Dopo tanto tempo ho accettato di vedere, in tv, una intervista a Matteo Renzi. Ieri sera dal bravo Corrado Formigli (uno che le domandfe le fa) a “Piazza Pulita”. Una parabola interessante, quella di Renzi, per chi ancora, nonostante tutto, vorrebbe continuare ad amare una politica di profilo alto.
Se il tempo passa anche per l’ex ragazzo che vidi alle prime armi di “rottamatore” nella Firenze a cavallo del millennio, lui – ormai da tempo passato dalla parte del grande potere economico: quello che lui voleva “rottamare” mentre adesso ci è immerso e se lo gode – se la cava ancora bene.
Se la cava bene nell’arte in cui, da sempre, lui eccelle: l’intortamento di chi gli è davanti. L’uso della parlantina. La capacità di usare le parole per uscirne sempre bene.
Oggi è il senatore più ricco d’Italia, ma la fortuna la deve sempre alla sua somiglianza – lo dico con il massimo rispetto e senza la volontà di offendere nessuno – con quei fenomeni, nelle fiere di paese di quando ero bambino, che mostravano, ai più semplici, le mitiche tre buste.
Solo in una c’era (dicevano loro) un grande premio che alluzzicava. Nelle altre stavano solo caramelle. E lui, l’imbonitore, con la magia delle parole, riusciva sempre a fare il suo di interesse.
E l’inbonito apriva sempre la busta con le caramelle. Magari dopo essere stato convinto, visto che gli era capitata la busta con il premio grosso, a darla via per una caramella alla menta in più.
Altra variante, nelle fiere di paese, il venditore di pentole o di piatti. Abilissimi nell’intortamento. Giganti nella innocente comunicazione di quei tempi lontani.
E io continuo a chiedermi perchè uno bravo come Renzi (su questo non ci sono dubbi: un cavallo davvero di razza in una politica oggi frequentata da personaggetti) a un certo punto abbia perso, facendo tutto da solo, quell’incredibile patrimonio di fiducia che era riuscito a conquistare.
Così come continuo a chiedermi cosa convenga non solo a Renzi ma anche a un Paese che, ai tempi di Del Mastro e camerati, di bravi politici avrebbe bisogno
Gli conviene, cinicamente, continuare a fare soldi a palate per sè stesso a servizio di potenti più o meno sanguinari oppure, finalmente, potrebbe mettere la testa a posto e mettersi davvero a servizio, lui che fece una tesi di laurea su Giorgio La Pira, di un Paese che tanto bisogno avrebbe non di imbonitori (o imbonitrici) ma di statisti veri?
PS)- E subito dopo, da Formigli, sempre a proposito di linguaggio, raccontando i trucchi del sempre più pericoloso Donald Trump, è arrivato un sempre notevole Stefano Massini. Che bello se la politica usasse meno trucchi e la cittadinanza sapesse meglio disvelarli …
