Al Poggio di cose ne accadono: la vice sindaca attacca il vescovo sui migranti, il capolavoro del Pontormo non ha mantenuto le roboanti promesse, nella villa di Lorenzo entrano sempre meno visitatori. E la giunta sgambetta la Caritas, illumina un monumento, dà soldi (tanti) alla proloco presieduta da un consigliere comunale. (mb)

REMIGRAZIONE: LA CROCIATA DELLA VICE – Ha colpito la dura polemica – da crociata contro gli infedeli – accesa dalla vicesindaca del Poggio contro il vescovo di Prato nel giorno in cui la città ha ospitato la manifestazione (Casa Pound e altre destre) sulla cosiddetta “remigrazione”.
Davanti a un vescovo che in base alla dottrina e al magistero, ma soprattutto avendo come bussola il Vangelo, ha scandito parole nette sulla necessità di non farsi coinvolgere, specie se cristiani, da “una mentalità non solo chiusa ma dichiaratamente xenofoba”, la vicesindaca ha “rimproverato” il vescovo. Tirandosi dietro commenti decisamente non benevoli per il vescovo.
Sullo stesso fronte altri due esponenti della stessa maggioranza poggese. Hanno preso, sui social, analoga posizione contro il vescovo

REMIGRAZIONE: SOLO UNA GAFFE? -Sarà interessante seguire gli sviluppi, se ci saranno, davanti a una parte di mondo cattolico sempre meno in linea con la Chiesa e sempre più fedele a concezioni sovraniste e identitarie. In perfetto stile trumpiano.
Una parte di mondo cattolico non esita a contrapporsi a un vescovo mentre lui, da pastore, esprime posizioni (la contrarietà alla cultura della cosiddetta remigrazione) su cui è davvero difficile, se fratelli e sorelle della stessa fede in Cristo Gesù, non concordare.
E’ stato un incidente o una gaffe? Ed è stata sufficiente, per chiudere il caso, quella che è parsa una sorta di “andata a Canossa” dei vertici della Lega pratese con il vescovo Nerbini che, come ovvio e come giusto, li ha subito ricevuti?
E’ stata solo la fretta di uscire sui social? Davvero i vertici locali di una istituzione pubblica, per definizione laica, possono permettersi di entrare su terreni così istituzionalmente impropri e, magari, pensare di insegnare a un vescovo come fare il vescovo? Vedremo.

VISITAZIONE: FINE CORSA – Dunque la Visitazione del Pontormo starà al Poggio ancora pochissimo tempo. A fine giugno quel capolavoro sarà a L’Aquila: in una mostra che lo farà dialogare con un’altra Visitazione: quella, custodita a Madrid, attribuita a Raffaello.
Poi il quadro andrà a Roma, per un’altra già annunciata mostra alle Scuderie del Quirinale. E poi rientrerà, nel febbraio 2027, nella restaurata chiesa di San Michele. A Carmignano. Dove i lavori PNRR dovrebbero essere terminati.
Finisce così, in modo molto dimesso e assai poco glorioso, quello che doveva essere il fiore all’occhiello della giunta Palandri, quello su cui il Comune aveva investito promesse poi rivelatesi fallaci, quello per cui sono stati spesi dal bilancio comunale tanti soldi. Quanti? A oggi almeno 72 mila euro mettendo insieme tutte le voci (comprese quelle per ospitare, in una sempre deserta sala comunale, le tele “minori”).
Finisce maluccio: erano state annunciate frotte di nuovi turisti, capaci di portare sollievo (questo pareva essere, per il Comune, l’unico scopo dell’operazione) fra i commercianti.
Ma in pratica non si è visto nessuno in più rispetto ai visitatori ordinari. Lo confermano i dati. E dopo che, per entrare in Villa Medicea, è stato messo il ticket d’ingresso, dopo che il sindaco aveva promesso di parlarne con il ministro Giuli, si è addirittura cominciato ad assistere a un preoccupante calo anche nelle visite ordinarie.

