Qui si scrive sul perchè la rivoluzione sul traffico è smottata costringendo a una misteriosa figuraccia. Doveva partire oggi primo anniversario della vittoria. Ma è slittata. Non si sa perchè. ULTIM’ORA: dura smentita di Regione Toscana contro il Comune di Poggio.

MA COS’E’ SUCCESSO? – Qualcosa deve essere successo. Troppo baldanzosa l’ordinanza del sindaco lo scorso 30 aprile (“modifica della viabilità”), troppo chiara la voglia di celebrare il primo anno dalla vittoria elettorale con un atto chiaro: l’annunciata rivoluzione nel traffico.
Doveva partire oggi (15 maggio): un anno dopo la vittoria. Ma è slittata. Compleanno amaro.

PROMESSE DA MARINAI – Furono bravi, i destri, nella campagna elettorale. Seppero trovare due o tre questioni sulle quali criticare. Traffico (e piazza) su tutto.
Vinsero, ma impararono subito che governare è difficile. Avevano promesso, sul traffico, una rivoluzione “IMMEDIATA”. Ma in un anno non sono riusciti a cavare un ragno dal buco.
Nessuno ricorda più le promesse. Che furono numerose. E anche, alcune, buffe. Ma un sindaco non è un “marinaio“: non può limitarsi a fare stragi di cuore per poi scappare altrove. Un sindaco resta. Come le sue promesse.

UN’ORDINANZA SUL RANCORE – E finalmente siamo arrivati al 30 aprile, all’ordinanza n. 67. A giro, perfino tra gli avversari, c’è voglia di vedere cosa sono capaci di fare.
In genere un sindaco cerca di ridurre, dal suo centro, il traffico. Lui non ha fatto questo. Il suo obiettivo è riportare il traffico nel centro. Anche a costo di togliere una cinquantina di posteggi.
Palandri non si è basato su studi, su valutazioni tecniche. Ha fatto lavorare solo la “nasometria”. Oppure il rancore contro chi c’era prima, la voglia – alla “muoia Sansone” – di demolire tutto ciò che aveva fatto Puggelli.

LA PROVA BUDINO – Dopo un anno di scaricabarile, c’era comunque attesa per il cambiamento promesso. Stanchi del tira e molla tutti si aspettava oggi per la prova budino: il traffico voluto da Palandri/Mastropieri avrebbe funzionato? O no?
Il proverbio (“per sapere se un budino è buono devi assaggiarlo”) è pertinente. Il budino di Palandri è delizioso oppure sa di altro?

COSA E’ ANDATO STORTO? – Eccoci dunque a oggi. Ma qualcosa deve essere andato storto. L’ordinanza non è partita. E la figura per il duo Palandri/Mastropieri (assessore con delega a viabilità e segnaletica) non è brillante.
Chi ha scritto l’atto si era riservato una via d’uscita sulla “decorrenza”: in primis dal 15 maggio o “comunque dal momento dell’apposizione definitiva della segnaletica”.
Un tentativo di exit strategy adesso utile per tentare di ridurre la figuraccia. Ma la mancata apposizione della segnaletica è, in tutta evidenza, solo una scusa. Che, oltretuto, aggrava la responsabilità dell’assessore competente: Mastropieri.
Va infatti ricordato che l’asfaltatura dell’intero tratto di strada regionale 66 dentro Poggio (le vie Vittorio, Cancellieri, Caiani), effettuata dalla Regione, si concluse in anticipo venerdì 19 aprile, quasi un mese fa. E in un mese hai voglia a strisce sulle strade!
La scusa non può essere quella. Tutti lo sanno. Ma se, per ipotesi, il problema fosse solo quello, si farebbe presto a risolverlo: pochi giorni di ulteriore attesa e il Comune di strisce sulle strade ne farebbe fare a iosa!

PERCHE’ NON DIRE LA VERITA’ ? – Dunque cosa è accaduto? Cosa ha impedito l’avvio trionfale – oggi – della tanto annunciata rivoluzione nel traffico?
E perché quella ordinanza non è stata emessa dal dirigente competente (il comandante PM) ma dal sindaco? Esistono davvero, in quell’atto, i caratteri per sostenerlo sul piano formale? Oppure Palandri è incappato in un infortunio anche giuridico?
E perché il sindaco non spiega con chiarezza il motivo, o i motivi, di questo stop?

QUALCHE DOMANDA – In assenza di trasparenza ogni dubbio è consentito. Può essere che quell’atto fosse stato scritto in modo maldestro? Può essere che abbia trovato qualche ostacolo da parte di altri enti pretendendo di intervenire anche su flussi di traffico non solo poggesi?
Può essere che il problema vero riguardi la transitabilità a doppio senso del Ponte Mulino? Che fine ha fatto il “semaforo intelligente”?
Può essere che qualche problema esista anche sull’attraversamento, sui tre ponti, dei mezzi pesanti? Come faranno certi veicoli pesanti a raggiungere l’area artigianale di via Lombarda? Che fine hanno fatto le deroghe promesse?
E se davvero esistesse, da parte di altri enti, una sorta di “diffida” a procedere, magari con minaccia di azioni legali, come possono i due pensare di andare avanti comunque?

