LE FINESTRE CHIUSE DEL CARDINALE ELIA

0

Il recente convegno fiorentino sul domenicano padre Reginaldo Santilli (proprio 80 anni fa, nel 1936 all’apice di un fascismo pieno di consenso, il ventottenne frate cominciò a lavorare sui motivi per i quali era obbligatorio  condannare il razzismo: la sua tesi di laurea, tre anni dopo, venne discussa a porte chiuse perché anche in Italia erano entrate in vigore le norme antirazziali), quel convegno voluto dagli amici di padre Santilli ha consentito allo storico Pier Luigi Ballini un ricordo di quando (maggio 1938) Elia Dalla Costa, cardinale di Firenze, tenne ostentatamente chiuse le sue finestre in piazza San Giovanni, in una città che stava osannando Mussolini e la visita di Hitler.

“Un gesto – ha sottolineato Ballini – che pesò più di mille scritti”: gesto accompagnato da una frase dello stesso Dalla Costa (“un cristiano non può venerare altre croci che non quella di Cristo”) rivolta alla croce uncinata e con una attualità perenne, anche in considerazione del forte consenso che il mondo cattolico, eliminate le voci scomode, aveva fino a poco tempo prima riservato al fascismo. Sarebbe utile se nel 2018 Firenze organizzasse un ricordo adeguato di quel coraggio solitario.

Attuale parecchio, tutto ciò, anche in questo strano 2 giugno 2016 dove, nonostante la ricorrenza “tonda”, si fa quasi fatica a parlare di Costituente e di Costituzione. Così come fu attuale, cinquant’anni fa, la pubblicazione di un volume dello stesso Santilli (edito a Pistoia con “Vita Sociale”) che riprese, aggiornandola, la coraggiosa tesi di laurea. “Anche uno sguardo ai farneticamenti cui diede luogo nel passato – scrisse “La Civiltà Cattolica” nel recensire il volume 1966 – può giovare di ammonimento” esaminando “l’inconsistenza del razzismo così sotto l’aspetto scientifico come sotto quello religioso”.

Interessante, nel convegno su padre Santilli a 35 anni dalla morte, l’intervento di padre Vincenzo Caprara, superiore in San Domenico a Fiesole, sulla attualità della dottrina sociale della Chiesa riletta alla luce di San Tommaso nel rapporto fra “uomo viruoso” e “buon cittadino”. Una dottrina che, nel contesto contemporaneo, deve contraddistinguersi come “contributo alla profezia evangelica, stimolo a una visione critica del presente”.

Il coraggio di Reginaldo Santilli nel ricordare le ragioni per cui un cristiano non può mai sostenere tesi di razzismo e il coraggio di Elia Dalla Costa nel tenerle chiuse, quelle finestre, quando tutto il resto, volente o nolente, omaggiava i dittatori sono un monito per ricordarci l’importanza di stare sempre dalla parte “critica” rispetto a un “presente” così denso di ingiustizie. Piace ricordarlo proprio oggi, 2 giugno di 70 anni dopo: giorno in cui, per motivazioni di politica contingente, purtroppo si fa fatica a parlare di Costituente e di Costituzione.

Share.

Autore

Informazioni biografiche a questo link

Loading Facebook Comments ...

Leave A Reply