Poche battute: mesi fa il sindaco aveva promesso un libretto con il resoconto di metà mandato. Arriverà? Quando? Sono appena passati (in silenzio) i 60 anni dai due circoli poggesi. L’elenco (con privacy) di chi avrà i contributi sul diluvio 2025. Una occasione persa per ricordare, con la necessaria qualità, Filippo Mazzei. Il referendum sulla Costituzione. E un sentiero (CAI) da salvare. (mb)

IL LIBRETTO SPARITO – Che fine ha fatto il “libretto” che doveva essere distribuito (“presto“) fra i poggesi per informare sull’operato della giunta Palandri nella prima parte (maggio 2023 – novembre 2025) del suo mandato?
Fu mostrato, sventolato a più riprese, durante l’assemblea di metà mandato svolta lo scorso 20 novembre e organizzata dal sindaco nelle ex scuderie (“Analisi di metà mandato della giunta Palandri”). Nei giorni prossimi – venne promesso – l’opuscolo sarà distribuito “alle famiglie“.
Da allora sono passati quattro mesi, ma nessun libretto è ancora stato distribuito. Eppure – chi c’era lo ricorda bene – il libretto venne mostrato: dunque era stato stampato. E perché non è stato distribuito? Quando potremo vederlo?

IL SENTIERO SALVATO? – Farà marcia indietro, la giunta Palandri, sul tentativo di privatizzare via dell’Olivo?
Con sua delibera del 21 gennaio scorso la giunta ha infatti avviato la procedura per “declassare” questo incantevole sentiero di campagna e per passarlo “da vicinale ad uso pubblico a vicinale ad uso privato”.
Entro il 27 febbraio, termine di scadenza per eventuali osservazioni, pare che qualche soggetto abbia utilizzato questa possibilità chiedendo alla giunta di fare marcia indietro.
Fra tali soggetti, secondo indiscrezioni, anche il CAI pratese: da via dell’Olivo passa infatti un sentiero CAI (l’801) che collega Artimino/Carmignano con il ponte Manetti.
Un sentiero importante per chi fa trekking o, anche, solo per chi ama camminare nella natura. In un momento nel quale i “cammini” stanno diventando veicolo anche di nuovo turismo.
Adesso la vicenda passa al Consiglio Comunale che dovrà esprimersi in via definitiva. Come si presenterà in Consiglio la giunta Palandri? Insisterà sul voler privatizzare quella strada o, nel frattempo, avrà cambiato idea?
L’auspicio sta nella seconda ipotesi. Sarebbe, quel ripensamento, davvero un bel segnale.

IL REFERENDUM – L’ultima volta che anche al Poggio si è votato per un referendum (ma in quel caso, essendo un referendum abrogativo, c’era il quorum) fu l’8 giugno 2025.
A votare, anche qui al Poggio, andammo in pochi. Su un totale di 7.201 aventi diritto per i cinque referendum di allora (quattro sul lavoro e uno sulla cittadinanza) a votare – nella media dei cinque quesiti – fummo appena 2.452. In percentuale solo il 34%.
Quattro mesi dopo si votò per le regionali. Ad avere diritto di votare eravamo 7.410. A votare andammo in 3.965 (il 53,5%). Per la cronaca l’elettorato poggese si confermò, anche in questo caso, spaccato a metà con uno scarto fra destre e sinistre di appena 13 voti.
Sarà interessante vedere, domenica e lunedì prossimi, quanti saranno i poggesi ai seggi per un referendum stavolta costituzionale: quello che modifica, in tema di ordinamento della magistratura, ben 7 articoli della Costituzione.
Per questo tipo di referendum, come noto, non esiste quorum. Il risultato (o “SI” o “NO” alla riforma Meloni/Nordio) sarà valido qualunque sia la percentuale di elettori andati a votare.

I RIMBORSI PER GLI ALLUVIONATI – Sono 30 i cittadini poggesi che, dopo aver fatto domanda, riceveranno un contributo straordinario forfettario sull’evento meteo verificatosi, anche sul territorio poggese, il 14 marzo 2025.
Altre due domande presentate non sono state dichiarate ammissibili e quindi i due cittadini non riceveranno alcun contributo.
La cifra che attraverso Regione Toscana arriva al Comune di Poggio per questa emergenza, e che verrà divisa fra i 30 cittadini, ammonta a 87 mila euro. Qui l’atto comunale che, immaginiamo per motivi di privacy, nell’allegato, in Albo Pretorio, non riporta i nomi dei cittadini che riceveranno denaro pubblico.
Altre 11 domande, sullo stesso diluvio di un anno fa, erano state presentate qui al Poggio come CIS (Contributo Immediato Sostegno): di queste, 7 sono ammesse e 4 no.
Qui l’atto comunale che anche in questo caso – nell’allegato pubblicato in Albo Pretorio – non riporta i nominativi. Ciascuno dei 7 cittadini ammessi avrà un contributo, con denaro pubblico, fino a un massimo di 5 mila euro.

