Qui si scrive sulla nuova sede PM. Vicenda pasticciata e misteriosa. Prossimamente un altro “caso”: il traffico. Sul perchè il senso unico viene tolto su via Vittorio ma lasciato sulle vie Cancellieri e Caiani. E sul perchè si cambia senza un preliminare studio tecnico e, soprattutto, senza considerare i pericoli legati all’inquinamento.

UNA VICENDA DA CHIARIRE – La nuova sede PM è vicenda da chiarire. Non ancora conclusa, c’è curiosità di capire come e a quale prezzo Palandri se la sbrigherà.
La storia inizia con la fine del mandato Puggelli. Ospitato in via temporanea in uno spazio di risulta (qualche stanza nella sede della Misericordia affittata dal Comune), il comando della PM poggese stava per avere – almeno nelle intenzioni della giunta Puggelli – una nuova sede, certo più adatta.
Si risale al febbraio 2023 (gli ultimi mesi prima delle elezioni del 14/15 maggio). L’amministrazione (determina 8 del 18 febbraio 2023), con giunta Puggelli, approva un avviso pubblico e avvia le procedure per acquistare un immobile dove collocare il comando della PM. La scelta politica di Puggelli è di quelle forti: acquistare una nuova sede, senza proseguire nella pratica di altri affitti.

LA SCELTA: ACQUISTARE NON AFFITTARE – Pochi giorni prima delle elezioni (determina 44 del 10 maggio 2023) la Giunta Puggelli, in piena legittimità, prende atto delle risultanze della procedura portata avanti (si badi bene: non dai politici, ma dalla Commissione giudicatrice).
A “vincere”, in totale trasparenza vista la procedura pubblica, è la CNA pratese che mette a disposizione un suo immobile (in piazza Di Vittorio 11) con tutti i requisiti – come conferma il comandante PM che stava nella Commissione giudicatrice – per ospitare la sede PM.
L’acquisto (263 mila euro) è vincolato a un mutuo, di pari importo, che il Comune intende assumere con Cassa Depositi e Prestiti. L’amministrazione – determina 57 del 10 maggio 2023 – certifica di porre in essere tutte le attività per formalizzare il contratto con Cassa Depositi e Prestiti.

MA PALANDRI VA SU UN’ALTRA STRADA – Un “regalo” fatto dalla Giunta Puggelli a chi sarà eletto, una settimana dopo, come sindaco: un problema in meno per chi verà dopo, chiunque sia, e che troverà già bene avviata la questione.
Puggelli non è stato rieletto. Al suo posto i poggesi, con uno scarto minimo ma bastevole, scelgono Palandri: senza esperienza, ma con l’immagine del “civico” e le promesse di “cambiare tutto“.
Un qualunque sindaco avrebbe preso a occhi chiusi questa eredità: tutto era già stato fatto, la PM avrebbe potuto presto avere una nuova sede in proprietà ritenuta idonea dalla stessa PM; bastava perfezionare la pratica di mutuo; e invece di continuare a gettare soldi per pagare affitti si sarebbe potuta fare un’operazione ben più lungimirante.
Nulla, il candidato Palandri, aveva messo nel suo programma elettorale a proposito di sede PM. Dunque era legittimo attendersi una linea di continuità tra vecchi e nuovi.
Non è stato così. Un mese dopo dal suo insediamento (15 giugno 2023) il neosindaco risponde per scritto a una interrogazione dell’opposizione. “Abbiamo deciso di sospendere la procedura”, scrive Palandri riferendosi alla determina 44. E uno si aspettava la cosa più logica: una determina immediata, in “autotutela”, di revoca. Invece no. Questo atto – e questo è già un mistero – sarà fatto solo un anno dopo. Strano.

