ALLUVIONE: UNA COMUNICAZIONE MONCA – C’è chi sperava che nel primo Consiglio Comunale utile dopo l’alluvione, il sindaco facesse ciò che in questi casi è normale, perfino scontato e banale: presentare (sia pure fra le comunicazioni: meglio sarebbe stato un punto specifico all’odg) il quadro aggiornato sul post disastro. In ballo anche il diritto dei cittadini a essere informati.
Invece nulla di tutto ciò. Una comunicazione c’è stata. 18 minuti. Qui rivedibili (dal minuto 15:04 al minuto 33:08). Ma oggettivamente è apparsa monca, incompleta, centrata solo sulla, pure utile, parte iniziale dell’evento: il sindaco si è, infatti, limitato a ricordare ciò che è accaduto nelle ore della grande paura (2-4 novembre). Sul resto nulla. Come se non toccasse a lui.
A dire il vero non ha nascosto (gli fa onore) anche qualche autocritica sull’attività del Comune in quelle ore. E ha riconosciuto che se non sono successi guai maggiori, al Poggio lo si deve al perfetto funzionamento delle casse di espansione (dunque al lavoro fatto anche dai sindaci precedenti). Ha soprattutto fatto tanti (giustissimi) ringraziamenti per il lavoro fatto. E ha chiuso sostenendo che, ormai, la vicenda, con “la bella mano” di tutti, è “chiusa”. Tutto qui.
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ALLUVIONE: UN SILENZIO DELUDENTE – Nessuna informazione, sia pure minima e generale, sul numero delle famiglie e delle imprese danneggiate. Nulla su ciò che sta accadendo a proposito di richieste sui ristori. Nulla sulle poche risorse disponibili. Nulla sulle cause che, fra Poggio e Poggetto, hanno creato danni a tante famiglie. Nulla su possibili incontri pubblici. Nulla di nulla. Come se non avesse avvertito che, in questi casi, un sindaco normale ha un ruolo normale da svolgere. Come se nessuno, fra i suoi più navigati, vicesindaca compresa, glielo avesse fatto presente quasi compiaciuti di una carenze istituzionale e di un limite civico così palesi.
Basta vedere ciò che altri Comuni stanno facendo, per capire la manchevolezza di un sindaco che, oltretutto, ha tenuto per sé la protezione civile. Zitto lui ma zitto anche l’assessore Baroncelli (attività produttive). Zitto l’assessore Mastropieri (governo territorio) e zitta la vicesindaco Bresci (affari generali). Zitti tutti. Come se la vicenda fosse davvero “chiusa”.
Come se il Comune non avesse ruoli amministrativi e politici ancora da svolgere (premere sui governi nazionale e regionale per aumentare le risorse da distribuire ai danneggiati e per sburocratizzare le procedure. Tenere uniti e informati i cittadini colpiti. Dare informazioni, senza paure, sulle cause locali dei danni …). Un silenzio davvero rumoroso.
Chi scrive non ha avuto problemi con la “piena”. Ma se li avesse avuti – se il fango mi fosse entrato in casa – avrei provato delusione davanti a tale silenzio. E’ soprattutto nei momenti difficili che un Comune deve dimostrarsi “casa di tutti”, che un sindaco è davvero il “primo cittadino” di tutti e dal quale tutti si aspettano parole giuste. E atti adeguati. Qui, purtroppo, si sconta un mix fra inesperienza e distacco. “Parole, opere e omissioni”, formano un intreccio deludente. Dispiace.
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ALLUVIONE: LA RINUNCIA DEL MONTALE – Colpisce la scelta, non popolare, annunciata dal Comune di Montale. Rinunciare alle luminarie natalizie per destinare i soldi risparmiati (circa 30 mila euro) agli alluvionati. E’ certo uno fra i Comuni più colpiti dall’alluvione di un mese fa. Nulla, come sappiamo bene, a confronto con i danni che hanno colpito noi poggesi (le spese del nostro Comune per il Natale per adesso sono sui 27.500 euro). Tanti eventi natalizi, a Montale, ci saranno. Se ne occupa un comitato (“Montale solidale”) che ha messo in cantiere un ricco programma di eventi.
