Glifosato. Grosso modo ho imparato cos’è: sostanzialmente un veleno, una robaccia che avrà certo effetti positivi nel togliere erbacce dai vivai ma che in modo altrettanto certo fa male al bene comune; insieme a tante altre robacce simili inquina, avvelena, è considerato pericoloso per la salute degli esseri viventi. Quanto al cippatino le mie conoscenze sono ancora più scarse: immagino che se con il termine cippato si identificano scaglie di alberi e arbusti, una roba definita con un diminutivo sia, quantomeno, analoga sia pure di proporzioni minori. Non ho certo conoscenze tecniche per sapere se davvero questo cavolo di cippatino…
Autore: Mauro Banchini
I residenti nel centro storico di Firenze sono appena 19 mila, solo qualche migliaio in più rispetto a quelli che abitano sull’intera montagna pistoiese. A fronte di oltre 10 milioni di presenze turistiche in strutture ufficiali, a risiedere in centro sono soltanto, all’incirca, quelli che abitano nell’assai meno prestigiosa (si potrà dire?) Agliana, paesone non particolarmente eccitante fra Pistoia e Prato. Per ogni residente nel centro storico di Firenze – scrive questa mattina Gaspare Polizzi sul Corriere Fiorentino in una preoccupata opinione sul cosiddetto “urbanicidio” – si contano circa 500 turisti all’anno. Ancora sul dorso toscano del Corriere della Sera viene, oggi,…
Pavana, il paese di Francesco Guccini, celebrato in questo “Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto”, dista pochi chilometri dal paese in cui sono nato io. Per arrivarci, da San Marcello Pistoiese, si sale l’Oppio e si scende verso il paese dove stava la grande fabbrica che, producendo anche munizioni, dette lavoro all’intera montagna: arrivati a Pontepetri si gira verso Pracchia e da lì, costeggiando un notevole cammino ferrato lungo il fiume Reno, c’è una strada (la traversa Porrettana) che mi è sempre piaciuta un sacco. Piena di curve. Con il tempo molte le hanno allargate. Piena, ancora, di fascino.…
E se, le nostre chiese intese come edifici, le tenessimo sempre aperte? Se davvero a ogni ora del giorno e della sera (diciamo verso le 22/23 ?) chi sente il bisogno di “staccare” per riflettere, starsene in silenzio, magari in ascolto, magari pregare, trovasse le nostre chiese aperte e accoglienti? Capisco bene le obiezioni, le difficoltà, gli ostacoli. Spesso nelle nostre chiese ci sono opere d’arte, di importanza varia, dai grandi capolavori in giù. E spesso nelle nostre strade non mancano balordi o persone capaci di fare danni, perfino di offendere la sacralità di un altare. Capisco bene. Ma ogni…
Non ci sono mai stato alla tomba di Cecilia Metella, al terzo miglio dell’Appia. Ma adesso, dopo aver letto la pagina che a questo monumento dell’antica Roma dedica Tomaso Montanari nel suo notevole “L’ora d’arte”, sento l’obbligo di andarci in “uno dei posti più incantati del mondo, sdraiato sul prato chiudendo gli occhi e ascoltando il fluire della storia che ti passa dentro”. Racconta, Montanari come a fine Cinquecento stessero per demolirlo, quell’edificio. Volevano ricavarne materiale per costruire chissà quale altro edificio, magari un’opera d’arte. Infine il Campidoglio, che pure aveva già dato il permesso di demolire, cambiò idea. Si…
C’è forse differenza fra il grande Adriano Panzironi e Beppe Grillo, fra Vanna Marchi e Matteo Salvini? E potrei proseguire, ma non lo faccio per non turbare troppo i tanti miei amici ancora preda di un altro fascinoso Matteo, quello di Rignano. Di sicuro la domanda potrebbe essere allargata a un altro grande protagonista del populismo politico: il grande, per molti aspetti insuperabile e insuperato, uomo di Arcore, pure lui convinto, magari dal Panzironi stesso, di poter durare fino a 120 anni continuando imperterrito a convincere ondate di bisognosi. In una Roma governata, si fa per dire, dal frutto chiaramente…
Nel plauso generale che in media così pronti ad allinearsi è tripudio pressoché univoco (solo qualche coraggioso, che nulla ha da guadagnare e dunque nulla neppure da perdere, osa disallinearsi), mi sia consentita una piccola e inutile voce in dissenso. Intendo sulle Olimpiadi invernali 2026 ieri assegnate a un’Italia che oggi esulta e si esalta. Non pratico sport (purtroppo si vede) però mi sarebbe piaciuto. Le uniche pagine nei giornali che non leggo sono quelle sportive: so di perdere tanto. Ma in tv non perdo una partita di calcio della nazionale né i tapponi del Giro e del Tour. Guardo con tremore le discese libere da…
Bufala. Bufale. Bufale grossolane. Bufale che ingannano. Bufale che qualcuno crea. Bufale che qualcuno utilizza. Bufale utili anche per vincere le elezioni. Un esempio, di bufala, fra i tanti possibili. Giorni fa un “amico”, come ci chiamiamo su Facebook, ha postato un contenuto che un altro suo “amico” aveva creato qualche giorno prima. Riguardava “un pakistano” che in un luogo non meglio identificato d’Italia, aveva tentato di insidiare una bambina (11 anni) in un giardinetto pubblico ingannando la nonna. Il primo concetto che emergeva dal post era, appunto, il fatto che questo delinquente fosse di origine straniera. Un “pakistano”. Dunque…
Non certo brillante la figura fatta dal questore di Prato, Alessio Cesareo, sui fischi dello scorso 25 aprile a lui e al prefetto Rosalba Scialla. La richiesta di archiviazione del fascicolo, a suo tempo aperto dopo la denuncia dello stesso questore contro persone ree di aver cantato “O bella ciao” il 25 aprile, decisa dalla Procura della Repubblica era, in uno Stato di diritto come tutto sommato è ancora il nostro, inevitabile. La vicenda è nota e risale al 23 marzo scorso quando tante persone (c’ero pure io) riempirono in modo civile Piazza delle Carceri a Prato per protestare contro…
Langer. Alex Langer, uno che è utile riprendere in mano. Fra un anno o poco più, il 7 luglio, spero in molti lo ricorderemo nel primo quarto di secolo esatto dalla sua morte: una morte che fu lui a darsi, nella bellezza di un colle sopra Firenze, appendendosi al ramo di un albicocco: troppo doloroso, per la sua sensibilità, ciò che stava accadendo nei Balcani. Troppo debole, lui, per resistere a sorella depressione. Impegnativo il suo appello finale: “Continuate in ciò che era giusto”. Da questo sudtirolese incapace di accettare le frontiere, arriva una lezione forte: specie oggi, con le elezioni…