TRAFFICO: RIPICCA VECCHIA O VISIONE NUOVA? – La tanto magnificata nuova viabilità è partita. Depotenziata per la diffida della Provincia contro il sindaco, azzoppata nell’aspetto più promesso (il doppio senso sul Ponte Molino), gestita da dilettanti allo sbaraglio, ma è partita. Nel giorno dedicato a Rita, la santa dei casi disperati.
Contro Calamai, alte le proteste politiche dalla destra, ma logica quella diffida visto il mancato invio, dalla coppia Palandri/Mastropieri, della documentazione tecnica – da tempo chiesta dalla Provincia – che sarebbe servita per iniziare la procedura verso una eventuale riapertura del Ponte Molino. La colpa è solo vostra, sostiene a ragione Calamai: non siete stati capaci di seguire le regole.
Adesso vedremo se e come, questo nuovo traffico, funzionerà dopo la decisione di togliere il senso unico su via Vittorio incasinando diverse altre vie. Vedremo, con i mesi, se tutto funzionerà bene e se l‘inquinamento calerà o no. Vedremo se commercianti e residenti lungo via Vittorio (e altrove) saranno soddisfatti o no.
Qualche super tifoso tenta già improbabili scuse davanti a probabili confusioni: la colpa sarebbe della Provincia. Anche dando per possibile che il doppio senso su Ponte Molino avesse migliorato il traffico e non creato ancora più caos, come faceva la Provincia a consentire quel doppio senso in assenza della documentazione chiesta, al Comune, da mesi? E perchè il Comune non ha prodotto quei documenti? Forse perchè non ha mai fatto un piano serio?
Per adesso pare non manchino mugugni. Destinati a esaurirsi presto o a proseguire? Chi lo sa. C’è chi accenna a un possibile ricorso da parte di cittadini danneggiati. Altri bisbigliano su pressioni (che se davvero ci fossero – ed è da augurarci non ci siano – sarebbero di una gravità sconcertante) perchè chi tenta di protestare veda di smetterla.

TRAFFICO: PERCHE’ SU VIA CANCELLIERI RESTA IL SENSO UNICO? – Non manca chi chiede il senso dell’operazione, per molti somigliante più a una ripicca infantile che a una visione da nuovo piano viabilità (piano che, in effetti non esiste).
Molti ironizzano sul perché il senso unico, soppresso su via Vittorio, resti sulle vie Cancellieri e Caiani. Un mistero non da poco. Ma nessuno spiega.
In molti chiedono notizie sul traffico pesante: pesante molto più dei limiti posti. Ci saranno deroghe? Chi controllerà i limiti di peso sui ponti (3,5 t su due ponti e 7,5 t sul terzo ponte)? Tutto ciò aiuterà alcune attività produttive?

TRAFFICO: A CHE SERVE QUESTO CAMBIAMENTO? – Molti ricordano che in ogni Comune normale la viabilità si cambia non in base allo sghiribizzo di qualcuno o in base al rancore di qualcun altro, ma in base a precisi studi tecnici sui flussi di traffico affidati a società specializzate.
Molti aggiungono che in ogni Comune normale il sindaco cerca di toglierlo, il traffico, dal centro mentre qui lo si aumenta. E molti si chiedono che senso abbia un cambiamento così arraffazzonato.
Porterà benefici alla comunità oppure servirà solo per far scorrere più veloce il traffico da Firenze, passante dal Poggio, verso Seano-Quarrata-Pistoia? Servirà solo per diminuire i posteggi nel Poggio e per danneggiare qualche commerciante? Servirà per incasinare alcune strade?
E, soprattutto, caos e inquinamento nelle vie più interessate (Soffici, Lorenzo il Magnifico, Spadini, Masi, Italia 61, Giotto, piazza XX settembre …) diminuiranno o aumenteranno? Aver ridotto a una sola (via Soffici) la strada per andare verso Firenze, che effetti produrrà? Il “budino”, alla prova dei fatti, risulterò una delizia oppure una schifezza?

