anche teneri (ma soprattutto avranno voglia di divertirsi bucando un giorno di scuola), ma quanto sono bischeri quei ragazzi toscani che a 100 giorni dall’esame di Stato vanno a fare gesti scaramantici tra Pisa e Viareggio … PS)- Detto fra noi: come sarebbe bello poter tornare a quella tenerezza. E pure a quella bischeraggine. Ma qualcosa mi dice che … non si può.
E se, davanti alla crisi dell’editoria, cominciassimo a percorrere strade nuove per associare i titolari di due diritti (quello dei giornalisti a informare e quello dei cittadini a essere informati)? Ho appena letto un libro di una economista che insegna a Parigi (Julia Cagé, “Salvare i media. Capitalismo, crowdfunding e democrazia”, Bompiani 2016): propone un metodo “associativo” per far stare sul mercato, anche grazie alla partecipazione diretta di cittadini e giornalisti, testate antiche e nuove altrimenti destinate alla scomparsa o a vita grama. Non so giudicare quanto, specie in Italia, le leggi attuali e le reali condizioni di mercato potrebbero…
Sarà certo colpa mia, ma non riesco a capire se la recente (2013) decisione Unesco di dichiarare “patrimonio dell’umanità” le delle Ville Medicee (iniziando da quella di Poggio a Caiano: la villa di Lorenzo) sta iniziando, o meno, a dare qualche frutto di concretezza. Temo di no, ma – ripeto – magari sono io a non essere informato. In ogni caso qui si parla di un ponte sospeso. Unesco e Ville “patrimonio” mi sono tornate in mente sabato scorso, nelle ex Scuderie Medicee del Poggio, partecipando a un bell’incontro dedicato al recupero del ponte, ottocentesco, che collegava Poggio con le…
“Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere con il dito per terra”. Resto sempre colpito, in questa pagina del Vangelo che nella quinta domenica di Avvento ha fatto riflettere chi fra noi oggi è andato a Messa, su questo straordinario e sorprendente comportamento di Gesù. Ai suoi interlocutori, i soliti scribi e i soliti farisei, non interessava nulla – ci ha giustamente fatto notare il parroco – né dell’adultera, né di Mosé; né della legge, né del peccato; né tantomeno del perdono. Nulla di nulla: a loro interessava solo tendere un trappolone a Gesù, metterlo alla prova, cercare…
Andare in pensione dopo una vita di lavoro, e di tasse sempre pagate, ed essere accusati di “privilegio”. Assistere al (vittorioso) tentativo di mettere in guerra, l’una contro l’altra, generazioni di poveri. Ascoltare che è colpa dei “protetti”, se i giovani di oggi non avranno mai quei “privilegi” (esempio: una pensione … normale). Provare rabbia davanti al continuo tentativo di definire “privilegio” ciò (ad esempio il famoso, oggi famigerato, “welfare”) che in una democrazia era giudicato come un “diritto”, da estendere sempre più. Continuare a non trovare normale la vittoria, culturale prima che politica, di un neo-liberismo che ormai (salvo…