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Home»Comune»INGRESSI IN VILLA (UN TONFO), PRIMO MAGGIO (UN PENSIERO), GIORGIO GATTI (UN RICORDO).
Comune

INGRESSI IN VILLA (UN TONFO), PRIMO MAGGIO (UN PENSIERO), GIORGIO GATTI (UN RICORDO).

Mauro BanchiniBy Mauro Banchini1 Maggio 2026Updated:1 Maggio 2026Nessun commento8 Mins Read
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Freschi freschi i nuovi dati sugli ingressi nella villa medicea del Poggio dopo l’introduzione del ticket: meno 33% nel primo semestre. Qualche dato sulle imprese che nei vari settori operano al Poggio, sulle loro necessità e su quanto fatto (o meno) dal Comune. A cinque anni dalla morte viene annunciato, per ottobre, un ricordo di Giorgio Gatti baritono poggese. (mb)

VILLA: UN TICKET NON CONTESTATO – Con libero accesso civico (fonte: Ville e Residenze monumentali fiorentine. Grazie per la cortese collaborazione) chi scrive ha ricevuto gli ultimi dati sugli ingressi nella Villa Medicea.

Dallo scorso ottobre, come noto, in Villa e nel suo museo (ma anche nei giardini), non si entra più gratis. Occorre un biglietto.

Inutile la tiepida protesta avanzata dal Comune: su mandato unanime del Consiglio, il sindaco si era preso l’impegno di chiedere ingressi gratuiti, almeno nei giardini, per i poggesi.

Ma è bastata una semplice risposta negativa della dirigente per bloccare ogni protesta del nostro primo cittadino. Non ha capito che la questione, politica, doveva essere affrontata non con la dirigente ma (almeno tentata) direttamente con il ministro, in sede politica.

Con il ministro Giuli: quello che in una recente campagna elettorale fece una fuitina anche nella villa poggese: solo il tempo per un selfie con sindaco e altri plaudenti.

Nulla in più è stato tentato. Ci si è arresi al primo ostacolo. Nessuna notizia su altre iniziative.

E dunque tutti, poggesi compresi, se vogliono entrare nella villa o anche solo nel giardino, devono pagare un biglietto o un abbonamento.

VILLA: UN TONFO NEGLI INGRESSI – E i non poggesi? E i turisti? E i visitatori finora abituati a un ingresso gratuito?

Ecco dunque i dati sugli ingressi in villa, nel primo trimestre 2026. Uniti ai dati relativi all’ultimo trimestre 2025, formano un semestre intero e consentono già una prima analisi.

Confrontati con quelli presi negli stessi periodi dei due anni precedenti, i dati evidenziano un tonfo pesante.

Dal primo ottobre 2025 al 31 marzo 2026 (dunque il primo semestre pieno con l’ingresso a pagamento) in villa risultano appena 8.561 ingressi. Nello stesso periodo precedente (il semestre compreso fra il primo ottobre 2024 e il 31 marzo 2025) gli ingressi furono 12.716.

Questo significa quasi 4.200 ingressi in meno: quasi il 33%. Nulla è definitivo: c’è solo da sperare in una inversione di tendenza. Ma per adesso i dati sono preoccupanti.

VILLA: IL FLOP DELLA “VISITAZIONE” – Nulla, ma questo è già noto da un pezzo, nulla ha significato la presenza in villa della “Visitazione”.

L’operazione tanto sbandierata dalla giunta Palandri/Bresci avrebbe dovuto portare, secondo le promesse politiche, folle di nuovi visitatori in villa e al Poggio. Invece non ha portato nulla. Ha solo fatto spendere tanto al Comune (in tutto almeno 72 mila euro).

Se confrontiamo infatti il semestre già citato (ottobre 2024/marzo 2025: ingresso gratuito con “Visitazione”) con il semestre precedente (ottobre 2023/marzo 2024: ingresso gratuito senza “Visitazione”) si scopre che il tanto sbandierato capolavoro portò addirittura meno visitatori (212 in meno) rispetto al periodo precedente.

VILLA: UN SEGNALE CHE PREOCCUPA – “Visitazione” o meno (che presto verrà spostata in altre città per due mostre e poi tornerà a Carmignano) a preoccupare dovrebbero essere i dati generali sugli ingressi in villa: il 32,7% in meno – nel primo semestre con il ticket – è un segnale d’allarme preoccupante.

Se confermato nel periodo successivo, ci sarebbe molto da interrogarsi su presente e futuro del turismo qui al Poggio visto che il movente naturale per portare turisti al Poggio è soprattutto la villa medicea.

PRIMO MAGGIO: QUANTE IMPRESE AL POGGIO? – Primo maggio. Festa “del lavoro” in una repubblica democratica fondata, come noto, sul “lavoro”. Dal Comune nessuna iniziativa: solo un formale “buon 1 maggio festa dei lavoratori” sul profilo social del Comune.

Può dunque essere utile, oppure anche solo curioso, ricordare quante sono le imprese operanti in Poggio a Caiano. E qual è il loro stato di salute, quali le loro difficoltà, quali le loro potenzialità. E qual è il livello effettivo di vitalità nel tessuto produttivo e commerciale poggese.

Ci soccorre un prezioso servizio della Camera di Commercio: i dati, Comune per Comune, sulle attività produttive. Dati facilmente accessibili.

