VIDEOGIOCO: IL DIVERTENTE STA NEL BACO

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Vi è una forza, che è della macchina, che si moltiplica dalla macchina generatrice inesauribile di macchine sempre più poderose, che ci rende sempre più inermi davanti alla sua cecità, alla sua metrica che si fa cieca per l’uomo, che perde ogni memoria per l’uomo smemorando essa l’uomo”. Devo a Luca De Biase – giornalista e fondatore di Nova, sezione del Sole24Ore dedicata alle innovazioni – il rimando a una bella lettera scritta, nel 1953, da Giuseppe Ungaretti, proprio lui, il poeta ermetico, per commentare, in una rivista letteraria, i primi calcolatori elettronici. E nella lettera, citata da De Biase all’inizio della sua conversazione pistoiese per “Dialoghi sull’uomo”, c’è anche il passaggio sopra riportato: la forza della macchina che toglie la memoria all’uomo.

Parlava di videogiochi, De Biase e del dominio non sempre trasparente di questa tecnologia applicata al divertimento. E ne parlava sapendo quante siano oggi le persone che si fanno fregare nelle tante (troppe) sale dove il gioco illude, rovina, ma non diverte. Giochi che possono darci felicità ma anche renderci più stupidi, giochi sempre più perfetti e coinvolgenti, apparentemente “veri”, giochi che possono dare dipendenze, ma giochi che sono soprattutto “macchina”: potere basato su algoritmi (che qualcuno, da qualche parte, controlla) sempre più complessi che ci sfidano a un “gioco” particolare: giocare a capire come funzionano i videogiochi.

In un contesto ormai digitalizzato (nel 2000 solo il 25% della conoscenza era registrata su digitale per salire, tre anni fa, a oltre il 98%) e nel quale ogni nostro gesto o comportamento lascia traccia che qualcuno, da qualche parte, conosce e studia a nostra insaputa, come riuscire a restare “umani”?

Se ieri – sintesi di De Biase – il potere stava nella scrittura, oggi abita nell’algoritmo. E’ chi realizza e controlla queste formule matematiche a decidere cosa, oggi, è importante e cosa non lo è.

E’ ancora possibile – ecco il punto – dominare gli algoritmi, sconfiggerli, scovare i bachi nella logica di macchine sempre più potenti? Invitandoci a giocare con i videogiochi per … scoprire le regole del gioco, De Biase sembra convinto di sì. Sarebbe bello poterci credere.

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