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Home»Comune»POGGIO A CAIANO: ARRIVA VELOCE IL TEMPO DELLE PRIME VERIFICHE
Comune

POGGIO A CAIANO: ARRIVA VELOCE IL TEMPO DELLE PRIME VERIFICHE

Mauro BanchiniBy Mauro Banchini28 Dicembre 2024Updated:28 Dicembre 2024Nessun commento9 Mins Read
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Pare davvero che queste piccole note disturbino qualche “manovratore” che al libero punto di vista e al racconto dei fatti preferirebbe il silenzio. E’ il motivo giusto per continuare, senza paura, a scriverle. Con il solito stile: pacato e sincero. (mb)

PROMESSE ELETTORALI: UNA VERIFICA – Fra poco saranno due anni dall’inizio della giunta Palandri. Il tempo vola e a quelli che vinsero, sia pure per poco, le elezioni del maggio 2023 si può iniziare a chiedere cosa, a parte gli urlacci, hanno fatto.

Cosa hanno fatto di alternativo, che tipo di visione hanno seguito: sugli aspetti importanti non certo sulle piccole ripicche contro “chi c’era prima” (su questo sono imbattibili).

Due anni non sono molti, ma neppure pochi. Cominciano a essere tempo utile per qualche prima verifica. Che spetta a tutti, compresi noi cittadini con l’ambizione di essere attivi.

Con la speranza che chi non si ritrova in questo racconto e in questi punti di vista – certo parziali ma onesti – trovi il modo per replicare con lo stesso spirito costruttivo e restando nel merito.

POGGETTO: LA CICLABILE NON “CANCELLATA” – Pesò molto, nella campagna elettorale al Poggetto, la promessa di “cancellare” la ciclabile. Da quella promessa arrivarono, a Palandri, molti voti. Anche da un elettorato non destro.

Molti si fecero convincere. Ma passate le feste, gabbato lo santo. E quella promessa pare essere finita nel dimenticatoio.

Adesso sarebbe utile sapere se la “cancellazione” di quella ciclabile è ancora nei programmi di Palandri oppure no. E perché non è stata subito “cancellata”. E cosa si aspetta a farlo. E quando sarà “cancellata“.

STRADA 66: UN TRAFFICO NON “DIROTTATO” – Un’altra promessa, sempre sulla viabilità, fu fatta: con un contenuto di impraticabilità così elevato da chiedersi come fosse stata possibile.

Sostenendo che sarebbe stato fatto in modo addirittura (sic) “immediato”, Palandri promise addirittura che tutto “il traffico di transito” sulla statale 66, sempre attorno al Poggetto, proveniente da Carmignano, Seano, Quarrata, Pistoia in direzione Firenze, sarebbe stato da lui bloccato alla “rotatoria di Seano” (peraltro sul territorio di un altro Comune) e (sic) “dirottato” sulla “tangenziale di Prato”.

Come fosse venuta in mente tale follia solo il “buon dio dei sindaci inesperti” poteva saperlo. Ma così fu. Ovvio che nulla del genere sia stato fatto.

CIOPPI: UNA VIA NON “ALLARGATA” – Nulla ancora si sa sul “significativo allargamento di via Cioppi” nella quale, prima o poi, “ripristinare il doppio senso”. Tutto ciò venne promesso in tempi “medio-brevi” e dunque adesso, quasi alla fine del secondo anno, ci dovremmo essere.

Non è chiaro cosa si doveva fare per “allargare” via Cioppi (abbattere qualche casa? quali? chiedere aiuto al mago Othelma?) ma la promessa fu quella.

Su via Vittorio Emanuele, a essere onesti, una promessa è stata mantenuta. Pende un ricorso al TAR e vedremo come andrà: ma il doppio senso su quella via è, per adesso, stato rimesso.  

Nessuno però ricorda che nel programma c’era un punto: il “doppio senso su via Vittorio Emanuele” (sbandierato come risolutorio di tanti problemi) era da ripristinare sì, ma solo (sic) “temporaneamente”.