IL COMPLEANNO DEI DUE CIRCOLI – Questo dettaglio la dice lunga sulle trasformazioni di un’epoca ormai proiettata solo sul presente: sono infatti passati nel silenzio sostanziale due anniversari poggesi che in altri tempi sarebbero stati celebrati in pompa magna.
Gli anniversari riguardano le inaugurazioni, 60 anni fa, dei due grandi circoli paesani.
Il circolo “del prete” (come allora si diceva), con cinema il tutto intitolato all’Ambra di Lorenzo il Magnifico, fu inaugurato nel 1965 su un pre-esistente circolo parrocchiale di inizi Novecento.
Il circolo (come si diceva allora) “dei comunisti”, la casa del popolo intitolata al partigiano Luigi Becagli, fu inaugurato il 20 febbraio 1966 con la presenza di un pezzo da novanta dell’allora PCI.
Come accadeva in tanti paesi toscani, ma non solo, il clima di allora era da contrapposizione ideale: per avvicinare i rispettivi “popoli”, ognuno costruiva la sua sede.
Per qualche decennio fu difficile che un cattolico, almeno qui al Poggio, entrasse al “Becagli”. Ma anche viceversa. Il clima alla don Camillo e Peppone la faceva da padrona. Qui al Poggio il “don”, indimenticabile, si chiamava Ruggero.
Poggio era zona “bianca”. Non a caso il fazzoletto poggese venne staccato da Carmignano e costituito in Comune autonomo. Era il 1962.
E nel 1946 i seggi del Poggio avevano dato la vittoria non alla Repubblica ma alla Monarchia.
Vicende lontane, ma che con gli anni hanno contribuito a creare appartenenze, comunità. Dispiace davvero che il doppio anniversario tondo dall’inaugurazione dei due circoli sia sfuggito un po’ a tutti.
Poteva essere un buon momento per unire, per insegnare qualcosa, per riflettere sul senso di comunità. Poteva risultare utile, ad esempio, anche a chi oggi pensa di poter far politica usando rancore, astio, cattiveria.

IL MAZZEI TRASCURATO – E a proposito di anniversari: questo giovedì sono 210 anni dalla morte di Filippo Mazzei (Pisa, 19 marzo 1816).
Purtroppo il Comune ha, nella sostanza, “bucato” la ricorrenza. Si è limitato, in zona cesarini, a mettere un cappellino su una iniziativa organizzata da altri (il circolo culturale pisano intitolato al poggese Mazzei) che a loro volta si limiteranno, qui al Poggio, a deporre una corona d’alloro davanti al busto nella sala consiliare.
Il 19 marzo il Comune di Poggio aveva già organizzato un’altra iniziativa (l’edizione 2026 del “Mascherone d’oro”) che poi, all’ultimo tuffo, è stata spostata: proprio per fare spazio alla cerimonia con il circolo pisano che a sua volta organizza, altrove, alcuni eventi mazzeiani.
Al Poggio ci si limiterà, oltre alla corona, a presentare un “opuscolo” dedicato al busto realizzato in anni lontani dallo scultore Mario Moschi: quando Filippo Mazzei fu “scoperto”, in mezzo a non pochi sfottò, dal primo sindaco poggese: Giacomo Caiani.
Una occasione quasi del tutto persa, questo 19 marzo 2026, per ricordare Mazzei attraverso una o più iniziative caratterizzate non dalla improvvisazione ma dalla qualità.
Iniziative che avrebbero potuto accendere qualche faro sul Poggio.
Il momento storico (la presidenza Trump, i dazi contro il libero commercio, le guerre scatenate con nobili pretesti e che in realtà coprono interessi molto più prosaici, le pretese sulle sovranità altrui, la crisi delle democrazie liberali, il rischio che la grande democrazia USA si trasformi in qualcosa di altro …) sarebbe stato propizio. Peccato. Occasione persa.
Qualcuno vorrà rimediare?

POGGIO (A CAIANO) E BUCA di Mauro Banchini n. 149 del 18 marzo 2026