UN PALLOTTOLIERE GUASTO? – Sul momento, però, nulla accade di concreto. Palandri tace. Fino al successivo 16 agosto 2023 quando l’amministrazione (determina 45) decide di stanziare altri 9.600 euro per continuare a pagare l’affitto (della sede PM) nei locali Misericordia: 7 mesi precisi, dal 7 agosto 2023 al 7 marzo 2024. Sette mesi dichiarati solennemente come “non prorogabili”.
Un po’ di buffa confusione, in questo atto, però c’è: i 9.600 euro stanziati (1.200 al mese) si riferiscono non ai dichiarati “sette” mesi ma hanno un mese in più. i mesi sono “otto”. Basta fare un’operazione aritmetica. Forse il pallottoliere non funzionava?
Da notare un altro dettaglio (molto agitato, in campagna elettorale, contro Puggelli da parte di una dirigenza Mise spostata sulla destra): la stessa Mise auspicava di poter presto vedersi liberate le stanze date in affitto al Comune per la PM.
E non mancarono, anche fra i super tifosi di Palandri, voci molto favorevoli – allora – al fatto che finalmente il Comune procedesse, per la sede PM, non più a diseconomici “affitti” ma ad un più sostenibile acquisto.
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FRA ERRORI E LEGGEREZZE – Sul resto continua – almeno ufficialmente – a non muoversi nulla. Fino al successivo 23 novembre. Quando sulla cronaca locale appare un articolo.
Si accenna a un “avviso esplorativo” con cui il Comune cercherebbe “una nuova sede per la PM”. Per spiegare il cambiamento si scrive che sindaco e giunta “hanno ritenuti non idonei i locali” CNA (gli stessi che la Commissione aveva certificato come idonei. Altro aspetto strano). Si aggiunge che sindaco e giunta “vogliono una sede più grande”. E la vogliono non in proprietà ma in affitto.
Poco prima era stata approvata una determina (la 124 del 17 novembre 2023) per lanciare questa “indagine esplorativa”. Ma la determina ha uno strano “buco” che la rende inutilizzabile: rimanda a uno “schema di avviso” e a uno “schema di domanda” che però non vengono allegati. Imbarazzati, spiegano che si è trattato di un “errore“.
Sarebbe bastato, per rimediare al cosiddetto “errore”, allegare i documenti mancanti e tutto sarebbe finito lì, in poche ore. Invece passa quasi un altro mese. Si arriva a una nuova determina (la n. 137 del 12 dicembre 2023) sul famoso avviso esplorativo. Si ammette l’errore nella determina di un mese prima e si pubblica il nuovo atto.
Ma anche qui c’è (sic) un problema. Che conferma una singolare leggerezza. Nella determina conseguente (la 145 del 14 dicembre 2023) non viene indicato il giorno ultimo dato ai partecipanti entro cui presentare la domanda. Vedasi pagina 2 avviso esplorativo allegato.
L’indicazione esatta del giorno (2 gennaio 2024) però appare il giorno successivo, 15 dicembre 2023, sul sito del Comune ma in una zona non ufficiale.
Chi, fra i privati poggesi che dispone di un immobile e voglia affittarlo al Comune, potrà presentare domanda entro il 2 gennaio 2024. Vengono dati poco più di 15 giorni in un periodo di grandi festività.

VOX POPULI: LA NUOVA SEDE E’LA EX BANCA – Nel frattempo (Poggio è un paese e, si sa, nei paesi le voci corrono), vox populi comincia a scommettere su quella che sarà la sede prescelta. Le voci, sempre più insistenti, già prima di Natale, raccontano che il Comune intende guardare al grande edificio, lungo le vie Soffici e Italia 61, che ospitava la mitica Cassa di Risparmio di Prato.
La cosa singolare è che dal nuovo anno (e tutti, vista la centralità dell’immobile, lo vedono bene) sono iniziati lavori di ristrutturazione proprio in quell’edificio.
Altrettanto singolare, se davvero la sede sarà quella, è il fatto che non esiste (neppure adesso) uno straccio di atto pubblico capace di sostenere giuridicamente quella scelta.
Singolare è che mancano del tutto, almeno visibili, i cartelli di cantiere su quello che sarà – così si dice e senza alcuna smentita da parte del Comune – un edificio sede della PM.
Un primo cartello (“lavori di manutenzione straordinaria”) compare solo il 19 febbraio 2024. Con tanto di CILA (datata 18 febbraio … 2021) e con i nomi dei proprietari e dei tecnici. Inizio lavori era indicato al 20 febbraio … 2021. Tre anni prima. In piena pandemia. Davvero strano.

LO SCOOP: LA NUOVA SEDE E’ LA EX BANCA – Arriva finalmente una novità. A fine febbraio 2024 (il giorno 27) una testata di informazione online pubblica uno scoop. Senza pubblica smentita da parte del Comune. Il Comune – si scrive – prende in affitto la sede ex “Popolare Vicenza” (quell’edificio) a 2.500 euro al mese. Non per collocarvi la sede della PM ma, più genericamente, per “collocarvi uffici”.
Dunque le “voci” paesane tanto campate in aria non dovevano essere se il Comune, davanti a uno scoop, non provvede a smentire. Peccato che manchi un qualunque atto.
Chi scrive questo blog aveva peraltro già anticipato quello scoop: per la precisione ben tre mesi prima, il 26 novembre 2023. Raccontando, appunto, che le voci di paese parlavano con insistenza di quell’immobile preciso. Anche in quella occasione nessuna smentita da parte del Comune.
La giornalista, il 27 febbraio 2024, aggiunge, con una provvidenziale formula dubitativa, che il successivo 31 marzo sarebbe stato il fatidico giorno dell’ingresso del Comune nella ex banca. Poi non è andata così.
Il giorno successivo (28 febbraio 2024) appaiono, sul cantiere, nuovi cartelli. Si scrive di “manutenzione straordinaria a fabbricato direzionale” (e “direzionale”, fino a prova contraria, non vuol dire “residenziale”). Compaiono una SCIA e un inizio dei lavori almeno aggiornati, non risalenti a tre anni prima. In ogni caso la SCIA è datata 27 febbraio, ma l’inizio dei lavori porta una data di tre giorni prima (24 febbraio).

