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Home»Comune»QUANDO DAL 118 VIENE TOLTO IL MEDICO. E TANTO, MA TANTO, ALTRO.
Comune

QUANDO DAL 118 VIENE TOLTO IL MEDICO. E TANTO, MA TANTO, ALTRO.

Mauro BanchiniBy Mauro Banchini9 Febbraio 2024Updated:10 Febbraio 2024Nessun commento11 Mins Read
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118 senza medico: quando a un sindaco inesperto fan fare marcia indietro. Quando una giunta pianta alberi (presto anche tulipani?) su un progetto di prima. Tante domande su una piazza ridotta a spartitraffico e su un traffico che ignora gli allert smog. Il mistero della sede per la PM e le difficoltà sul cimitero. Tutta roba per i poggesi (e che disturba chi preferirebbe il silenzio) ma che può interessare oltre i confini. Anche perchè dà la misura di come governa una destra improvvisata.

NUOVO 118. VIA IL MEDICO E LA GIUNTA FA DIETRO FRONT – Devono, al povero Palandri, averglielo fatto davvero potente quel “liscio e busso”. I suoi, partendo dalla vice a cui non manca nè grinta nè voglia di fare carriera in politica. Devono averle sentite, le urla di una solenne lavata di capo, fin dallo sgambatoio per cani in via Lombarda (perla amministrativa del suo governo). E al povero sindaco non è restato che tentare un impacciato dietro front.

Giorni fa è apparsa su cronache locali peraltro neppure ostili al sindaco Palandri, la notizia di un incontro in Regione sul nuovo 118. Nella rimodulazione del pronto soccorso fra Poggio e Carmignano, la Regione Toscana – premuta dai tagli contro la Sanità pubblica in un brutto clima di smantellamento del SSN – ha confermato che toglierà il medico lasciando solo l’infermiere.

Storia vecchia perché già il sindaco precedente, insieme al collega di Carmignano, si era opposto. Con durezza, nonostante entrambi (Puggelli e Prestanti) appartengano alla sinistra. Avevano addirittura minacciato di ricorrere alle vie legali contro la Regione. E la questione pareva sospesa.

Adesso è tornata di attualità. Ma durante quella riunione in Regione (non è chiaro se era presente Palandri oppure l’assessora Cataldi, che ha la delega della Sanità) dal Poggio pareva essere arrivato un assai arrendevole disco verde.

La cronaca locale riportava un virgolettato palandriano – mai smentito – in effetti sorprendente per la sua tranquillità. “In Regione siamo stati messi al corrente della decisione con la garanzia che resterà l’infermiere alla Misericordia e quindi il territorio è presidiato”.

A replicare a un così docile sindaco di destra è stato il PD poggese con una nota assai dura (“fortissima preoccupazione e decisa contrarietà sulla riproposizione, da parte di ASL Toscana centro della soppressione a Poggio e Carmignano della postazione medica 118 h24”).

A questo punto anche Palandri è stato costretto a svegliarsi. O perché si è accorto della figuraccia o perché glielo hanno fatto notare (facile immaginarsi le urla della rampante Diletta). E ben cinque giorni dopo la sua sostanziale accettazione, Palandri si è autosmentito.

Imbarazzato, ora sostiene che quello, in Regione, era stato (sic) “solo un colloquio” e che lui non ha approvato nulla perché aspetta (sic) “il verbale” per poi (sic) fare le sue “valutazioni”. No comment.

ALBERI E ARBUSTI CONTRO SMOG. VOLANDO SUL NIDO DEL CUCULO – Tutti ci siamo accorti, in questi giorni, che qualcuno al Poggio sta mettendo a dimora alberi. Ma nessuno, per ora, ha spiegato cosa ci stia dietro.

Per capirci meglio bisogna risalire alla precedente consiliatura: quanto, nel 2020, la Giunta di allora iniziò un percorso per poi aggiudicarsi un bando di Regione Toscana su fondi europei per la “forestazione urbana“. Un finanziamento di 150 mila euro su un progetto complessivo poi rideterminato in 179 mila euro.

Si tratta di mettere a dimora oltre 500 fra alberi (370) e arbusti (155) in ben 7 zone del Poggio: viale Matteotti e piazza Di Vittorio – vie Monticello e Filadelfia – vie Aiaccia, Indipendenza, dei Pini – scuole Mazzei e vie Paganini, Vivaldi – piazza Taranto – piazza XX Settembre – via Sottombrone).

In una delle zone (purtroppo la nostra) più inquinate della Toscana, la giunta precedente aveva lasciato alla nuova, in facile eredità, un buon progetto (già pronto) per “abbattere le emissioni climalteranti in ambito urbano”. In parole povere: piantare alberi e arbusti per avere in cambio più verde, più ombra, più bellezza, meno inquinamento.

