Il doppio senso è quello bocciato dal Consiglio di Stato sulla via principale di Poggio a Caiano (a oggi continua il silenzio della giunta sulla batosta romana), la doppia misura è sul senso unico lasciato poco più in alto, i fratelli serpenti sono quelli che su Peretola hanno attaccato un sindaco vicino al loro partito (FDI) che per fortuna tiene botta. E i cieli segreti? Riguardano un libro, esoterico e misterioso, presentato al Poggio per la vigilia di Natale. Ma c’è pure una buona notizia. (mb)

NATALE 2025: FRA MAGIE E TALISMANI – La destra poggese che comanda ama mostrarsi sensibile alla ortodossia cattolica. Talvolta più papista del papa. Nulla da dire, ci mancherebbe.
Per questo ha colpito un incontro pubblico, inserito nel calendario ufficiale delle iniziative natalizie: la presentazione, nella sala consiliare, di un libro centrato sulla … magia talismanica. “Cieli segreti”, questo il titolo.
E’ un volume – si legge – con “un misterioso manoscritto che … consegna scritti magicamente pericolosi che scuotono l’anima e generano una certa inquietudine ma da sempre esercitano una forza attrattiva inspiegabile”.
“Una serata interessantissima – ha scritto su fb l’assessora alla cultura – che ci ha permesso di scoprire un mondo misterioso e affascinante“.
Visto che le foto/social non inquadravano il pubblico, i presenti devono essere stati assai pochi. Ma non è questo il problema.
A colpire è stata la decisa copertura istituzionale data a una iniziativa su “magia, astri, antiche divinità, libri maledetti, magie salomoniche e oggetti preziosi perché contenenti la divina energia: i talismani”.
Un Natale venato di esoterismo e occultismo; un Natale “iniziatico“, con “rivelazioni gnostiche”.
Nel volume si spiega, fra l’altro, che Abele (proprio lui: il figlio di Adamo) fu autore di una stele sulla dottrina dei talismani: “la più perfetta di tutte le magie”. La stele – si prosegue nel volume – fu scoperta da una figura leggendaria.
Tale Ermete Trismegisto: “un mitico saggio – riporta wikipedia – nato dalla fusione del dio greco Hermes e del dio egizio Thoth considerato il fondatore dell’ermetismo, corrente filosofico religiosa esoterica“.
Nel volume, molto pubblicizzato sotto Natale dall’assai pia amministrazione Palandri, non mancano passaggi a dir poco singolari, con frasi anche scioccanti.
A pagina 152, ad esempio, si scrive di un “Gesù che conduce su di un monte (forse quello degli Ulivi) Maria Maddalena e, dopo aver pregato, crea dal proprio costato una donna con la quale inizia a unirsi sessualmente e dopo aver raccolto lo sperma nel cavo della mano rivela alla Maddalena che questo è il modo in cui ci si deve comportare per conseguire la vita eterna”.
A colpire non è, ovviamente, né il libro in sé e neppure certe sue singole frasi.
In una democrazia protetta anche dal 21 di una Costituzione nata dalla Resistenza contro chi i libri scomodi li bruciava, ognuno è libero di pubblicare e di leggere ciò che vuole. E di sostenere e pubblicizzare ciò in cui crede.
A colpire, se un po’ di ironia è ammessa, è il fatto che un libro come questo sia stato presentato, nel calendario natalizio, con quel sostegno ufficiale e con quella foga da amministratori così sempre pronti in prima fila nel complicato ruolo di “defensores fidei“.
Incidente di percorso o scelta consapevole?