Una volta “allargata” via Cioppi e “ripristinato in essa l’utilizzo a doppio senso” il traffico su via Vittorio Emanuele sarebbe stato, infatti, di nuovo cambiato. Così promise Palandri.

Per non parlare di un’altra promessa, sempre in tempi “medio-brevi”: un non meglio precisato “intervento” (una rotonda?) nella stretta “intersezione di via Vittorio Emanuele/via Cioppi”.

Molta la confusione, ma le promesse furono quelle. E adesso che siamo già nel tempo “medio-breve” tutto tace. Come si intende “allargare” via Cioppi? Come si intende fare, lì davanti, la rotonda? Quando il doppio senso su via Vittorio Emanuele cesserà di esistere, come promesso perché promesso come “provvisorio”?

Tutto tace sul ponte al Molino. Ma su questo (compreso il semaforo intelligente) torneremo.

PONTE ALLA NAVE: CHI L’HA VISTO? – Nel programma di Palandri c’erano ben due chiari riferimenti positivi alla grande scelta lasciata dalla giunta Puggelli: il cammino, certo non immediato, per la variante del “Ponte alla Nave”.

Quest’opera – scrisse Palandri – “sarà il progetto definitivo che dovrebbe, almeno in parte, liberare Poggio dal traffico di passaggio verso le zone di Carmignano e Comeana … Un progetto su cui lavorare con estrema attenzione”. Ottimo!

Le premesse lasciate in eredità a Palandri (gli accordi con gli altri enti, partendo da Regione Toscana) c’erano tutte. Si trattava di usare il quinquennio 2023/2028, per iniziare a concretizzare gli accordi, trovare le risorse, andare avanti con i progetti.

Peccato però che da quando è in carica, Palandri non abbia fatto nulla di pubblico su una questione in prospettiva fondamentale. Nulla sul Ponte alla Nave, ad esempio, è inserito nelle opere pubbliche per il prossimo triennio. Perché?

Cosa ciò significa? Una strana dimenticanza? L’ammissione che il Ponte alla Nave non interessa?

UN POGGIO PARK DA 2,5 MILIONI TUTTI A CARICO DEL COMUNE – E’ forte un dubbio: quello che la giunta Palandri sia poco interessata al Ponte alla Nave perché su via Lombarda (dove dovrebbe arrivare quel ponte) loro hanno altre idee.

In effetti lì, su un certo terreno, vorrebbero murarci il gigantesco “Poggio Park”. Un’operazione – questa sì – da poco inserita nel DUP (Documento Unico Programmazione) 2025/27. La chiamano “Nuovo polo sportivo in località Candeli”.

Prevedono (si legga bene!) gara di appalto ed esecuzione lavori “nel 2027” per un importo (si legga bene!) da “2,5 milioni di euro“. Intervento (si legga bene!) “interamente finanziato dal Comune”.

Nel programma stava invece scritto che gli investimenti per questa opera sarebbero stati anche privati. Ma ora i soldi dei privati sembrano già scomparsi perché tutto, se mai l’opera si farà, è messo in carico al Comune.

Per un’operazione destinata a trovare forti ostacoli su un terreno gravato da pesanti vincoli idrogeologici e di elettrodotto.

POGGIO PARK: MURARE IN ZONA VIETATA? – Sull’elettrodotto Palandri prevedeva un accordo con Enel/Terna nientemeno che “per interrare i cavi elettrici” in modo da “eliminare campi magnetici”.

Dio solo sa quanti soldi costerebbe, ammesso e non concesso si possa fare, interrare quei cavi. Chi li tirerebbe fuori quei soldi? Centinaia di migliaia se non milioni di altri euro? Il Comune?

In campagna elettorale “Poggio Park” venne estratto dal cilindro di Palandri – tutti lo ricordiamo – come ciliegina sulla torta, asso nella manica.

Ma fin da subito apparve destinata a finire nel nulla. Di recente se n’è accorto perfino l’assessore Mastropieri. A metà ottobre ne ammise la impraticabilità causa rischio idrogeologico.