CHI SE LA ASSUME LA RESPONSABILITA’? – Ma altre domande si possono fare. Una strada importante e trafficata come la regionale 66 (che attraversa, con un traffico non solo locale, l’intero Poggio) davvero può restare senza segnaletica nel tratto Ponte all’Asse-Supermercato PAM? E’ già quasi un mese che la segnaletica manca. Normale?
Di chi la responsabilità in caso (tocchiamo ferro) di problemi? Può il comandante PM far finta di nulla nel caso che la segnaletica continuasse a mancare ancora per chissà quanto?

VUOTO GIURIDICO? – C’è poi un altro aspetto. E’ dallo scorso primo gennaio che il traffico al Poggio (almeno lungo la via Vittorio) pare essere fuori norma, cioè non coperto da atti.
Con il 31 dicembre 2023 sono infatti scadute le vecchie ordinanze che regolavano il senso unico su quella via. Ed è dunque da oltre quattro mesi che lì il traffico, in assenza di altri atti, rischia di non avere copertura giuridica. E’ davvero cosi? E se così, è normale? E’ possibile far finta di nulla?
L’ordinanza 67 avrebbe colmato quel vuoto, ma essendo slittata, qualcuno potrebbe chiedere certezze sulla regolarità. E se ciò accadesse? Chi ne risponderebbe?

SENSO UNICO: DUE PESI E DUE MISURE – Per non parlare della contraddizione fra il senso unico tolto su via Vittorio ma mantenuto sulle vie successive (Cancellieri e Caiani). Arduo capire la logica.
Se è vero che in un Comune under 10 mila abitanti i tratti interni di strade regionali (nel caso nostro la 66) non possono modificare il normale doppio senso di circolazione (per cui il senso unico su via Vittorio andrebbe cancellato per rimettere il doppio senso), allora non si comprende perché il tratto successivo della stessa regionale 66 (vie Cancellieri e Caiani) possa restare a senso unico.
Perché da una parte obbligare al doppio senso (togliendo posteggi) e dall’altra mantenere il senso unico (lasciando posteggi)? Due pesi e due misure? Cosa c’è, da una parte del paese, che va salvaguardato ma dall’altra no?

SPERIAMO CHE TUTTO PARTA VELOCE – Chi scrive è fra quelli che fa il tifo perché l’ordinanza 67 (una volta chiariti eventuali problemi) parta in modo veloce e che si riveli efficace. Il primo anno è passato in schermaglie per nulla produttive. Adesso è arrivata l’ora per vedere se il budino ha il sapore di una delizia oppure sa di altro.

PONTE ALLA NAVE UNO – Infine il Ponte alla Nave. Sarebbe l’unica alternativa possibile per ridurre il traffico poggese. Tutto il resto sono rimedi non adeguati.
Puggelli lasciò un accordo che finanziava la progettazione definitiva e ribadiva la volontà di tutti gli enti per reperire i soldi. Opera costosa, lunga. Ma la strada è giusta: da proseguire convinti. E l’ente più convinto dovrebbe essere Poggio: il maggiore beneficiario.
Anche perchè la conformazione di Poggio impedisce, per diminuire il traffico dal centro, ciò che altrove è normale: una variante esterna completa.

PONTE ALLA NAVE DUE – Purtroppo il sindaco Palandri ha altre idee: in via Lombarda, dove dovrebbe sboccare la variante Ponte alla Nave e dove esistono fortissimi vincoli ambientali, lui ha previsto il “Poggio park”. Maxi impianti sportivi, affidati a privati che manderebbero a monte la ben più utile (per il bene comune) variante stradale.
Da qui a notare una sostanziale indifferenza verso il Ponte Nave il passo è breve. Lo scorso 13 marzo, il Comune del Poggio ha disertato, in Regione, la firma di un accordo fra Regione e governo Meloni: 531 milioni di opere pubbliche.
Non essere andati significa che si era stati silenziosi, se non assenti, rispetto alla difesa del Ponte alla Nave.

PALANDRI: “NON CI HANNO INVITATI” – Pochi giorni dopo nelle sue comunicazioni al Consiglio il sindaco ha dato la colpa alla Regione. Il Comune di Poggio – ha detto – “non è mai stata invitato alla riunione nella quale è stato discusso l’argomento”.
Sarà vero (e se è vero è molto grave. Il sindaco, non invitato, avrebbe dovuto protestare con forza) o non sarà vero (e sarebbe ancor più grave). Ma la sensazione è che, con questa giunta, Ponte Nave resterà un sogno. E continueremo ancora per chissà quanto a tenerci un traffico caotico.

ULTIM’ORA: UNA SMENTITA DALLA REGIONE – Arriva proprio oggi, 15 maggio, una secca smentita dagli uffici di Regione Toscana: un duro comunicato stampa con una ferma bocciatura circa la versione più volte ripetuta da Palandri sulla viabilità poggese.
Mossa inusuale nei rapporti fra istituzioni. Raro trovarsi in un caso situazione simile. Bisogna proprio averla combinata grossa!
Un incidente istituzionale che la dice lunga sui rischi provocabili dal mix fra inesperienza e arroganza. Un atto che dice parola definitiva sul tentativo di scaricare la colpa sulla Regione rispetto a scelte che sono solo del Comune.
Un atto che dovrebbe far riflettere chi è stato eletto sindaco. E che, ormai, dovrebbe conoscere l’obbligo a svolgere le sue funzioni “con disciplina e onore“. Articolo 54 Costituzione.
POGGIO (A CAIANO) E … BUCA di Mauro Banchini – 15 maggio 2024 n. 51)