CAMBIO DI DELEGHE: BRESCI ALLA PM – La delega alla Polizia Municipale, per un anno tenuta dal sindaco Palandri, adesso, dal 10 maggio, è nelle mani della vicesindaca Bresci. Lo ha deciso lo stesso sindaco. Scaricando a lei la delega.
Non si sa il motivo di una scelta che presuppone uno sgravio di competenze per Palandri. Ma lui, comunque, resta il primo responsabile su tutto: non è un caso che nei Comuni come il nostro lo Stato riconosca ai sindaci una indennità non simbolica: 4.000 euro lordi al mese fino al termine del mandato. La metà, ogni mese, alla vicesindaca. Quasi altrettanti (1.800 ogni mese) a ciascuno dei tre assessori: Mastropieri, Baroncelli, Cataldi.

LA SINDACA OMBRA – All’assessore Mastropieri sono state tolte alcune deleghe (igiene/decoro urbano, manutenzione patrimonio) passate a Baroncelli. Quest’ultimo, già titolare delle attività produttive oltre che di sport e tempo libero, si “becca” in più molte rogne su emergenze varie di cui Mastropieri si è, volentieri, liberato.
Ma a colpire è soprattutto il passaggio della delega PM a Diletta Bresci. Passaggio che avviene in un momento particolare (il mistero sulla nuova sede PM e la bega sul cambio di viabilità).
Non sono mancati commenti ironici: sulla vis polemica mostrata dalla molto politica vicesindaca nello svolgere il suo ruolo ora esteso alla polizia. Saprà evitare la tentazione di fare la “sceriffa”? Ironie anche su una presunta “stanchezza” del sindaco che, temendo le rogne, avrebbe preferito rinunciare a una bega in favore della sua iper attiva vice già considerata vero sindaco ombra.

RIO MONTILONI: PERSI 930 MILA EURO – Un atto recentissimo conferma la perdita di un contributo (930 mila euro) per stombare rio Montiloni. La vicenda si era aperta a fine 2018 quando la giunta di allora partecipò a un bando per ridurre il rischio idraulico in corsi d’acqua coperti (“tombati”).
Nel febbraio 2021 il Comune risultò beneficiario per 930 mila euro. Ma i tempi fecero slittare il parere della Regione al 26 maggio 2023. Nel frattempo la giunta Puggelli aveva dato l’incarico per la progettazione definitiva-esecutiva, per le relazioni geologiche e avviata la conferenza servizi.
Con le elezioni comunali 2023 sindaco e Consiglio erano però cambiati e nel frattempo, oltretutto, il termine per affidare quel tipo di opere era stato stabilito al 30 giugno 2023.
“Dal 26 maggio al 30 giugno 2023 – si legge nella recentissima delibera – per le tempistiche molto ridotte, l’Ufficio Tecnico non ha potuto dare avvio alla progettazione esecutiva e di conseguenza non è stato possibile pubblicare il bando di gara delle opere entro il 30 giugno2023 PERDENDO COSI’ IL CONTRIBUTO”.
Si ammette dunque, un anno dopo, che quei 930 mila euro sono stati persi. Si scarica la colpa su altri (Ufficio Tecnico o Regione). E si cerca di ripartire cercando soldi da qualche altra parte.

930 MILA EURO PERSI: SI POTEVA FARE? – E’ vero che il mese scarso, fra maggio e giugno 2023, poteva rappresentare un limite, specie per una giunta neo insediata e poco esperta. Ma i 930 mila euro persi bruciano. Così come brucia questa ammissione, fino a poco tempo fa smentita.
Perchè il termine per completare quelle opere, inizialmente fissato al 2026, è stato così anticipato? Erano fondi PNRR? E chi ha modificato quel termine? Il governo Meloni? Ciò è avvenuto nella famigerata “rinegoziazione” dei fondi PNRR?
Nei 34 giorni di loro possibile attività (oggettivamente pochi), cosa hanno fatto sindaco e assessore per non perdere quei soldi? Potevano fare qualcosa ma non ci sono riusciti?
Oppure, visti i tempi stretti, proprio non potevano fare nulla? Hanno almeno tentato? E se non hanno tentato è stato perché, in quei giorni, erano impegnati nelle trattative politiche per la formazione della giunta e nei tentativi di dare qualche impossibile incarico a qualche consigliere?
Perché l’assessore (un tecnico, peraltro, di lunga esperienza) non ha subito preso in mano la questione avvertendo i suoi colleghi che occorreva muoversi in fretta? Perchè, una buona volta, sindaco e assessore competente non fanno chiarezza su questa vicenda? I cittadini non hanno forse il diritto di sapere come sono andate le cose e perchè quei soldi sono andati perduti?