Ecco spiegata la vicenda. Ecco il perché di queste piantumazioni nel febbraio 2024.

In una situazione normale, chi si è trovato un regalo come questo, cosa fa? Inizia a piantumare ma riconosce, a chi c’era prima, il merito di un’azione giusta. E magari si inventa una pubblica iniziativa in cui, tutti insieme, nel nome unificante della natura, ci si stringe la mano, maggioranza e opposizione, mettendo per un attimo da parte le divisioni.

Purtroppo al Poggio ciò che dovrebbe essere normale, tale non è. Lo stile è quello che è. E la cattiveria con il rancore idem. I nuovi amministratori tendono a mettere il loro cappello, o il cappello dei loro amici, su iniziative altrui. Come il cuculo, uccello parassita che non sa costruirsi il nido ma preferisce usare nidi costruiti da altri.

TULI TUTI PAN – Qualcuno ha anche notato che l’amministrazione Palandri finirà per mettere a dimora, ad esempio in qualche rotonda, perfino i famosi tulipani su cui tanto si ironizzò nella campagna elettorale vinta dalla destra. Chissà.

Ad aderire al progetto tulipani, portatore di una visione ambientalista semplice ma efficace, furono anche, a giro per l’Italia, Comuni di destra. Ma qui al Poggio la destra locale scelse di prendere per i fondelli l’amministrazione uscente, quella di Puggelli, contro l’adesione a un progetto così poetico e, nella sua minutezza, perfino educativo.

Oltretutto il progetto tulipani faceva parte di una visione green che, per dare una mano all’abbattimento dello smog, comprendeva proprio anche la piantumazione degli alberi.

Adesso la giunta Palandri – che, in silenzio, ha messo il cappello sui nuovi alberi – ha annunciato un lodevole bando per far adottare rotonde e altri spazi pubblici. Non ci sarebbe dunque da stupirsi se quei tulipani cacciati a furor di urla dalla destra di opposizione adesso ricomparissero a furor di lodi dalla destra di governo. Vedremo.

PIAZZA XX SETTEMBRE: SPAZIO DI CITTADINANZA O ROTONDA DI SUDDITANZA ? Che sta accadendo alla piazza XX Settembre? Perché i lavori procedono a singhiozzo o sono fermi? Palandri ha intenzione di veder terminati quei lavori in tempi brevi oppure ha altri progetti?

Li farà terminare secondo la visione originale del progetto Puggelli (una piazza agorà, spazio accogliente di incontro per cittadini e comunità) oppure farà introdurre una variante per far tornare quella piazza una semplice rotatoria per un traffico caotico?

Possibile che cittadini e commercianti di quella zona preferiscano la seconda soluzione alla prima? Possibile che loro stessi, con particolare riferimento a quelli lungo via Vittorio Emanuele, alla situazione attuale (senso unico verso Firenze, meno inquinamento, meno rumore, più posteggi) preferiscano che venga rimesso il doppio senso?

Che fine hanno fatto le annunciate proteste contro il doppio senso? Svanite nel nulla perché con questi (“che sono vendicativi”) protestare non si può?

E se il doppio senso sulla regionale 66 (quella che attraversa l’intero centro storico del Poggio) deve essere messo su via Vittorio Emanuele a causa di una norma che prevederebbe ciò su una strada regionale, perché allora lo stesso trattamento (il doppio senso) non viene applicato anche al tratto successivo (le vie Cancellieri e Margherita Caiani) dove il senso unico, sulla stessa strada regionale, invece resta? Che stranezza è questa?

Possibile che nessuno si interroghi sulle conseguenze positive, in tema di riduzione dell’inquinamento, raggiunte con il nuovo traffico di puggelliana impostazione? Se davvero traffico e inquinamento sono diminuiti (come – pare – dimostrino i dati), davvero ciò può essere ignorato?

Può la nuova giunta fregarsene dello smog? E il suo progetto di nuova viabilità si basa su studi scientifici (quali?) o solo sulla voglia di demolire ciò che è stato fatto prima?

Davvero siamo tutti contenti se invece che spazio civico la piazza tornerà a essere rotatoria caotica? E a quel punto perché non completare l’opera e abbattere del tutto un ormai inutile restyling che aveva senso (alberi compresi) solo nella versione originale?

Viste le forti polemiche sul fatto che i cittadini non vennero coinvolti nel restyling della piazza (in realtà ci fu un lungo processo partecipativo che portò a un progetto esposto anche alla Biennale di Venezia), perché – se davvero la giunta Palandri intende stravolgere del tutto la visione di chi c’era prima – non viene almeno tentato un nuovo processo partecipativo?

Visto che nel programma elettorale di Palandri nulla veniva scritto di chiaro sul futuro della piazza, perché dunque non si ha il coraggio di chiedere, a tutti i poggesi, in una seria forma di democrazia diretta, cosa ne pensano sulle due visioni di questa piazza? Spazio per vivere da cittadini o rotonda per abitare automobili?

