Grandi novità sul trasloco della PM in un immobile di due privati cittadini a cui il Comune, in affitto, ha già deliberato di dare ogni mese 2.800 euro. Sulla questione, per molti aspetti controversa e ancora misteriosa, questo blog è già intervento pochi giorni fa (“speciale sede PM: i tanti misteri di un trasloco – annunciato – in corso”). Chi è interessato può rileggerlo. Adesso la seconda puntata.

SEDE PM: PER CAPIRE PUNTARE SUI DOCUMENTI – Sulla controversa vicenda, nelle ultime ore, sono accadute altre cose. Importanti. Ed è utile che ogni cittadino cerchi di farsi una sua opinione direttamente dai documenti. E con i documenti alla mano non è difficile capire chi dice il vero.
La novità è di pochi giorni fa ed è clamorosa: sulla vicenda sede PM, CNA pratese ha presentato un ricorso, contro il Comune, al TAR. Adesso il Comune deve trovarsi un legale e affrontare un non semplice giudizio amministrativo. In poche settimane è già – dopo quello presentato da alcuni cittadini sulla viabilità – il secondo ricorso al TAR da cui deve difendersi il Comune.
La confederazione pratese degli artigiani nel maggio 2023 aveva già quasi chiuso, con la Giunta precedente, la vendita di un suo immobile in piazza Di Vittorio per ospitare la sede PM.
Tutto era già stato fatto e con una trasparenza che, trattandosi di denaro pubblico, è obbligatoria.
L’immobile, in piazza Di Vittorio, era stato ritenuto idoneo da una Commissione di cui faceva parte il comandante PM (che è lo stesso di oggi); la cifra per l’acquisto (263 mila euro di cui 248 mila per l’immobile e altri 15 mila per le pratiche) era perfettamente in linea con i prezzi di mercato ed aveva, come ovvio, la certificazione di regolarità.
Alla nuova giunta, dopo le elezioni di un anno fa, sarebbe bastato assumere un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti per chiudere l’operazione.

SEDE PM: CAMBIARE E’ LECITO, MA BISOGNA SAPERLO FARE – Se Palandri avesse seguito quella strada, da un anno la PM poggese avrebbe già trovato sede adeguata. Il Comune avrebbe evitato un insieme di spese a oggi già superiori a una ventina di migliaia di euro (affitti locali e spese in avvocati). Per non parlare delle spese che si annunciano in un futuro minaccioso.
Ma Palandri e i suoi, come noto, dissero no. E qui urge chiarezza: è legittimo, per un sindaco di diverso orientamento politico, rifiutare le scelte del predecessore. Legittimo cercare altre strade. Ci mancherebbe altro.
Ma anche per questo – ecco il punto – occorre rispettare le regole e, soprattutto, avere la capacità non solo di puntare con le parole a un obiettivo diverso ma anche di raggiungerlo con i fatti.
Invece il sindaco poggese di destra non solo si è rifiutato di segnare il facilissimo goal a porta vuota, ma esitando come un calciatore di promozione costretto a giocare in serie A, rischia di segnarsi un autogol dietro l’altro.

SEDE PM: CARENZA DI DOCUMENTI PUBBLICI – Da mesi, con procedure purtroppo anche pasticciate, Palandri ha cambiato strada.
Ha iniziato una trattativa per trovare un immobile non da acquistare ma da affittare. E già questo (la scelta dell’affitto) consente qualche dubbio sulla convenienza economica dell’operazione per le casse del Comune. Buon babbo di famiglia o padre sperperone?
Dopo mesi di silenzio, da pochi giorni è stato ufficializzato ciò che tutti, in paese, grazie a “radio fante” sapevano: quale fosse l’immobile scelto dal Comune per l’affitto e quali fossero i proprietari. E si è giunti al trasloco.
Un trasloco di tre giorni. Concluso sabato 29 giugno. E da lunedì primo luglio la PM dovrebbe trovare nuova sede, appunto in affitto, nell’edificio di David Vannini e Massimo Giuranna.
Per capire meglio cosa davvero sta succedendo, dovremmo poter vedere – pubblicati all’Albo Pretorio – documenti importanti, pure citati nella determina: atti per adesso non resi pubblici.
Almeno tre: la planimetria del fabbricato di via Soffici/via Italia 61 (per capire con esattezza quanta parte del fabbricato sarà destinata alla PM e quanta no); la determina del comandante PM che autorizza l’Amministrazione a firmare il contratto di locazione con i due privati (per capire con esattezza tutte le condizioni del contratto); una relazione tecnica.

SEDE PM: CNA PORTA IN CAUSA IL COMUNE AL TAR – Nel frattempo ecco la novità più rilevante: il Comune (con delibera di ieri l’altro: 28 giugno) è stato costretto a difendersi in giudizio al TAR dopo che CNA (attraverso la “Società Immobiliare Artigianato Pratese CNA srl”) ha presentato ricorso appunto contro il Comune di Poggio.
Al centro della contestazione una determina (la n. 60 adottata lo scorso 24 aprile dal capo Ufficio Tecnico Comunale) che rimuove, in autotutela, una determina di un anno fa (la n. 44 del 10 maggio 2023) con cui il Comune aggiudicava la gara, a CNA, per fornire l’immobile di piazza Di Vittorio come sede PM.
Il senso di tutto questo è chiaro e prevedibile: CNA (soggetto privato, ma di un privato comunque sociale: “sindacato” che anche al Poggio rappresenta aziende artigiane e che dunque deve a loro rendere conto) deve essersi sentita danneggiata dal Comune.
Un Comune che – invece di proseguire sulla strada dell’acquisto dell’immobile essendo stato già tutto regolarmente deciso e avendo CNA speso decine di migliaia di euro per adeguarlo – ha preferito cambiare strada e puntare non sull’acquisto ma su un semplice affitto su altro immobile di altri proprietari.
Vedrà adesso il TAR a chi dare ragione e a chi torto. L’unica cosa per adesso certa è che al Comune tocca difendersi e, dunque, spendere altri soldi per altri avvocati. Da notare che questi soldi non sarebbero gli unici se il Comune fosse condannato e, chissà, se dovesse risarcire a CNA danni (decine di migliaia di euro, presumibilmente). Vedremo.