NATALE 2025: LA TRIPLETTA – Sul Natale e feste collegate, per adesso il Comune ha speso 37.573 euro (11 mila per la pista ghiaccio, quasi 18 mila per le luminarie, il resto per eventi minori).
Con autoesaltazioni e sicurezza che tutto questo al popolo piace, si è puntato su una tripletta dall’antico sapore popolare (calcinculo e autoscontro). Sarà interessante verificare, dopo l’Epifania, se il successo sperato c’è stato o no.
Assai più innovativi gli amministratori di Cantagallo: da tempo rinunciano a spendere soldi in luminarie per favorire famiglie in difficoltà. Una scelta che ha attirato simpatia, anche mediatica nazionale, su quel Comune.
Al Poggio, invece, si è puntato soprattutto su due spazi, distinti fra loro, per ospitare due diverse tipologie di giostrai.
Il primo spazio è davanti al bar Cavalieri con il pattinaggio su ghiaccio (e con i famosi 11 mila euro dati dal Comune al gestore privato per aiutarlo … a far quadrare i conti).
Il secondo spazio sta davanti alla Coop. Occupa decine di posteggi. E’ un luna park grande e difficile da riempire, specie in presenza di un altro svago piacione (pure esso, come ovvio, a pagamento. E, addirittura, pagato dal Comune con una scelta forse azzardata) lì vicino
Un terzo spazio, in stile mercatino natalizio, è stato messo in piazza XX settembre. Oltre a un alberello, lì hanno piazzato un gazebo fisso: messo dalla proloco (che su questo mercatino ha ottenuto un contributo di quasi 4 mila euro).
Una diversificazione apparsa come non molto razionale. A consuntivo (e speriamo il consuntivo sia reso pubblico) vedremo se questa roba – voluta anche per far arrivare, da fuori comune, visitatori disponibili anche a fare acquisti nei negozi poggesi – ha funzionato o no.

LA BUONA NOTIZIE: MUSEO SOFFICI – Pare confermata, grazie a Giovanna Uzzani, la prima impressione (positiva) sulla nuova direzione del Museo Soffici.
Forse scoraggiati da un compenso economico pressoché simbolico (appena 400 euro al mese e senza rimborsi), dopo le dimissioni del direttore precedente non ci furono corse per ricoprire questo ruolo. Uzzani fu l’unica candidata.
Siamo ancora ai primi passi, ma la voglia di fare cose di qualità sembra ci sia tutta. E questo è un bene. In una recente intervista (qui il testo) Uzzani ha annunciato alcuni progetti.
Sarà interessante vedere gli sviluppi. E capire, dopo il brutale flop della Visitazione, quanto davvero la giunta ci creda, al museo Soffici.
Da notare poi come Ardengo Soffici – rimasto sempre fedele al fascismo storico – sia personalità che dovrebbe avere porte molto aperte in un governo nazionale alla (difficile) ricerca di nomi validi da inserire nel suo Pantheon culturale.
Vedremo dunque quanti soldi dal suo bilancio metterà l’assessora Bresci per sostenere i buoni progetti di Giovanna Uzzani. Vedremo quali risorse riuscirà a reperire dal governo nazionale e da altre realtà, pubbliche e private.
Vedremo come, con il tempo, si svolgeranno i rapporti fra assessora, direttrice e curatore scientifico del Museo nonché proprietario di molte fra le opere lì conservate.
Da notare che Luigi Cavallo è citato non come “curatore scientifico” ma come “commissario straordinario” e si accenna anche alla creazione di una figura nuova (il “presidente del Museo“). In ogni caso auguri a Giovanna Uzzani.

PERETOLA: FRATELLI SERPENTI – Una spesa complessiva che supera i 37 mila euro. La deliberano Calenzano, Carmignano e Poggio (qui l’atto) per il loro ricorso al TAR sull’ampliamento dell’aeroporto di Firenze.
Logica, anche per razionalizzare la spesa, la scelta di unirsi. E giusto dividere quella cifra in proporzione agli abitanti (al Poggio toccheranno, da pagare, quasi 9 mila euro, quasi 16 mila a Calenzano e i restanti 12 mila a Carmignano).
Ma dal punto di vista poggese colpisce un aspetto. La nobile tenuta del sindaco Palandri dopo il duro attacco politico che gli è stato scagliato dai suoi amici di partito (Fratelli d’Italia).
I fratelli di Firenze, infatti, non hanno molto gradito che il loro sindaco, addirittura in alleanza con i “comunisti”, fosse contrario alle ragioni aeroportuali di Firenze. E lo hanno brutalmente invitato a cambiare opinione. Per adesso Palandri sembra reggere. Gli va dato atto.

