Cresce l’attesa per l’applicazione, da parte del Comune, della sentenza Consiglio di Stato sulla viabilità in via Vittorio Emanuele. Ma qui si parla di altre due strade poggesi: la vicinale di collina – intitolata all’Olivo – su cui passa un sentiero naturalistico CAI (ma il Comune vuole declassarla a uso privato) e quella intitolata a Soffici (qui ha sede la PM) con una sentenza, attesa, dal TAR Toscana sulla scelta di spendere soldi in affitto. (mb)

VIA DELL’OLIVO: MEGLIO PRIVATA? – Declassare quella strada da “vicinale pubblica” a “vicinale privata”? Privatizzare del tutto, nella sostanza, quella deliziosa stradina di campagna? Chiuderla a chi oggi la percorre a piedi? E cosa è meglio per chi su quella strada, oggi in alcune parti abbastanza disastrata, abita?
La giunta Palandri, con un voto unanime (qui l’atto), ha iniziato il procedimento sul futuro di una attraente strada vicinale, oggi pubblica, chiamata “via dell’Olivo”.
E’ la stradina collinare che dietro al campo sportivo, lungo la valle del Montiloni, unisce via Foscolo con via Petraia.
Per adesso, dopo la delibera, è stato pubblicato – come obbligatorio in questi casi – un “avviso” (qui il testo). E i frontisti, ma anche “tutti gli eventuali utenti” e dunque tutti i cittadini e tutte le associazioni, hanno tempo fino al prossimo 27 febbraio per produrre osservazioni.

VIA DELL’OLIVO: UNA PICCOLA MERAVIGLIA – Da notare che quella vicinale – in effetti oggi malridotta nella parte non asfaltata e di difficile percorribilità per chi vi abita – è una piccola, e abbastanza sconosciuta, meraviglia.
Circondata da campi e casolari, proprio da lì passa il fascino di qualche centinaio di metri del sentiero CAI n. 801. Un sentiero – tutto tracciato – che, attraverso il borgo della Petraia di Poggio, unisce Carmignano/Artimino con il ponte Manetti e dunque con Prato.
Da via del Granaio si sale, dolcemente, a piedi, fino alla bellezza del borgo della Petraia per poi riscendere, nel Bargo, verso il ponte Manetti. Da lassù, fra campi e ulivi, si domina un panorama mozzafiato su Firenze.
Una risorsa preziosa, quella strada bianca (nella parte più alta comunque asfaltata) per i cultori del turismo dolce, del trekking, del cammino lento. Una via di comunicazione antica. Percorsa nei secoli da chissà quante persone. Con chissà quali storie di vita reale. Ovunque, strade del genere vengono valorizzate per la loro natura comunitaria.
Andrebbe fatto di tutto, volendo bene al territorio, per valorizzarla e per eliminare le difficoltà per i cittadini che lì abitano.
Già indicato in guide escursionistiche, il sentiero CAI 801 è una sorta di diverticolo della illustre “via medicea“. Siamo, oltretutto, al centro di vari cammini: dalla Francigena alla Romea Strata.
La difficoltà del sentiero 801, secondo il CAI, è di livello “E”. Dunque un percorso facile con 12,1 chilometri di lunghezza, dall’inizio alla fine, che le guide danno percorribile in 5 ore.

VIA DELL’OLIVO: MEGLIO PUBBLICA? – Nella parte finale (agosto 2022) del mandato precedente gli amministratori di allora pensarono, per gestire quella strada vicinale e per venire incontro ai residenti, a un’altra soluzione: costituire un consorzio tra la quindicina di frontisti e il Comune (che si sarebbe accollato il 50% delle spese).
La soluzione sembrava accontentare tutti. In particolare i frontisti. Qui un articolo sul patto allora iniziato tra Comune e frontisti.
La giunta attuale, invece, si sta posizionando in altro modo. Ciò anche perché (così è scritto in questa sua delibera) “la maggioranza dei presenti” a una assemblea, convocata dal Comune lo scorso 9 dicembre tra i frontisti, ha manifestato la volontà di declassare quella vicinale (da uso pubblico a uso privato), assumendosene quindi loro stessi ogni onere.
Non è dato sapere quante persone abbiano partecipato a quella assemblea e quale fosse, millesimi alla mano, la maggioranza che ha accettato di voler declassare quella strada.
Davvero, per i frontisti, la cosa migliore è declassare quella strada da “vicinale pubblica” a “vicinale privata”? E quale è, nell’ottica del bene comune – il bene dell’intera comunità – la strada migliore per il futuro di questa “vicinale“? Una volta tolto “l’uso pubblico” e deciso “l’uso privato“, i cittadini lì non residenti potranno ancora passarci? E questo, nell’otttica del bene comune, sarebbe positivo o negativo?

VIA DELL’OLIVO: SOPRA IL (FAMIGERATO) RIO MONTILONI – Da notare (qui l’atto) che la precedente giunta (qui la relazione) aveva sposato proprio la tesi opposta: cioè “l’interesse pubblico al mantenimento in buono stato manutentivo” di quella strada. Ciò anche per evitare che le fossette laterali si riempissero, durante i temporali, di “fango e detriti”.
La volontà era evitare che fango e detriti causassero problemi a valle: perché lì c’è “l’accesso al tratto tombato del rio Montiloni”. Il rio che a ogni pioggia crea danni anche pesanti.
Il futuro di quella strada vicinale (farla restare a uso pubblico o renderla a uso privata) ha dunque non pochi profili di interesse pubblico. La scelta definitiva dovrà comunque passare dal Consiglio Comunale.
Intanto gli interessati possono presentare, entro il 27 febbraio, osservazioni. Qui l’avviso con le modalità da seguire.