SEDE PM: E LA CAUTELA? – Da notare un altro aspetto: deve essere molto sicura la giunta Palandri, e devono esserlo altrettanto i responsabili degli Uffici (Polizia Municipale, Ufficio Tecnico, Servizi Finanziari) per essere andati avanti con il trasloco, in pendenza di un ricorso al TAR.
Secondo molti, in casi simili, sarebbe opportuno sospendere cautelativamente ogni cosa anche perché, in questo caso specifico, l’eventuale accoglimento dell’impugnativa CNA creerebbe, con il contratto di affitto firmato e con il trasloco effettuato, non pochi problemi al Comune.
Vedremo. Per il momento auguri all’amministrazione comunale di potersela cavare vedendosi dal TAR riconosciuto non il torto ma la ragione.

SEDE PM: BATTI E RIBATTI POLITICO – Novità, infine, anche sul piano politico. Un botta/risposta di queste ore fra gruppo di opposizione (“Poggio Insieme”) e sindaco/vicesindaca.
L’opposizione ha attaccato. Con un comunicato di sabato 29 giugno pubblicato per ora solo da una testata (“Nuova sede PM: un conto salato sulle tasche dei poggesi. Nuova locazione più cara del 400 per cento. Danni alle Casse del Comune anche per il possibile contenzioso legale. Operazione incauta e diseconomica. Sbagliato puntare sull’affitto. Troppi punti oscuri. Necessaria chiarezza”).
Domenica 30 giugno, all’opposizione ha replicato Palandri con la sua vice (“L’opposizione ha un coraggio da leoni”). Evitando di entrare nel merito stretto e puntuale delle contestazioni avanzate dall’opposizione, il duo tace sul ricorso al TAR, polemizza con la giunta precedente accusandola di aver sperperato soldi e di aver voluto mettere la PM “in un immobile per niente congruo alle richieste degli adenti e per di più a un prezzo fuori mercato”.
Tirano in ballo, sindaco e vice, anche il cimitero sostenendo che il mutuo ipotizzato nel 2023 da Puggelli per acquistare la sede PM fosse, nella sostanza, di ostacolo per trovare i soldi necessari al rifacimento del cimitero.
Un tentativo, questo di Palandri e Bresci, che per chi si intende un minimo di pubblica amministrazione è utile sotto il profilo della propaganda ma debole sotto quello della sostanza.
Un po’ come mescolare albicocche e carciofi. Diverse, infatti, sono le fonti di finanziamento. E diverse sono, anche, per una sede da uffici e per sistemare un cimitero.
Non per nulla, nel suo programma elettorale, Puggelli dopo aver approvato il progetto generale per il rifacimento completo (non parziale) del cimitero, annunciava lo specifico reperimento di risorse. Aggiuntive rispetto a quelle previste per il mutuo su sede PM.
Accuse, di sindaco e vice, a cui nel pomeriggio domenicale ha replicato, con una nota secca, l’opposizione facendo peraltro presente che in quel modo Palandri e Bresci tirano in ballo addirittura il comandante PM (quello di oggi, lo stesso ieri quando accettò come congrua la sede PM proposta dalla giunta Puggelli). “Non rispondopno alle domande, tacciono sul ricorso al TAR, confermano l’abitudine a mentire che li rende autentiche star della bugia“: questi i pepati rilevi dell’opposizione contro Palandri e Bresci.
Per l’opposizione la manovra “è così sbagliata che meraviglia abbia l’avallo di dirigenti chiamati anche loro, nel caso, a rispondere in solido“.

SEDE PM: MOLTE DOMANDE ANCORA APERTE – Una vicenda che farà parlare di sé ancora. Chissà se lunedì primo luglio (giorno di inizio del pagamento affitto da parte del Comune ai due proprietari) la PM aprirà nella nuova sede di via Soffici/via Italia 61. Probabile che si.
Chissà se all’Albo Pretorio finalmente compariranno quei documenti oggi mancanti. Chissà se sapremo per quanti metri quadrati sarà pagato l’affitto mensile. Certo si, ma speriamo presto.
Chissà se Palandri riuscirà a dimostrare la convenienza economica dell’operazione da lui voluta per puntare non sull’acquisto ma sull’affitto.
Chissà dopo quanti anni di affitto – a quasi 34 mila euro ogni anno – mettendo sulla bilancia anche le spese già sostenute (in affitti e avvocati) e quelle, nel caso negativo, ancora da sostenere (in avvocati e risarcimenti), il Comune avrebbe ammortizzato il mutuo da 263 mila euro per acquistare l’altro immobile.
Chissà come andrà a finire il contenzioso CNA/Comune. Chissà quanti soldi il Comune, nel caso di sconfitta, dovrà tirare fuori. E chissà con quali conseguenze, sempre in caso di sconfitta, anche per i singoli. Vedrà il TAR. Vedremo noi.
POGGIO (A CAIANO) E … BUCA di Mauro Banchini – 30 giugno 2024 n. 61
