C’è chi si informa su Tik Tok e chi esalta la remigrazione. C’è chi fa assemblee sui primi tre anni (flop o boom?) di sindacatura e chi, raggiante, si appropria di una giostrina che nulla c’azzecca. C’è chi non ha il “buonsenso” per fare davvero la tanto strombazzata corsia preferenziale e riesce pure a dormire sulle grandi scelte di viabilità. Poi c’è un 25 aprile celebrato con la retorica di una corona e un Matteotti ricordato con la nipote. C’è il ritardo (causato da cosa?) sulla casa di comunità e il flop sulla Visitazione made in Poggio. E c’è, infine, il mistero del Comune che non vota a favore dell’acqua pubblica. (mb)

1)- ASSEMBLEA SUI PRIMI TRE – Tre dei cinque sono già passati. E al terzo anniversario dalla elezione del sindaco Palandri (14/15 maggio), l’opposizione convoca una assemblea per fare un punto su ciò che è stato realizzato o no.
L’appuntamento è per le ore 21 di martedì 21 aprile in Comune (sala giostra). Saranno trattati i primi tre tre argomenti: cultura e turismo, sanità/sociale e scuola, controllo del territorio.
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2)- IL PRESIDENTE CHE FA TIK TOK – Nella assai corposa comunicazione social del presidente del Consiglio Comunale, colpisce che molti contenuti vengano da un social assai poco autorevole in quanto a qualità delle notizie: Tik Tok. Colpisce ma non stupisce.

3)- IL RITARDO DELLA CASA – Viene dato per certo che al Poggio la casa di comunità (via Giotto) sarà pronta entro settembre, cioè molto a rischio. Doveva essere finita nel marzo 2025. Poi nella primavera 2026. Il ritardo (lavori iniziati nel settembre 2024) è evidente.
Non mancano voci che attribuiscono tale ritardo a un “inceppamento” che sarebbe stato favorito anche dalla tendostruttura voluta, in via Giotto, nel terreno accanto, dal Comune.
Vista l’importanza per la nostra salute della nuova struttura, sarebbe grave se ciò fosse vero. Tifiamo perché questa risulti una fake.

4)- CHI DORME NON PIGLIA PONTI – Importante, per i signesi, la notizia che il nuovo ponte sull’Arno tra Signa e Lastra (71 milioni) sarà avviato entro giugno e terminerà nel 2028.
E importante, per campigiani e pratesi, che stia iniziando un progetto per una nuova viabilità tra i due centri per alleggerire il traffico a sud di Prato.
Sconfortante, al contrario, sapere che al Poggio l’attuale amministrazione sta, in pratica, fregandosene del progetto noto come “ponte alla nave” per togliere dal centro poggese il traffico pesante.
Sconfortante sapere che l’assessore al traffico, in Consiglio Comunale, si è detto contrario a tale variante e alle varianti simili.
Quando tutti fanno qualcosa, al Poggio si dorme.

5)- UNA LIBERAZIONE SOTTO TONO – Colpisce ma non stupisce che la memoria poggese del 25 aprile 2026 sia fatta con una semplice, formale, deposizione di corona al monumento in piazza XX settembre.
Un tempo la festa della liberazione (dal nazifascismo: lo ricorda perfino la comunicazione ufficiale del Comune) era occasione per riflessioni, anche con i più giovani, sul valore di Resistenza, Costituzione, democrazia.
Oggi ci si limita alla sola (a questo punto poco utile) stanca retorica della corona.
Un alloro, peraltro, deposto non al monumento in piazza della Riconciliazione (come avvenne lo scorso anno) ma a quello, di stampo più “militare”, che celebra la vittoria nella prima guerra mondiale. Non è prevista neppure una parola. Come se, oggi con tanti morti per tante “inutili stragi”, le parole non servissero. Colpisce ma non stupisce.