VIA DELLA PETRAIA: VIA IL VINCOLO PUBBLICO – Da via dell’Olivo inizia un’altra strada vicinale (via della Petraia) che nel luglio 2024 ebbe un momento di notorietà.
La maggioranza del Consiglio Comunale (qui l’atto) votò la proposta della giunta Palandri per declassificarla. Venne cioè eliminato, su quella incantevole stradina, “il vincolo di uso pubblico” fino al confine con Carmignano.
Contrario il centrosinistra che ricordò come i precedenti sindaci, appunto di centrosinistra, si fossero sempre opposti a quella richiesta anche allora formulata da un privato.
Da notare che molti anni prima il Comune di Carmignano aveva già declassificato il suo tratto della stessa strada.
Carmignano, già nel 2012, sulla sua parte di quella strada, scelse di “eliminare il vincolo di uso pubblico“. Nel luglio 2024 lo ha fatto anche Poggio. Così l’intera strada vicinale – vicina all’altra per cui ora si propone la stessa cura – ha eliminato il vincolo a uso pubblico.

VIA PETRAIA: IL CANCELLO – Un tratto di unione, per i due atti, è rappresentato da Leonardo Mastropieri: nel 2012 era dirigente edilizia/urbanistica al Comune di Carmignano mentre oggi è assessore edilizia/urbanistica nel Comune di Poggio.
Iniziando a percorrere la poggese via dell’Olivo si nota subito, sulla sinistra, in corrispondenza della vecchia via Petraia che oggi non ha più il vincolo pubblico, un enorme cancello che impedisce il libero passaggio.
Per farlo aprire, bisogna dichiarare di recarsi in un podere, più oltre, con ristorante e cantina.

POLIZIA MUNICIPALE: IL CASO DELLA SEDE – Che fine ha fatto il caso sede Polizia Municipale? A che punto sta, al TAR Toscana, il ricorso CNA contro il Comune?
Dal sito TAR Toscana (il ricorso è il n. 869/2024) non si hanno notizie. Tace la CNA. Tacciono i media. Tace la politica. Tace il Comune.
La storia è facile da raccontare. Nel giugno 2024 CNA decise di ricorrere contro un atto del Comune: quello sulla scelta della giunta Palandri di stoppare l’accordo, già raggiunto dalla precedente giunta con la stessa CNA, per acquistare un immobile (proprietaria CNA) dove mettere la sede poggese PM.
In sole spese legali, il Comune, su questa sola vicenda, ha già speso (altri dovrà spenderne) 15.500 euro oltre a quasi 24 mila euro per spese varie su quella nuova sede.
E il Comune spende, ogni mese, 2.800 euro in affitto (dal luglio 2024 a oggi sono già stati spesi, per questo, 56.000 euro).

POLIZIA MUNICIPALE: MA L’AFFITTO CONVIENE? – Non è facile capire perché, al di là del rancore politico, la giunta Palandri volle gettare il progetto già quasi portato a termine dalla giunta precedente.
Dopo un lungo affitto (alla Misericordia), la giunta Puggelli aveva deciso di acquistare – appunto da CNA – una nuova sede per la PM.
Tutto era pronto ma il neosindaco si oppose. Preferì non procedere all’acquisto ma, appunto, continuare con gli affitti.
Da notare che il Comune, se la nuova giunta avesse seguito l’eredità lasciatagli dalla precedente, avrebbe acquistato la ex sede CNA di piazza Di Vittorio con un mutuo e non avrebbe più pagato un euro di affitto.
Il mutuo, sostenibile dalle finanze comunali, era di 263 mila euro. Adesso, solo di affitto, il Comune paga, ai privati, 33.600 euro all’anno. Ciascuno può fare i conti sulla convenienza economica dell’affitto.
Un affitto, a privati, per una parte (piano terra rialzato e piano seminterrato) del grande edificio dove fino a qualche anno fa c’era la sede della banca pratese. Diciamo che lì i pochi vigili poggesi stanno … molto larghi.

POLIZIA MUNICIPALE: L’USO DELLA DESTINAZIONE – In attesa di conoscere l’esito del ricorso fatto da CNA, la vicenda è tornata attuale nei giorni scorsi.
I proprietari del grande immobile (tutto classificato “uffici e servizi”) da tempo – almeno dall’autunno 2024 – hanno già ricavato, nel piano superiore, con ingresso da via Italia 61, un certo numero di alloggi o di mini alloggi.
Dai campanelli si conterebbero otto alloggi. Nessun campanello ha un nome.
Da pochi giorni (qui l’atto) si viene informati che il 15 ottobre 2025 (un anno abbondante da quando i lavori per gli alloggi al piano superiore erano già stati realizzati) i proprietari hanno presentato una SCIA per “cambio destinazione d’uso“ (quale? residenziale?) in quella parte di un immobile tutto classificato per “uffici e servizi“.
Dunque la PM avrà certo effettuato, nella parte alta dello stesso palazzo dove la stessa PM ha la sede, le dovute verifiche necessarie per ottenere di cambiare la destinazione d’uso.

POGGIO (A CAIANO) E BUCA di Mauro Banchini n. 140 del 1 febbraio 2026