PROMESSA POGGETTO: IL TRAFFICO DA “DIROTTARE” – A proposito di traffico e di primo anno di giunta. Al Poggetto molti si chiedono che fine abbiano fatto due promesse: solenni e che spostarono molti voti.
La prima, peraltro data per “immediata” ma così strampalata da somigliare a una barzelletta, riguarda il (sic) “dirottamento” (alla rotonda di Seano) verso la tangenziale pratese per tutto il traffico verso Poggio proveniente da Pistoia/Quarrata/Seano.
Vista l’assurdità della promessa, nulla ovviamente è stato fatto per mantenerla. Nessuno ne parla più. Sarebbe utile sapere chi la fece inserire (oltretutto come “immediata”) nel programma elettorale e come fecero gli elettori a crederci.

PROMESSA POGGETTO: LA PISTA DA “ELIMINARE” – La seconda promessa, al Poggetto, riguardò la (sic) “eliminazione” della pista ciclabile. Promessa problematica ma, rispetto alla precedente, almeno tale da risultare credibile agli occhi di quei residenti in effetti colpiti da una pista che anche Puggelli, se eletto sindaco, avrebbe modificato.
Ma è passato un anno e la pista è sempre lì. Nessuno l’ha “eliminata” e neppure “migliorata”. Che aspettano a mantenere fede alla promessa?
Se Palandri amasse, come aveva promesso, coinvolgere i cittadini, avrebbe già organizzato un incontro per spiegare. Ha cambiato idea? La pista resterà come ora? Sarà davvero “eliminata”? E quando? Peccato che non ami coinvolgere i cittadini, si rifiuti di farli partecipare a scelte (o non scelte) prese da pochi in una stanza. Peccato.

LIQUIGAS – Una delle scuse usate per modificare la viabilità su via Vittorio, è stata – nei mesi scorsi – una presunta richiesta delle autorità competenti attorno al piano di emergenza esterna allo stabilimento di “Liquigas spa” in Sant’Angelo a Lecore. Sarebbe stato quel piano – è stato scritto – a obbligare il Comune a togliere il senso unico su via Vittorio.
Ma il 19 aprile scorso la prefettura di Firenze ha trasmesso a tutti gli enti (anche al Comune di Poggio) la versione definitiva del piano. Da nessuna parte, se non andiamo errati, si fa riferimento alla viabilità interna poggese su via Vittorio. Perchè dunque aver detto una … non verità?

PIAZZA XX SETTEMBRE: UNA PETIZIONE CON 563 FIRME – Hanno raggiunto quota 563 le firme per chiedere al Comune di ripartire con in lavori sulla piazza XX settembre. La raccolta firme seguì un’assemblea organizzata dal PD poggese lo scorso 5 aprile a cui era stato invitato anche il sindaco (che però non andò, preferendo farsi fotografare, alla stessa ora, mentre a poche centinaia di metri gustava una cena offerta).
La petizione chiede di ripartire con i lavori in una piazza da mesi ridotta a un evidente degrado, attenendosi al progetto originario approvato. Lo stesso legale del Comune, in un suo parere tenuto per mesi nascosto dalla giunta, aveva confermato che quei lavori, neutrali rispetto a possibili cambiamenti alla viabilità, potevano ripartire.
I lavori dovevano finire il Natale 2023, ma sono ancora fermi. Non sono ripartiti. Non si sa quando ripartiranno. Pessimo biglietto da visita mentre il Comune, come scritto nel parere firmato dall’avvocato di fiducia del Comune stesso, rischia perfino il danno erariale. Il pasticcio continua.
POGGIO (A CAIANO) E … BUCA di Mauro Banchini – 23 maggio 2024 – n. 53