6)- CAMMINARE PER LA COSTITUZIONE – Meno male che, a pensare al senso vero del 25 aprile, in sostituzione di un Comune quasi timoroso, si sono mosse tre associazioni: ANPI e ANPC (partigiani cristiani) con Diapason.
Per il pomeriggio del 25 aprile (ore 15) hanno organizzato la “Camminata della Costituzione”: ritrovo all’Ertona, davanti all’ingresso del Bargo. Durante la salita saranno letti brani dalle lettere di donne e uomini resistenti.
A seguire, su iniziativa di AUSER che così celebra il 25 aprile e inaugura la sua nuova stagione nel Bargo, la Santa Messa (ore 16) e (ore 17) una merenda-cena.

7)- MIO NONNO GIACOMO (MATTEOTTI) – Bel successo, in Santa Maria Nuova (Bonistallo) per “Mio nonno Giacomo Matteotti”: una serata – con letture e musiche – di riflessioni, fra amore e politica, con Elena Matteotti nipote di Giacomo.
A organizzare è stata Diapason a cui, stavolta, il Comune ha dato un patrocinio (presente l’assessora Cataldi). Patrocinio (e contributo) anche da parte di Regione Toscana e da ANPI.
Una commossa Elena, già insegnante di italiano agli immigrati, ha portato la sua testimonianza raccontando come, con il tempo, ha “scoperto” la figura del nonno: colui che, fra i primi, intuì il disastro a cui avrebbe portato il fascismo. Per questo, dopo le sue denunce, nel 1924 fu rapito e ucciso. Su ordine di Mussolini.

8)- VISITAZIONE FLOP – A Carmignano quattro giovani (tutti studenti stranieri all’università di Firenze) stanno studiando un progetto con nuovi percorsi turistici per quando, nella chiesa del paese, tornerà il capolavoro di Pontormo.
Ottima cosa. Che consente di tornare al flop, tutto poggese, della “Visitazione” deposta – con grandi annunci di valorizzazione poi rivelatisi un fallimento – nella villa medicea del Poggio.
L’opera sta per lasciare Poggio per essere esposta a L’Aquila e poi a Roma. Tornerà a Carmignano nel 2027.
Oltre a spendere tanti soldi dal suo bilancio, l’amministrazione Palandri/Bresci non ha saputo utilizzare una occasione che pure, senza rendersi conto delle difficoltà, aveva voluto e cavalcato in termini di pura propaganda. E con annunci tanto roboanti quanto falliti.
I tanto attesi nuovi visitatori non sono arrivati. Un flop, peccato, tutto poggese.
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9)- SEGNI DEL SACRO: COSA BUONA E GIUSTA – Torna “i segni del sacro”. Una bella sinergia fra tre Comuni (Signa, Carmignano, Poggio) per valorizzare luoghi di culto e opere di arte sacra presenti nei rispettivi territori. Cosa davvero “buona e giusta”.
La parte del leone, anche stavolta, la fa Signa: sui 13 eventi, ben 9 si svolgono in quel comune. Un solo evento a Carmignano. Tre al Poggio.
Sabato 23 maggio (ore 16) sarà possibile visitare la Cappella delle “Minime” e il sabato precedente (ore 17) la chiesa di Bonistallo ospiterà letture francescane.
Di indubbia qualità la conferenza sulla “teologia della bellezza” (9 maggio) con don Alfredo Jacopozzi (parroco e teologo fiorentino, noto per le sue posizioni “progressiste” oltre che per le competenze in materia d’arte) più una visita guidata al museo Soffici.

10)- UNA CORSIA PER IL VITTIMISMO – Ha colpito una delibera per istituire lungo via Vittorio Emanuele, dopo il ponte all’Asse, una cosiddetta “corsia preferenziale” su cui far passare mezzi di soccorso.
La giunta ha accolto una proposta di “buonsenso per Poggio” (comitato, abbastanza sgonfiato nella sua rappresentatività, che tenta di aiutare una amministrazione debole).
Questo è stato letto, da più parti, come un tentativo per bypassare la sentenza del Consiglio di Stato che lì ha fatto ritornare il senso unico.
E’ stato anche visto come una “ripicca” contro i cittadini che hanno vinto prima al TAR e poi al CDS (la corsia toglierebbe, infatti, posteggi così importanti per residenti e commercianti di quella zona).
Ma la delibera è stata a dir poco frettolosa. Tale da non poter produrre effetti. Ha dato infatti per scontato che la Provincia fosse d’accordo. Ma così non era.
Quella corsia – ha infatti risposto la Provincia – non è possibile perché contrasta con la sentenza del CDS.
Un nuovo esempio, dal Comune, di superficialità. Con una evidente incapacità nel realizzare le sue proposte. E con la tentazione, dando sempre la colpa ad altri, di rifugiarsi nel solito, inutile, vittimismo.