Ma a sorprendere è la scelta del Comune: rinunciare allo sfarfallio di luci e addobbi per destinare quei denari (ovviamente non risolutivi) a chi ha subito danni. Famiglie e imprese. Non conosco la reazione dei montalesi. Qualche protesta l’avranno, in Giunta, messa nel conto. Ma la scelta è comunque di quelle che colpiscono. E fanno interrogare. Non solo al Montale.
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LA COSA GIUSTA: MARCIARE AD ASSISI – Una cosa giusta al Poggio. Anticipata dall’assessore Cataldi in apertura dell’ultimo Consiglio Comunale. Anche la Giunta di Poggio a Caiano aderisce alla “marcia della pace” che si terrà ad Assisi domenica 10 dicembre nel 75mo anniversario della dichiarazione universale dei diritti umani. Lo certifica una delibera nella quale oltre all’adesione formale (e a un contributo di 300 euro in favore degli organizzatori) si precisa che la Giunta parteciperà con una sua delegazione, che sarà portato il gonfalone, che il Comune aderirà al coordinamento nazionale enti locali per la pace (presumo si tratti di una conferma rispetto a ciò che veniva fatto prima). Viene inoltre proposto – a parrocchie, gruppi giovanili, associazioni, cittadini – di partecipare alla marcia.
Rilevante anche il bel documento inserito in narrativa. In perfetta linea con quanto su queste tematiche sempre fatto, negli anni precedenti, da chi allora governava il Comune; tutto schierato contro le ragioni delle guerre; tutto schierato con Papa Francesco nel nome del Santo di Assisi.
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LA PIAZZA: LEONARDO SCARICA SULL’UFFICIO – Della piazza XX settembre e dei veri motivi per i quali i lavori hanno subito uno stop, se ne continuerà a parlare a lungo. Hanno però destato una certa curiosità (dal minuto 42:20 al minuto 44:07) alcune parole dell’assessore Leonardo Mastropieri che, in pratica, ha scaricato sul suo Ufficio Tecnico la responsabilità di un atto voluto dall’intera Giunta e chiesto proprio all’Ufficio Tecnico: verificare, ed eventualmente sospendere, la situazione nel cantiere di piazza XX Settembre. A parlare sono due atti della scorsa estate.
Il primo è una delibera di Giunta (la 79 dello scorso 19 luglio). Sindaco e assessori (in primis proprio Mastropieri) chiedevano al loro Ufficio Tecnico di “avviare con sollecitudine le attività di verifica indispensabili per il completamento dell’intervento di cui in premessa (il cantiere in quella piazza, ndr) previa concertazione con l’Amministrazione Comunale, valutando anche l’opportunità di procedere ad una cautelativa sospensione tecnica dell’intervento nelle more della predisposizione di eventuale variante al progetto al fine della conformazione alle prescrizioni degli enti sovraordinati”.
Il linguaggio è burocratico, ma il senso è chiaro: la Giunta – scrivendo in una sua delibera ciò che poi è accaduto: la sospensione dei lavori su quel cantiere – dette al suo Ufficio Tecnico un “indirizzo politico” e chiese una verifica “tecnica” sulla situazione al cantiere di piazza XX Settembre.
Due mesi dopo, l’11 settembre, l’Ufficio Tecnico, in base alla delibera della sua Giunta, anche vista la complessità della vicenda, ritenne necessario “richiedere un parere legale”. Comprensibile.
Con propria determina (la n. 100) l’Ufficio Tecnico affidò a un importante studio legale fiorentino l’incarico di un parere legale “in ordine alle più opportune iniziative da assumere”. Vennero ipegnati quasi 6 mila euro (5.836,48 per l’esattezza).