VILLA MEDICEA: SEMPRE MENO INGRESSI – Nel primo anno pieno con la Visitazione (ottobre 2024-settembre 2025), l’anno che doveva vedere il boom di visitatori, gli ingressi in Villa sono stati praticamente gli stessi rispetto all’anno precedente, quando l’opera non c’era.
Il lieve incremento (di appena 500 unità) non è certo significativo. E i dati, come accade da anni, sono comunque gonfiati dai massicci ingressi settembrini con l’Assedio.
Nulla che dimostri il tanto annunciato boom di nuovi visitatori causato dalla presenza, in Villa, del capolavoro del Pontormo.
Ma a preoccupare è il dato delle visite annuali nella Villa, specie adesso che l’ingresso – da gratuito – è stato messo a pagamento.
I dati ufficiali (fonte Ministero Cultura) evidenziano un calo marcato degli ingressi: nel 2025 si è scesi (anche in questo caso con il mese di settembre gonfiato per l’Assedio) a neppure 37 mila (in cifra 36.982): tremila in meno rispetto al 2024 e quasi 8.400 in meno rispetto al 2023.
Grazie, il cortese invio dei dati 2025, alla direzione Ville e Residenze Monumentali Fiorentine.
L’ultimo trimestre 2025, con il biglietto a pagamento, in Villa si sono avuti appena 4.089 ingressi. Addirittura il 40% in meno rispetto ai 6.864 ingressi certificati nello stesso periodo dell’anno precedente.
E’, questo, un dato che dovrebbe preoccupare. C’è solo da augurarsi che in questi primi mesi del nuovo anno i numeri siano tornati positivi. Altrimenti, se il trend dovesse continuare così, sarebbe davvero l’inizio di un guaio.

VISITAZIONE: IL FLOP ANNUNCIATO – Ma a colpire è stato soprattutto il flop legato all’operazione Visitazione. Un flop annunciato.
Un flop derivante dalla oggettiva distanza fra l’impegno che sarebbe stato necessario (operazione difficile anche per Comuni più strutturati, figurarsi per la piccola Poggio) e la debolezza della classe amministrativa locale.
Di una cosa c’è da essere sicuri: nessuno qui al Poggio, partendo dall’assessora con delega alla cultura, avrà la forza di assumersi un po’ di responsabilità.
La colpa del fallimento sarà sempre di altri. E si tenderà, con il passare del tempo, a far dimenticare una figuraccia che altrove (non certo qui) avrebbe portato a dimissioni sicure.

FOIBE: UN MONUMENTO A LORO CARO – Ci tiene molto la giunta Palandri al monumento sulle foibe (uno spazio per ricordare questa tragedia era già stato realizzato, dalla giunta precedente, al Poggetto. Ma la giunta Palandri ne ha voluto uno nuovo, accanto a padre Pio).
E ci tiene anche a vederlo illuminato. Tanto che ha ritenuto di spendere un millino e mezzo (1.525 euro) per un impianto di illuminazione. Altri 9.500 euro erano stati spesi per realizzare il monumento. Dunque il totale è posizionato a quota 11 mila.
Nulla da dire, ovvio, nei confronti di ciò che meritoriamente questo monumento intende mettere a memoria (chi ha un minimo di nozioni di Storia sa bene, però, che essa non si piega a torsioni propagandistiche. Fa il suo dovere: scava, analizza, inquadra i fatti nel loro contesto).
Illuminare, del resto, fa sempre bene.

