E’ già passato (molto sottotono, molto stanco) il primo anno della giunta Palandri. E il cronista, rileggendo gli appunti, tenta una cronaca. Un semplice punto di vista. Ma basato su fatti.
Un anno comincia a essere tempo giusto per iniziare a capire. E qui – fra normali inesperienze, qualche confusione di troppo, qualche bugia e una perenne tendenza al rancore contro chi c’era prima – non è difficile capire ciò che è stato fatto. Ma, soprattutto, ciò che non è stato fatto.
Un primo filo conduttore potrebbe essere lo sbadiglio. Un secondo l’emergere di una certa delusione in chi al “cambiare davvero” un anno fa ci credette e ora si trova a stringere qualcosa che inizia a somigliare a un fiasco. O, se si preferisce, a un flop.
Qui un rapido diario sul primo bimestre della giunta Palandri/Bresci (anche se non pochi antepongono il nome dell’assai attiva vicesindaca a quello di un assai stanco sindaco troppe volte apparso essere lì per caso). Seguiranno gli altri mesi.
Di cose realizzate (specie se importanti) in tutta franchezza se ne sono viste pochine. Gli appunti del cronista, sono avari di fatti e quelli segnati non sembrano da visione strategica ma, purtroppo, neppure da gestione ordinaria.
Perfino il fatto, recentissimo, all’apparenza più eclatante (qualche confuso e caotico cambio di viabilità, deciso alla “viva il parroco”) oltre a non essere del tutto in linea rispetto alle promesse elettorali, rischia l’effetto boomerang. Ma, su questo, torneremo.
Amministrare un Comune non è semplice. Diventa arduo se, in partenza, mancano (a sindaco ma anche ad assessori, alcuni qui non si sono ancora visti) requisiti di pratica, esperienza, competenza, umiltà.
Lasciamo aperta, da cittadini, la speranza che il secondo anno sia più performante rispetto al primo, che le prestazioni comincino a farsi più efficaci, che il “fiasco” si riempia di vino buono e non di aria viziata.
“Cambiare davvero” era lo slogan dei vincitori. Il primo anno è andato. Con sbadiglio andante, noia montante e delusione crescente.
Speriamo, da cittadini, nel secondo anno. Speriamo in una sveglia capace di trillare, in una scossa capace di svegliare. E chissà cosa pensano i 3.200 poggesi (quasi 44 su 100) che rinunciarono a votare.

14/15 maggio 2023: elezioni dimezzate – Su 7.374 aventi diritto, i votanti sono appena 4.253. Sommando bianche e nulle, i non votanti sono stati 3.215 (il 43,6%). Ciò significa che i voti validi appartengono solo al 56,4% dei cittadini. Il sindaco uscente Puggelli prende 2.033 voti, superato di appena 61 voti da Palandri (2.094 voti). In democrazia si perde o si vince pure per un voto. Ma uno scarto così ridotto non può essere scordato.
15 maggio 2023: la marcia sul Comune – Avuta certezza sulla vittoria, il neo sindaco e tutti i sostenitori riuniti in Candeli decidono, festanti, di … marciare sul Comune. Nel percorso – passando davanti al circolo ARCI dove stava il mesto quartiere generale del sindaco uscente e sconfitto – non manca chi sbeffeggia gli sconfitti. Eleganza zero.
16 maggio 2023: una comunità spaccata – La comunità, già spaccata in una campagna elettorale piena di colpi bassi, si ritrova ancora più spaccata: fra i 3.200 che non hanno votato e i 4.200 che hanno votato; ma spaccata, anche fra chi ha votato, quasi a metà. Chi vince in queste condizioni sa (o dovrebbe sapere) che è vittoria certo legittima ma mutilata.
16 maggio 2023: un Consiglio politico – Insieme al sindaco “civico” entrano 8 consiglieri di maggioranza. Di questi quattro hanno targhe di partito: Bresci, vicesindaca, per la Lega. Poi Mazzoni per il centro, Mancini per Toti, Bonfanti per Meloni. Entrano, Breschi e Cataldi ma anche (con lontane esperienze in partiti diversi) Baroncelli e Campanelli. Cataldi subito si dimette per far passare la prima fra i non eletti: Guazzini. Ora la prima fra i non eletti di maggioranza è Valentina Lanzillotto (Fratelli d’Italia). Fino a ora l’hanno tenuta fuori. Fino a quando?