Davanti a quella che a tutti apparve come una “marcia indietro” sul punto più importante del programma palandriano, una maggioranza in difficoltà negò si trattasse di “marcia indietro”.

Ma l’operazione appare così strampalata che nessuno, neppure nella maggioranza, pare crederci sul serio. Palandri, che ha il bilancio, dove pensa di trovarli quei soldi? E davvero ritiene normale murare su un terreno come quello? Davvero ci crede in quel tipo di opera oppure è tutta una finta?

SE MANCA LA VISIONE – Nel frattempo si tace su altre vicende. Si perdono occasioni. Manca una visione che vada al di là delle sguaiate polemiche, assai poco istituzionali, contro chi c’era prima.

Non si riesce a stare nei tavoli che contano. Si capisce che l’inesperienza gioca in negativo.

Un esempio può riguardare il movimento aperto, fra istituzioni pubbliche, per il “metrotram” che potrebbe collegare Prato con Firenze attraverso Campi Bisenzio. Un piano da 450 milioni di euro.

La centralità geografica di Poggio nella piana Firenze-Prato-Pistoia è evidente. Questa, piccoli come siamo, potrebbe essere la nostra forza strategica. Anche perché possiamo vantare risorse (culturali e non solo) di non poco conto.

Ma dal nostro Comune, purtroppo, non pare muoversi nulla di significativo per battere qualche colpo, per far capire che ci siamo anche noi, per partecipare da protagonisti a qualche forma di programmazione su questo o su altri grandi progetti sovracomunali.

Tutto tace. Non c’è visione. Solo polemiche. Solo nostalgismi da “paesino” destinato a restare fermo per le troppe occasioni neppure viste.

Sarebbe stato bello se qualcuno ci avesse stupiti e iniziato a dimostrare, con i fatti, che qualcosa di buono, su argomenti forti, poteva venire da chi al Poggio, nel maggio 2023, vinse. Sia pure per poco.

PIAZZA XX SETTEMBRE: PAURA DEI CITTADINI? – E poi la piazza XX settembre. Nulla si scriveva, nel programma elettorale, su ciò che poi Palandri ha fatto (e promesso di inaugurare “entro Natale“): una variante al progetto iniziale (quello che aveva tutti i crismi di regolarità e tutti i pareri favorevoli).

Dal maggio 2023 tutto è stato bloccato. E senza un confronto pubblico si è imposto a tutti, nonostante i pareri negativi di un legale e della Soprintendenza, una variante che scontenta tutti.

Si è resa operativa una variante ma nello stesso tempo si tenta di far credere che tale variante … non varierebbe nulla di importante.

Un gruppo di cittadini (anche in base alla bella promessa elettorale del candidato Palandri di “ricostruire un rapporto diretto con i cittadini per poter dialogare direttamente con loro“) ha chiesto al sindaco Palandri di convocare una pubblica assemblea per illustrare il senso di quella variante.

Pongono, i cittadini, 6 domande e aspettano dal loro sindaco (perché in un Comune il sindaco è di tutti, non solo di chi gli è più vicino) risposte dettagliate. Per adesso nessuna assemblea convocata e nessuna risposta pervenuta.

Un accordo con la ditta è stato trovato. Dopo mesi di stop, il cantiere va avanti e, addirittura, nei giorni scorsi, è stato – chissà perché – parzialmente liberato con uno strato di catrame.

Visto che su quella variante – non inserita nel programma elettorale – nessuno ha mai chiesto il parere preventivo dei cittadini ai quali nulla era stato detto su come sarebbe stata modificata la piazza, sarebbe adesso giusto se il sindaco avesse il coraggio di iniziare, finalmente, un pubblico dialogo con i cittadini e spiegasse perché si è comportato così. E quale é la sua visione di quella piazza.

Senza avere paura dei cittadini. Perché dei cittadini un sindaco non può avere paura.

POGGIO (A CAIANO) E … BUCA – di Mauro Banchini 28 dicembre 2024 n. 78

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