I due atti parlano dunque chiaro: l’Ufficio Tecnico si mosse (l’11 settembre) su input “politico” della Giunta (adottato il 19 luglio) e volendo fornire una risposta, “tecnica”, adeguata su una questione complessa, chiese quel parere legale che poi è arrivato (e sarà interessante capire cosa c’è scritto).
E’ ora singolare che l’assessore Mastropieri, a conoscenza del parere legale, tenti – in Consiglio Comunale – di scaricare una inesistente colpa sul suo Ufficio Tecnico accusandolo, oltretutto, di aver rivolto al legale fiorentino (sic) “una domanda sbagliata”. Questo si chiama pasticcio. Oppure incapacità di assumersi le proprie responsabilità. Oppure, se si preferisce, codardia.

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LA COSA GIUSTA: GIOVANI E VOLONTARIATO – Un’altra buona cosa annunciata dall’assessore Patrizia Cataldi (pubblica Istruzione) in apertura del Consiglio Comunale di mercoledì 29 novembre: un incontro, previsto per il prossimo lunedì 4 dicembre, fra i giovani del Consiglio Comunale dei ragazzi e i volontari della Protezione Civile. Una buona iniziativa (è stato detto che ai ragazzi sarà chiesta una sorta di prova pratica: riempire di sabbia i sacchi utili in presenza di eventi atmosferici estremi) per favorire la conoscenza dei più giovani sul prezioso mondo del volontariato.
Sempre mercoledì 29 novembre, al teatro “Ambra”, sempre su iniziativa dell’assessore Cataldi, si è svolto un convegno sulla sicurezza stradale (“Distrazioni alla guida… e non solo”) organizzato da Comune e PM: rivolto agli alunni delle classi seconda e terza media dell’istituto “Mazzei”. Il sindaco Palandri e l’assessore Cataldi hanno portato i loro saluti seguiti dai numerosi relatori e con la presenza di una testimone diretta di un incidente stradale. Per l’occasione sono stati realizzati, da Maurizio Baldacci, tre disegni sulla sicurezza stradale, utilizzati per le locandine.
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PIAZZA: ULTIM’ORA A SUON DI BRECCIA – Sulla piazza XX Settembre del Poggio, l’ex sindaco Puggelli con i suoi tre consiglieri di opposizione, ha sfidato il sindaco Palandri a un’assemblea pubblica. Prevedendo di farla alle ex Scuderie lunedì 4 dicembre.
L’intento era quello di chiarire ai cittadini – tutti insieme: maggioranza e opposizione – sulla base delle carte e non delle contrapposizioni polemiche, i misteri sui motivi per i quali quei lavori erano stati sospesi.
Ma l’opposizione voleva anche capire qualcosa sulla effettiva volontà della nuova giunta di veder realizzato, secondo l’impianto originario, quel restyling di una piazza che Palandri e i suoi, in campagna elettorale ma anche dopo, avevano bollata come oscena, inutile, brutta, costosa eccetera. Adesso che sono al potere hanno cambiato idea?
La sfida di Puggelli è durata poche ore. Palandri e i suoi hanno subito risposto picche: che loro non ci pensano neppure ad accettare l’incontro. Sostengono che tutto è chiaro e che non c’è bisogno di riparlarne. Ancora fresco, a proposito di assemblee pubbliche, il pessimo ricordo di quella effettuata mesi fa dalla maggioranza con gli abitanti di via Umberto I sulla viabilità. Fu, per un sindaco poco abituato alle assemblee pubbliche, una vera debacle.
Adesso non resta altro che aspettare qualche altra mossa. La verità, prima o poi, arriverà a galla. Anche sulla piazza che ricorda la breccia di Porta Pia. Perchè un muro, specie se già precario, quando compare una breccia fa presto a crollare.
POGGIO (A CAIANO) E … BUCA – di Mauro Banchini – 30 novembre 2023 – n. 34