16 maggio 2023: lo strapotere della Lega – Palese, in giunta, specie considerando la debolezza del sindaco, lo strapotere della sua aggressiva vice. E palese lo strapotere dei leghisti sui meloniani. Soprattutto considerando che anche al Poggio la Lega aveva perso tanti voti a tutto vantaggio dei meloniani. I quali, per adesso, hanno fatto finta di nulla. Per adesso.
17 maggio 2023: il primo atto – Il primo atto del nuovo sindaco è quello di togliere, dalla facciata del palazzo comunale, il cartello giallo con la scritta “verità per Giulio (Regeni)”: lo studente italiano ucciso in Egitto. Ne resta uno sulla facciata delle Scuderie. Dopo pochi mesi tolto anche quello.
25 maggio 2023: gli assessori finti – “Per me – afferma Palandri su una cronaca locale che anticipava i nomi degli assessori – questi due (poi tre, ndr) consiglieri comunali cui intendo affidare deleghe saranno veri e propri assessori aggiunti, ai quali chiederò di partecipare alle riunioni di giunta lavorando così da vera squadra”. Peccato che la legge non consenta assessori finti. Palandri non lo sapeva, ma dovrà impararlo presto. E fare marcia indietro.
25 maggio 2023: riapriremo Ponte al Molino – “Il primo atto – confessa, baldanzoso e sicuro di sè, Palandri sulla stessa cronaca locale – sarà la riapertura del ponte al molino. C’è già un’ordinanza della Provincia che autorizza”. Peccato che non fosse vero. E’ trascorso un anno e ancora non ce l’ha fatta. Sbatte di continuo. E sempre cerca un colpevole.
26 maggio 2023: aumenta la TARI – Prima seduta del Consiglio. Aumenta la TARI. Non manca caos nell’assegnazione delle deleghe fra gli assessori.
30 maggio 2023: festa privata – Il neo sindaco concede a un amico, che voleva festeggiare i primi due anni di una sua attività artigianale, locali (pubblici) del Poggetto per una festa privata. Una piccola gaffe che non passa inosservata.

15 giugno 2023: farsi belli con una mostra altrui – Finisce la mostra organizzata dalla direttrice (di allora) del Museo Soffici, sul “Primo Soffici parigino (1900-1909)”. Né sindaco né assessora hanno lo stile di ricordare che quella mostra era stata voluta dai loro predecessori.
21 giugno 2023: Cataldi denuncia (inesistenti) “errori” nei verbali elettorali – Colpo di scena in Consiglio: si dimette da consigliera l’assessora Patrizia Cataldi. Lo fa per far entrare in Consiglio la prima dei non eletti: Chiara Guazzini. A stupire è la gravissima motivazione: Cataldi denuncia “errori di trascrizione” commessi, non si sa bene da chi, nei seggi elettorali. Peccato che, come poi dimostrato dalle carte, alcun “errore di trascrizione” sia mai esistito. Perché Cataldi ha detto quelle parole? Resterà un mistero.
21 giugno 2023: il pastrocchio sulle nomine – Nonostante gli avvertimenti dell’opposizione, il Consiglio nomina, in modo illegittimo, tre consiglieri “delegati” dando loro deleghe forti come se fossero assessori veri: Breschi (attività produttive), Campanelli (lavori pubblici, viabilità, demanio, trasporti, patrimonio), Guazzini (biblioteca). Tutto è finto e qualche tempo dopo Palandri sarà costretto a una imbarazzante marcia indietro. Ma per il momento i tre, dopo promesse pre elettorali, sono stati illusi di poter avere “deleghe” e di poter partecipare, come assessori, alle sedute di giunta.
21 giugno 2023: salta la delega alla sanità – Nei giorni precedenti Chiara Guazzini era stata indicata (anche in una bozza di delibera) come titolare di “sanità e sociale”. Deleghe fortissime. Ma deleghe non assegnabili, per legge, a semplici consiglieri. Qualcuno, all’ASL, deve averlo fatto presente al neo sindaco che fa dietro front.