NEL MEZZO DEL CAMMIN DI NOSTRA GIUNTA – “Troverete tutto ciò che in questi due anni e mezzo abbiamo fatto in questo libretto. Verrà presto dato alle famiglie. Anche con le immagini che avete visto scorrere”.
Così il sindaco Palandri lo scorso 20 novembre a fine assemblea con i cittadini (assai pochi, in realtà) convocata per fare il punto sui primi due anni e mezzo di mandato.
Il “libretto” non è ancora stato consegnato. Ma il sindaco fu così sicuro, e il “libretto” venne perfino mostrato, che certo mancherà poco per una distribuzione che, in effetti, incuriosisce.
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PIANO URBANISTICO: C’E’ TEMPO FINO AL 19 GENNAIO – Chi, al Poggio, è interessato alle questioni urbanistiche sa che deve affrettarsi. Questo se vuole presentare “istanze volte a manifestare il proprio interesse” (laddove per “interesse” non si dovrebbe intendere solo quello privato – terreni a cui cambiare destinazione … piccoli o grandi aggiustamenti – ma anche e soprattutto quello pubblico: il bene comune).
La giunta Palandri, a novembre, ha approvato una delibera che definisce l’atto di indirizzo per la variante semplificata al POC (Piano Operativo Comunale: lo strumento urbanistico).
Cittadini, categorie, operatori e portatori di interesse hanno tempo fino alle ore 12 del 19 gennaio 2026 per presentare proposte.

PONTE AL MOLINO: E IL DOPPIO SENSO? Entro la fine dell’anno (2025) avrebbe dovuto essere “aperta la rotatoria in via Pratese per l’accesso al nuovo parcheggio nell’area ex Isidoro”. Lo aveva promesso (qui l’articolo) con natalizia sicurezza l’assessore ai LLPP Leonardo Mastropieri il 6 dicembre.
Visto che ciò non è accaduto, qualcuno si domanda se il mancato rispetto della solenne promessa dipenda da altro oppure da ciò che qualche giorno dopo è emerso: il rigetto da parte del Consiglio di Stato del ricorso presentato dal Comune contro i cittadini (quelli che si opposero al doppio senso su via Vittorio Emanuele, quelli che vinsero al TAR e che ora hanno vinto anche a Roma).
Il progetto di rotatoria era stato modificato dal Comune proprio per la – da tempo sbandierata come imminente – riapertura a doppio senso del ponte al Molino. Una scelta politica legata al doppio senso nel tratto poggese di “66” che va dal ponte all’Asse alla piazza XX Settembre.
A quasi due settimane dalla (chiarissima) sentenza del Consiglio di Stato, ancora non è arrivata alcuna reazione ufficiale dalle stanze del Comune. Presto arriverà.
VIABILITA’: DUE PESI E DUE MISURE SULLA 66 – Continua a essere un mistero, a proposito di viabilità, il motivo per cui nel tratto “basso” della strada “66” venne, dalla giunta Palandri, rimesso il doppio senso di circolazione (ora bocciato non solo dal TAR ma anche dal Consiglio di Stato) mentre identica soluzione non è stata mai prevista, dalla stessa Giunta, per il tratto “alto” della stessa strada.
Non si comprende perché nel tratto “alto” il senso unico – che più in basso è stato demolito – non sia mai stato toccato. Non si capisce perché, se la logica è fluidificare il traffico, si continua a far fare un lungo giro, per l’intero paese, agli automobilisti in arrivo dal Poggetto e diretti verso l’Indicatore.
Perché due pesi e due misure? Da cosa dipende? Varie, in paese, le voci su questa disparità. E anche sui posteggi: molto ridotti nella parte bassa, ma tutti mantenuti nella parte alta della stessa strada. Un mistero da fratelli iniziatici?
POGGIO (A CAIANO) E BUCA di Mauro Banchini n. 134 del 30 dicembre 2025