UNA REVOCA DECISA UN ANNO DOPO – Si arriva a pochi giorni fa: l’amministrazione Palandri vara una determina (la n. 60 del 24 aprile 2024) che colpisce per l’assurdo lasso di tempo lasciato trascorrere prima di adottarla.
Ben un anno dopo la determina con la quale (10 maggio 2023) si disponeva l’aggiudicazione alla CNA per l’immobile di piazza Giuseppe Di Vittorio 11, l’amministrazione poggese si “sveglia” e (Giunta Palandri, lì da un anno) rimuove “in autotutela” quella vecchia determinazione.
Non è davvero chiaro perché non lo abbiano fatto prima, perché abbiano aspettato così tanto, che senso abbia fare riferimento al concetto di “autotutela” con un ritardo di quasi un anno.
Neppure in questo recente atto si scrive qualcosa su quello che sarà l’edificio davvero scelto dalla giunta Palandri. Il mistero continua.
Si scrive però che sull’avviso esplorativo del 2 gennaio 2024 “è pervenuta un’offerta rispondente alle caratteristiche“. Sono ciò quattro e più mesi che il Comune sa di aver ricevuto un’offerta “ritenuta ammissibile” (sarà l’edificio lungo via Soffici di cui si parla ormai da mesi?) senza averla ancora formalizzata in un atto. Diciamo che il percorso non pare lineare.
Può essere che una spiegazione, di tale revoca, abiti nel contenzioso legale aperto con CNA. La Confederazione Artigiani aveva infatti realizzato, a sue spese, nell’immobile di piazza Di Vittorio, alcune sistemazioni necessarie per poter ospitare la sede PM.
Decine di migliaia di euro che ora, giustamente dal suo punto di vista, CNA mette nel piatto del contenzioso legale con la giunta Palandri.
La cosa certa è che l’amministrazione comunale poggese ha già speso, in avvocati, per essere assistita in un complicato contenzioso legale, più di 5.300 euro. Poi ci sono (almeno) altri 9.600 euro per l’affitto alla Misericordia. Per non parlare del risarcimento danni già annunciato dalla CNA e delle ulteriori spese legali se si dovesse affrontare un processo.

UNA SEDE FATTA DI MISTERO – A oggi, quando è trascorso un anno di giunta Palandri, sulla sede della PM continua a gravare un non lieve mistero. Prima o poi, però, dovrà essere chiarito.
Allora finalmente sapremo quanto lungimirante sia stata la scelta (motivata – secondo molti – solo dal rancore contro chi c’era prima) di non imboccare la strada dell’acquisto preferendo continuare a pagare migliaia di euro, ogni mese, per un affitto. Ma sapremo anche a chi, il Comune, ogni mese verserà la cifra pattuita (2.500? Meno? Più?) per l’affitto.
Per adesso non si conosce in via ufficiale quanto sarà l’affitto che ogni mese il Comune verserà al proprietario dell’immobile. Se l’immobile è quello fra via Soffici e via Italia 61. Non si conosce quanta superficie, in quel grande immobile, se l’immobile è quello, sarà occupata da “uffici comunali” e se ci andrà solo la sede della PM oppure anche altri “uffici”.
Non si conosce se al piano superiore saranno ricavati (con lavori chiesti su un “fabbricato direzionale”) appartamenti privati. E, nel caso, quanti: uno? Più di uno?
Già perché pochi giorni fa, su quell’edificio, è anche comparso uno strano cartello (“affittasi”) subito tolto con velocità supersonica. Altra stranezza.
E vedremo, quando le cifre saranno note, il possibile e utile raffronto tra quanto il Comune avrebbe speso con il mutuo per acquistare la sede e quanto si spenderà con l’affitto per non acquistarla. Vedremo se davvero il mutuo per acquistare la sede PM avrebbe reso impossibile prendere un mutuo per iniziare il restauro del cimitero.
Diciamo che se l’affitto fosse davvero a 2.500 euro/mese, è facile fare un conto: il Comune pagherebbe 30.000 euro ogni anno. In 12 anni il Comune avrebbe dato, a quel privato, un affitto pari a 360 mila euro; avendo cancellato l’idea di un ben più vantaggioso acquisto a 253 mila euro.
Una questione complicata, insomma, alla quale manca anche una cosa. Quel pre-requisito che sarebbe necessario sempre da parte di una amministrazione pubblica. La trasparenza.
POGGIO (A CAIANO) E … BUCA – di Mauro Banchini – 7 maggio 2024 n. 50
