Autore: Mauro Banchini

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Leggo su Avvenire, in un lento pomeriggio di Befana 2018, che in quel di Chieti è stato realizzato un presepio vivente e che i tre personaggi principali sono stati affidati in questo modo: Maria a una giovane nera, nigeriana ed ex prostituta vittima di tratta; il Bambino alla di lei figlia; Giuseppe a un ex tossico. Scelta “coraggiosa” – nota il giornalista specificando che a organizzare il tutto, con il patrocinio del Comune, è stata l’associazione (“Papa Giovanni XXIII”) fondata da don Oreste Benzi. Bella, ricca di stimoli positivi e di inviti pratici, questo tipo di scelta che non può…

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Un ottimo modo per finire l’anno e ancora di più per iniziare quello nuovo. Sta in uno fra i brani di Natale più tradizionali: in quattro piccole parole una delle quali, l’ultima, talvolta sostituita da un’altra (“genti”) mentre è proprio essa (“menti”) a riempire di efficacia l’invito. Un invito che si spiega con la fede: quella nel “pargol divin” nato “sol a parlare d’amor”. Ma che, insieme, parla pure alla ragione: perché questo mondo, per non sparire, ha enorme bisogno di luce; di “menti” aperte.

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A essere visionario ci si mette poco: non costa nulla, ti fa galoppare con la fantasia e se hai l’accortezza di non esagerare, anche il risveglio (inevitabile) può essere positivo. A me capita spesso di esserlo, visionario. Giorni fa ho provato l’ebbrezza su stimolo di un amico, Federico Pagliai  circa il futuro della nostra montagna. Scriveva, Federico, in Facebook sulla distanza tra “flusso” e “luogo” intendendo che non sarà certo dal turismo “mordi e fuggi” che potremo giocarci, in positivo, il domani della montagna: preferisce, lo scrittore, qualcosa di più stabile e su questo, pur non demonizzando certo il turismo, ho…

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Chi ama la Terra Santa e la frequenta, sa bene come i Francescani – custodi delle “pietre” di quei luoghi – siano soliti accennare anche alle “pietre vive”: che poi, in definitiva, sono le persone in difficoltà che lì abitano. Le tocchiamo in modo diretto, queste “pietre vive”, quando entriamo, ad esempio a Betlemme, in una fra le tante strutture che ospitano bambini abbandonati, feriti dalle violenze, vittime del rancore. Per non parlare di altri luoghi del Vicino Oriente, distrutti (uno su tutti: Aleppo) dalla follia della guerra. Molte di queste “pietre vive” stanno proprio nelle sempre più piccole comunità…

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Baracca, inno, strisce. Tre immagini che mi è piaciuto comunicare ai quasi 200 liceali, decisamente millennials, riuniti in un cinema fiorentino per una assemblea di istituto. Dovevo moderare un incontro su immigrazione e ius soli. Tre donne e un uomo i relatori: una consigliera comunale impegnata sulla tratta, una docente di comunicazione politica, una immigrata dal nome difficile che tradotto significa “sentimenti”; un politico di “Fratelli d’Italia”, chiamato per difendere (ma lo ha fatto in modo garbato) posizioni lì risultate minoritarie ma dai grossi riscontri in un contesto così impaurito per la presenza fra noi di (tanti?) “forestieri”. Ai millennials ho…

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Sono fissato, lo riconosco, avendone già scritto altre volte. Ma al mitico Matteo Salvini che presenta il nuovo logo del suo partito (ha inserito il cognome come “premier” e ha tolto “Nord”) qualcuno (esempio qualche giornalista) avrebbe potuto chiedere perché non ha cambiato, in via preliminare, pure lo statuto di quel partito: un partito – va ricordato – che continua ancora a chiamarsi “Lega Nord per l’indipendenza della Padania” ed ha tuttora come finalità (articolo 1) “il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana”. La risposta di Salvini (immagino…

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Fossi un elettore di Quarrata avrei davvero qualche problema a trovare motivazione sufficiente per andare ai seggi nel prossimo marzo. Nella ripartizione dei Collegi per le elezioni politiche 2018, infatti, per chissà quale meccanismo (la fretta, l’improvvisazione, la cialtroneria …) i quarratini si troveranno inseriti in collegi sempre diversi e sempre fuori dal resto della provincia di Pistoia. Fa davvero effetto vedere, sulle carte, la stranezza di trattamento riservata a Quarrata (che, non dimentichiamolo, con i suoi oltre 25 mila residenti è il secondo Comune, per numero di abitanti, nella provincia di Pistoia). Vediamo meglio, ringraziando Antonio Floridia di Regione…

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Sono contento che “Il Tirreno” (oggi 15 dicembre 2017, pezzo di Stefano Taglione) abbia dato grande spazio, in pagina regionale, a una notizia diffusa giorni fa sui social e che anche io avevo evidenziato. Mi riferisco a quella sorta di “record” dei monti fra Pistoia, Bologna e Modena nelle raffiche di vento.  Bene ha fatto, il giornalista, a scavare la notizia verificando che, al di là di dati recenti probabilmente falsati dal ghiaccio, quei crinali hanno comunque (su riconoscimento degli organismi tecnici che monitorano il meteo) una natura così particolare da consentire, in ambito nazionale, misurazioni record nella velocità dei…

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“Se invecchi decentemente diventi elio, non piombo. Pesi di meno”. Devo a Fulvio Ervas, scrittore veneto incrociato a Più libri più liberi, una così bella definizione sulla condizione verso cui sto salendo (spero senza scendere troppo). Presentava il suo ultimo libro (“Nonnitudine”, Marcos Y Marcos) sulla sua esperienza di babbo di una figlia che a sua volta ha avuto un figlio. In pratica è diventato nonno e, da scrittore, racconta il fascino di questo suo nuovo modo di essere. Ne ha detta pure un’altra di frasi belle, Ervas, che è anche insegnante di scienze naturali. “Come tua figlia gestisce il…

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A proposito di mafia. E di Marcello Dell’Utri. Tutte le volte che ci penso (a quello che pochi giorni fa Berlusconi ha definito “prigioniero politico” mentre, in realtà, sta scontando in carcere una condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa) mi viene in mente una piccola cosa. Questa. Siccome Dell’Utri è stato condannato perché fece da intermediario fra Silvio Berlusconi e Cosa Nostra (dico: Cosa Nostra, non una bocciofila o una associazione di bibliofili) com’è che lui, Marcello, è stato condannato in via definitiva e Silvio, su questo, no? Come è stato possibile che Silvio l’abbia, su questo, sfangata? Ricordo, vagamente, i…

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