PM: IL MISTERO DELLA NUOVA SEDE – Nessuno sa più nulla neppure sullo spostamento della Polizia Municipale. Molti, in paese, mormorano. L’immobile scelto dalla giunta Palandri per ospitare uffici comunali sarebbe la ex sede della ex Cassa di Risparmio di Prato. Un edificio assai grande, oggetto di una ristrutturazione che procede veloce.

Vedremo gli atti ufficiali, quando arriveranno. E se le mormorazioni paesane erano vere. Per adesso il condizionale è d’obbligo.

La cosa certa è che quello sarebbe spazio troppo vasto per ospitare solo la sede della PM. In effetti l’avviso pubblico (scaduto il 2 gennaio. Da allora top secret) parlava non più di “sede per la PM” ma, in modo più generale, di sede per “uffici del Comune”.

In altre parole: se la giunta precedente aveva concluso, concordandolo con la stessa PM, l’acquisto (acquisto, non affitto) di una sede per la PM, la giunta Palandri ha finito, non senza qualche intoppo, per allargare il tiro: ha cercato uno spazio (ma non in proprietà bensì solo in affitto) assai più grande con l’obiettivo di metterci (chissà) forse anche la PM ma di sicuro anche altri uffici.

Una novità di non poco conto. Anche per le finanze del Comune. Neppure prevista nel programma elettorale (dunque non votata dai cittadini). Vedremo come andrà a finire.

Vedremo chi è il proprietario dell’immobile da prendere in affitto (la sede scelta dalla giunta precedente per l’acquisto apparteneva alla CNA, organismo rappresentativo degli artigiani). Vedremo l’entità dell’affitto. Vedremo quanto finirà per costare l’operazione (c’è anche da considerare il contenzioso legale con la CNA). Vedremo quali uffici comunali saranno spostati nella nuova sede. Vedremo dove andrà la PM. Vedremo.

LA COSA BUONA: UN COMUNE PACIFISTA – Una cosa buona. Da segnalare. Il prossimo 22 febbraio anche il Comune di Poggio a Caiano parteciperà, a Roma, all’Incontro nazionale delle città per la pace. Con sua delibera dello scorso 26 gennaio la giunta Palandri ha aderito e dunque parteciperà, con gonfalone, a un incontro pensato anche nel ricordo di Giorgio La Pira. “Consapevole – scrive la delibera – che come gli artigiani che plasmano la materia cercano di dare una forma alla creazione, anche noi oggi siamo chiamati a pensare e ad agire con gesti concreti per ri-costruire una coscienza, una cultura e una politica di pace che si esprima attraverso la cura della comunità, dell’umanità e del pianeta“. Bello. Da un giunta di destra non ci si aspetta questo. Complimenti.

IL CIMITERO DI LEONARDO – E buono anche l’annuncio stampa dell’assessore Leonardo Mastropieri di voler approvare un primo lotto di lavori al cimitero, nella parte storica.

Passata l’euforia della vittoria, sbollita la sbornia del “faremo noi che siamo capaci perchè gli altri erano cattivi“, anche l’assessore ai LLPP si è reso conto che amministrare non è facile. E che trovare i soldi per rimediare ai guai del nostro cimitero non è semplice.

Ecco dunque che i lavori davvero grossi (e molto attesi, specie da chi nelle promesse di Palandri ha avuto fiducia) vengono rimandati a data da destinarsi (“si tratta di trovare le risorse e non sarà semplice“).

Si parte solo con un primo lotto: circa 150 mila euro. Ma l’assessore tecnico ha bene imparato certi trucchetti comunicativi della vecchia politica: ammettendo di non avere ancora nulla di concreto in mano (“stiamo predisponendo la procedura amministrativa“) ha solo fatto un generico annuncio stampa corredato da un selfie cimiterialr. Per aggiungere un auspicio (“Spero di riuscire a partire prima dell’estate“).

Presto comunque, al cimitero, vedremo qualche primo lavoro. Ma speriamo che per quelli veri, anche in base al progetto generale lasciato in eredità da chi c’era prima, Palandri e Mastropieri si diano una mossa veloce. Non solo per fare annunci stampa e selfies ammiccanti, ma soprattutto per trovare soldi.

PROSSIMAMENTE – Nella prossima puntata parleremo del nuovo direttore del museo Soffici e di come è stato scelto. Parleremo di censure e bannamenti negli spazi social del Comune e di com’è andata a finire con la telenovela della Visitazione (nel senso del capolavoro del Pontormo). Parleremo di una roba strana chiamata “Mascherone d’oro” e di tanto altro. Compreso l’incendio.

POGGIO (A CAIANO) E … BUCA – di Mauro Banchini – 9 febbraio 2024 – n. 41

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Mauro Banchini
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