21 giugno 2023: polemica contro l’ottava nota – L’assessore Bresci, risponde a una interrogazione sull’atteggiamento che intende seguire verso la scuola di musica L’Ottava Nota. Sostiene, con evidente astio, di aver già preso contatti con altre associazioni per assegnare loro gli spazi chiesti da quella scuola. Il rancore dell’assessora leghista mette in imbarazzo anche qualche collega. Dopo poco l’Ottava nota troverà altra sede fuori Poggio.
23 giugno 2023: inesperti sulla scuola media – Esce un atto comunale che ordina di “chiudere” del tutto la scuola media dopo l’arrivo di normali risultati sulle verifiche statiche (come accade nelle scuole costruite decenni fa, è infatti necessaria una ordinaria manutenzione e ogni sindaco sa bene cosa fare in questi casi). Ma qui si ordina di chiudere tutto: un ordine frettoloso che solleva allarme e critiche. Pochi giorni dopo l’atto … sparisce. Al suo posto appare un altro atto (con lo stesso numero) ma su un altro tema: la viabilità. Un pasticcio dietro l’altro causato da inesperienza. Poi i lavori alla scuola avranno, finalmente, un parziale e normale inizio.
24 giugno 2023: inesperti sul traffico – Con la nuova ordinanza il Comune pensa di poter far transitare il traffico verso Prato dalla stretta via Umberto I. Si pensa di riaprire (dall’8 luglio) il traffico verso Prato dal Ponte al Molino: senza semaforo e con un doppio senso alternato. Tutte le persone di buon senso capiscono che sarebbe il caos.
3 luglio 2023: inesperti sul portone – Come se fosse un fatto strategico, la giunta riapre la porta principale del Comune e lo sbandiera come una grande rivoluzione: ma quel portone era stato chiuso a causa della barriera architettonica lì presente. Una barriera che nell’altro ingresso (quello laterale) non esiste. A nome delle persone disabili, protesta il consigliere regionale Iacopo Melio.

4 luglio 2023: la grande “fuga” – Inizia, da via Cancellieri, sede del Comune, una significativa “fuga” di dipendenti comunali, alcuni davvero di grande esperienza e con importanti funzioni apicali, verso altre amministrazioni o altre attività. Questo fenomeno, che proseguirà per mesi, non è certo secondario per le conseguenze che può avere.
5 luglio 2023: inesperti sulle assemblee – Assemblea in Comune sulla scelta ipotizzata dal Comune (e poi abortita) di far passare tutto il traffico verso ponte al Molino da via Umberto. Intimorito da possibili critiche, Palandri vorrebbe che partecipassero solo i residenti di quella via. E vorrebbe anche conoscere prima le domande dei cittadini. I partecipanti all’assemblea chiedono spiegazioni. Ma trovano una controparte impaurita, incapace di gestire una normale assemblea. Finisce nel caos. La data (8 luglio) ovviamente slitta.
5 luglio 2023: inesperti sul fair play – Il Comune ha ottenuto 400 mila euro dalla Regione per gli spogliatoi nella scuola media. La domanda era stata presentata dalla giunta Puggelli e aveva visto Poggio classificarsi sesto su oltre 150 domande. Quando i lavori saranno finiti, nessuno della nuova Giunta avverte la correttezza di dare atto a chi c’era prima di aver portato a casa un bel risultato. Fair play zero. E non sarà l’unico caso.
5 luglio 2023: conti di fine mandato in perfetta regola – Il sindaco risponde a una interrogazione sullo stato economico del Comune alla fine del mandato Puggelli. Viene certificato che non esiste alcun debito e che, anzi, c’è un avanzo di amministrazione (129 mila euro di avanzo libero e 263 mila euro per investimenti). Conti in regola.
7 luglio 2023: caos sulla viabilità – Nuova ordinanza del sindaco sulla viabilità che modifica quella, evidentemente irrealistica, del 24 giugno e ammette di non poter aprire a doppio senso il Ponte Molino. Tutto è rinviato. Un anno dopo siamo ancora lì.

7 luglio 2023: w il gay pride – La giunta di destra concede il patrocinio al gay pride ed espone al balcone la bandiera LGBTQ. Alcuni consiglieri, ostili a quei mondi, masticano amaro: ma prevale il ringraziamento per … propaganda ricevuta.
14 luglio 2023: altre buone cose – La nuova giunta prosegue alcune buone iniziative già iniziate dalla giunta precedente. Ad esempio, in collaborazione con la Direzione museale, le aperture notturne della Villa Medicea. E anche un progetto di rigenerazione urbana (“playart”) con la scuola media per decorare un campo di basket in piazza Taranto.
18 luglio 2023: un “badante” per il sindaco – Un sindaco incerto si affida a un consulente esterno: una sorta di supervisione su tutte le questioni. C’è chi ironizza sul “badante” del sindaco. Durerà, non è chiaro con quali risultati, fino a dicembre.

POGGIO (A CAIANO) E … BUCA di Mauro Banchini – 29 maggio 2024 n. 54