11)- REMIGRAZIONE: CRISTIANI ALLA TRUMP – Non ha cambiato idea, su “sostituzione/remigrazione”, la vicesindaca poggese che non perde occasione per esaltare i valori di un cristianesimo alla Trump.
Nonostante le delusioni per la destra sovranista (in primis la sconfitta di Orban) e nonostante il tentativo, di un Salvini parecchio in crisi, di modificare all’ultimo tuffo il senso della manifestazione, lei ha invitato a “scendere in piazza per difendere la nostra nazione e le nostre radici”: e ha difeso la manifestazione leghista del 18 aprile a Milano.
Sul suo profilo social ha ribadito la sciocchezza – cui, seriamente, non crede nessuno – secondo cui sarebbe in atto, in Europa, un complotto per sostituire, grazie agli immigrati compreso quelli regolari, i “valori cristiani” con quelli musulmani. Per questo tutti i migranti (compresi quelli che stanno aiutando l’economia italiana) andrebbero rispediti a casa loro.
Una follia. Che, per fortuna, non fa breccia neppure fra le altre destre. Lo si è visto con la piazza Duomo milanese mezza vuota. Ma la vicesindaca dice di crederci. Glielo ha detto il partito.

12)- QUEL (BUFFO) GIRO DI GIOSTRA – Due mesi, al Poggio, di bella giostrina rossa per i più piccoli. Da aprile fino a tutto maggio.
Nulla di strano nè di straordinario. Ovunque (in un contesto dove i bambini sono purtroppo una rarità) è normale che un giostraio, privato, monti una sua giostrina.
Attrazioni del genere vengono da sempre collocate ovunque e ogni Comune – si presume occupato in ben altre faccende – non ha altro ruolo tranne che ricevere la dovuta imposta per l’occupazione del suolo pubblico.
Ma al Poggio siamo diversi: il sindaco, con l’assessore al turismo, si è fatto fotografare davanti alla “bellissima giostra” come si trattasse, anche grazie al Comune, di un evento eccezionale. Per poi diffondere, via social, la cruciale notizia. Ai poggesi, pare, piace così.

13)- POGGIO ASTENUTO SULL’ACQUA PUBBLICA – E’ iniziato – si è letto in cronaca – un percorso verso il ritorno a una gestione interamente pubblica del servizio idrico integrato.
Lo scorso 12 marzo i sindaci di ATO 3 (Ambito Territoriale Ottimale) hanno adottato un documento di indirizzo che apre la strada all’affidamento totale di questo primario servizio a Publiacqua. Cioè alla mano pubblica.
Una chiara vittoria per chi, da anni, si batte contro la quotazione in Borsa della multiutility e per far restare pubblico un bene così prezioso come l’acqua.
Ha molto colpito che uno fra i pochissimi Comuni astenuti sia stato proprio Poggio. Non è chiaro il motivo. Nessuno, in Comune, ne ha pubblicamente parlato. Una decisione così importante non è stata discussa in Consiglio né spiegata ai cittadini.
L’assessore Baroncelli, che ha partecipato all’assemblea, si è forse confuso? Oppure voleva davvero che l’acqua (bene pubblico per eccellenza) venisse quotata in Borsa? Perché si è astenuto contro il ritorno alla piena gestione pubblica dell’acqua? Può il Comune spiegarlo?
POGGIO (A CAIANO) E BUCA – di Mauro Banchini n. 155 del 19 aprile 2026
