Merita, passando da Gavinana, fare un salto nella sede dell’Ecomuseo (Palazzo Achilli) alla mostra sulla storica ferrovia Bologna Pistoia (quella che anche oggi – sia pure con orari vergognosi e molto sottovalutata – passa da Porretta e Pracchia).
Una mostra che ha una appendice, per noi montanini a dir poco commovente, sul ramo ferroviario, a scartamento ridotto, chiamato FAP (Ferrovia Alto Pistoiese).
A noi ragazzini di allora piaceva rovinare l’acronimo in un realistico ma ingiusto: “Forestiero Abbi Pazienza. Falla A Piedi Fino A Pracchia. Farai Assai Prima”.
Soluzioni tecniche ardite e innovative, quelle della ferrovia maggiore che per la prima volta unì l’Italia passando da Pracchia e dando sviluppo a un turismo allora d’eccellenza.
E soppressione di un tratto ferroviario minore, la FAP, peraltro avvenuta, nel 1965, in modo oggettivamente illegittimo (ci sarebbe stato bisogno di una legge, ma la FAP fu soppressa con semplice decreto).
L’anno prossimo tale illegittimità compirà 60 anni. E forse meriterebbe riprendere in mano la vicenda.
La mostra termina in modalità “immersive”. Con video che scorrono davanti agli occhi di chi, guardando, gli viene pure un nodo alla gola.