Si può pertanto vedere che al Poggio, in tutte le più diversificate tipologie, a fine 2025 risultano 885 imprese di cui 389 artigiane. Nessuna libreria e solo 4 le imprese nell’istruzione. 40 nella ristorazione.

15 le imprese nell’agricoltura, 218 nel manifatturiero (di cui 157 artigiane), 234 nel commercio, 25 nelle attività professionali, 142 nelle costruzioni. Qui la tabella con tutti i dati.

PRIMO MAGGIO: CHE VISIONE DAL COMUNE? – Fra il 2023 e il 2025 le imprese poggesi hanno subito un calo di 13 unità (da 898 a 885). Un calo più accentuato (meno 23 imprese) nel comparto dell’artigianato.

In pratica ogni anno, fra i tre considerati dal 2023 al 2025, al Poggio sono sparite più di sette imprese artigianali.

Sarebbe non solo interessante ma anche utile analizzare questi dati. Che come ovvio non dicono tutto, ma qualcosa possono dire.

Anche per capire quale visione è stata seguita, quali politiche pubbliche sono state fatte dall’amministrazione comunale e quali politiche pubbliche, nel contesto dato, potrebbero essere utili, in sinergia con le categorie e con altri soggetti pubblici o privati, come sostegno verso chi al Poggio lavora e produce lavoro.

Un esempio: come si è affrontato, e come si intende affrontare, il delicatissimo nodo fra i giusti bisogni di aziende poggesi che necessitano di essere raggiunte da camion molto pesanti e i recenti limiti di attraversamento, su tutti i nostri ponti, proprio per quel tipo di mezzi pesanti?

Basta chiudere gli occhi, all’italiana, sperando nulla accada? Oppure sono necessarie e urgenti politiche adeguate?

PRIMO MAGGIO: UN CONFRONTO CHE MANCA – Ormai sono trascorsi tre dei cinque anni nella sindacatura Palandri. Si va, veloci, verso la fine del mandato. Nuove elezioni ci saranno nel maggio 2028, cioè … domani.

Già si iniziano a tessere rapporti, più o meno trasparenti, per alleanze più o meno canoniche o trasversali. C’è chi dà per certa la mancanza del secondo mandato per il sindaco Palandri.

Mancano i nomi di chi – a destra, a sinistra o magari altrove – si presenterà come alternativa. Vedremo.

Ma al di là della politica politicante, a mancare sembrano riflessioni e confronti pubblici sulla salute delle imprese paesane, su ciò che a loro occorrerebbe, su come aiutare i loro sforzi per stare su mercati sempre più difficili.

E nessuno, pubblicamente, si espone su due temi ancora più scottanti, al centro di cronache spesso nere: la sicurezza sui luoghi di lavoro e la malavita organizzata.

PRIMO MAGGIO: OLTRE IL VITTIMISMO – Un piccolo Comune non ha grandi possibilità di intervento in un contesto caratterizzato da enormi e sempre più rapidi mutamenti. Basta pensare, ad esempio nel commercio, alle sempre maggiori difficoltà – ovunque – dei piccoli negozi davanti ai giganti della GDO, del commercio online, dei nuovi stili di vita.

Riconosciuto questo, male non sarebbe tentare di capire qual è stata, nei tre anni che avrebbero dovuto “cambiare davvero“, la visione del Comune verso le attività produttive qui presenti: cosa (a parte il “Mascherone d’oro”, le sagre paesane, le selezioni da miss italia, i mercatini, le giostrine …) è stato fatto in termini di scelte strutturali/infrastrutturali.

Per capire se ciò che è stato fatto è risultato efficace, all’altezza delle sfide di un oggi così complesso. Se ha superato visioni da paese un po’ invecchiato nel suo tradizionalismo ma dove esistono anche eccellenze.

Questo – capire per poi deliberare, studiare per poi capire meglio, analizzare per poi puntare al bene comune – dovrebbe essere uno fra i compiti di una Politica con la “p” maiuscola e di una amministrazione pubblica anche locale capace di guardare oltre ai vittimismo e agli scaricabarile. Ma anche compito di una società civile sveglia e attenta.

GIORGIO GATTI: IL NOSTRO BARITONO – Ha tutte le caratteristiche per unire una comunità che avrebbe bisogno di ritrovarsi unita. E’ l’omaggio al baritono Giorgio Gatti che l’associazione Diapason ha annunciato nel mese che rimanda al quinto anniversario della prematura scomparsa (1 aprile 2021) del grande artista lirico nativo del Poggio.

In accordo con il figlio Paolo, anche lui baritono, che ha garantito la sua presenza, Diapason ha annunciato un evento (“Giorgio Gatti: l’Anima e la Voce”) che si terrà nel teatro Ambra del Poggio in ottobre: venerdì 9 ore 21.

Già fin da ora i poggesi, in particolare chi conobbe Gatti, sono invitati a segnalare episodi e ricordi, testimonianze e aneddoti, sul rapporto fra Gatti e la sua Poggio.

Diapason, su questa iniziativa, ha appena chiesto il patrocinio, e anche un contributo economico, al Comune.

POGGIO (A CAIANO) E BUCA di Mauro Banchini, n. 157 del 1 maggio 2026

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