CARITAS: LO SGARBO – Ha colpito, giorni fa, una lunga nota scritta dal responsabile di Effetà (associazione nata nel 2000 come braccio operativo delle Caritas poggesi e carmignanesi).
Ogni anno, fin dal 2012, il Comune di Poggio erogava ad Effetà un contributo (7 mila euro) per il sostegno scolastico a studenti in difficoltà. Un sostegno curato da Effetà che, a sua volta, ricorre a studenti universitari: retribuiti, sia pure con somme modeste, per questo servizio.
Tutto ok fino al 2025. Quell’anno il Comune non ha erogato il contributo. Sostenendo che la rendicontazione fornita da Effetà non sarebbe stata corretta.
Per Effetà, invece, la documentazione presentata era corretta. Si è aperto un contenzioso, mai uscito pubblicamente. Ma i soldi 2025 non sono comunque arrivati.

CARITAS: LA DIGNITA’ – Per l’anno appena iniziato, il responsabile di Effetà (che lo scorso anno, con stile, non aveva voluto sollevare in pubblico la questione) è stato costretto a farlo: (qui il post social).
Ha infatti ritenuto necessario – prima di presentare richiesta di contributo 2026 – che, da parte del Comune, venisse dato atto, con una lettera, circa la correttezza dei documenti presentati nel 2025.
Visto che il Comune non intende produrre questa lettera, ecco che da Effetà si è deciso di non presentare la richiesta 2026 di contributo. E di rendere nota la vicenda.
Vicenda spiacevole. Ogni Comune, di qualunque colore politico, bene infatti conosce il valore di ciò che ogni Caritas realizza per i più fragili.
E tutti conoscono la serietà, anche organizzativa, del mondo Caritas che certifica fino al centesimo.
Effetà, come noto, è parola evangelica il cui significato (apriti) dovrebbe, anche in un Comune, favorire le ragioni dei ponti e non quelle dei muri.
L’augurio è che la questione venga presto chiarita. Caritas non merita questo tipo di chiusure.

PROLOCO: 147 MILA EURO DAL COMUNE – I dati 2025 non sono ancora stati pubblicati, ma in due anni (2023 e 2024) la proloco di Poggio ha ottenuto dal Comune di Poggio oltre 147 mila euro. In media circa 6.100 mila euro ogni mese.
Da notare che la proloco di Poggio è adesso presieduta da un consigliere comunale di Poggio che, oltre a essere capogruppo di maggioranza, è anche delegato dal sindaco a seguire le attività locali. Nessuno ha mai sollevato, in termini di opportunità, la questione.
I dati sono pubblicati, nella sezione “trasparenza amministrativa”, sul sito web della proloco.
Da notare che quel sito purtroppo non è aggiornato: i membri del Direttivo lì inseriti non sono quelli attuali ma risultano ancora quelli del triennio 2018-2020.
Male non sarebbe aggiornare questo dato, in modo da far conoscere chi, ormai da diversi anni, ha la responsabilità di guidare un organismo così importante.
Ma torniamo ai soldi. Se nel 2022, l’ultimo anno pieno di centrosinistra, i contributi dati dal Comune alla proloco si fermavano a 20 mila euro (su un totale di contributi pubblici pari a 38 mila euro), nel 2023 il Comune, da quel maggio targato centrodestra, triplicò e più la cifra concessa alla proloco.
Si arrivò infatti a 64.250 messi dal Comune (con il suo bilancio ordinario) su un totale di quasi 69 mila euro di contributi pubblici. Ben il 93% dei contributi pubblici arrivati alla proloco li mise, nel 2023, il Comune di Poggio.
Nel 2024 la somma data dal Comune alla proloco addirittura, rispetto al 2022, quadruplicò. Salì infatti a 82.950 euro (su un totale di 97 mila euro: di cui, appunto, l’85% dal Comune).
Dunque nel biennio 2023-2024 la proloco ha potuto contare su 166 mila euro di contributi pubblici dei quali la stragrande maggioranza (147 mila. Ben l’88%) è stata deliberata, sul bilancio ordinario, dal Comune.
POGGIO (A CAIANO) E BUCA di Mauro Banchini n. 148 del 12 marzo 2026
