Qui si parla di un biglietto. Quello che da oggi, 7 ottobre 2025, tutti, anche i residenti, devono pagare per entrare non solo nella Villa Medicea di Poggio ma anche (questo il punto) nei suoi giardini. Una novità ministeriale arrivata in piena campagna elettorale che ha creato qualche problema al sindaco di destra: prima si era detto d’accordo ma poi ci ha ripensato. E in fondo si torna sulla “Visitazione”. Da un anno sta in quella Villa, anche grazie ai soldi messi dal Comune di Poggio. Sono arrivate le folle di visitatori promesse? (mb)

DA OGGI SI PAGA – Da oggi 7 ottobre 2025 per entrare nella Villa medicea – ma anche nel giardino – si paga il biglietto. Ogni ingresso 8 euro a persona (16 in abbonamento). Fra l’altro, ma è un dettaglio, sul retro del biglietto non è riprodotta, come sarebbe logico, l’immagine della Villa del Poggio ma quella di altra Villa.
La disposizione è ministeriale (Cultura: ministro Alessandro Giuli). Ed ha certo motivazioni non banali, anche considerato che finora Villa, museo e giardino erano gratis per tutti.
Vale pure per altre ville del circuito (Petraia, Castello, Cerreto Guidi) e la nuova struttura che si occupa di questo patrimonio UNESCO non ha potuto fare altro che adeguarsi.
A pagare sono chiamati non solo i turisti ma – ecco il punto – anche i poggesi: residenti in una comunità che da sempre ha un rapporto particolare con questo spazio verde. E che ora si interroga sulle modalità, certo non partecipate, di questa scelta.

LE REAZIONI – Il comunicato ministeriale è del 26 settembre 2025, ma la decisione è stata ovviamente presa prima. Il giorno successivo, 27 settembre, il sindaco Palandri, forse senza rifletterci bene, annuncia di non avere nulla in contrario. “Noi – gli scappa detto in cronaca locale – siamo d’accordo sul pagamento”.
Immediata la reazione contraria del consigliere regionale pd Marco Martini (candidato per le imminenti regionali). “Il giardino della villa – scrive il 29 settembre – va mantenuto libero e accessibile. Non è accettabile far pagare ai poggesi il biglietto per l’accesso al giardino perché rappresenta un bene che da sempre è considerato patrimonio della comunità poggese”.
Dura anche la reazione del gruppo comunale di opposizione. “Sorprende che il sindaco Palandri non abbia speso una parola in difesa dei cittadini preferendo allinearsi senza obiezioni a una scelta imposta dal governo Meloni tramite il ministero della Cultura, che finisce per penalizzare le famiglie poggesi”. L’opposizione chiede fin da subito a Palandri “di farsi portavoce presso il ministero della Cultura e la Soprintendenza”.

L’IMBARAZZO – Il 29 settembre è previsto un Consiglio Comunale ordinario. Rendendosi conto del rischio di restare spiazzata da una vicenda molto accesa sui social, la maggioranza imbarazzata si affida a Mauro Mazzoni.
Presidente del Consiglio Comunale, lui dovrebbe essere super partes: unire, non dividere. Ma questo ruolo istituzionale non gli si addice molto. Preferisce esporsi, in modo sempre molto polemico e divisivo, talvolta cattivo e offensivo, sul terreno della lotta politica.
Senza un preventivo coinvolgimento dell’opposizione e dunque in modo sgrammaticato sotto il profilo istituzionale, annuncia di aver (sic) presentato da solo un ordine del giorno. Ma lui stesso ammette di (sic) non aver “fatto in tempo” a presentarlo. Un pasticcio.
Si tratterebbe di un odg, per la seduta successiva, con la proposta di far introdurre, per i poggesi, le gratuità dell’ingresso ai giardini della villa. Proprio ciò che avevano già chiesto, fin da subito, Marco Martini e l’opposizione consiliare.
Questa destra paesana, proprio non ce la fa a dare atto all’opposizione di essersi mossa nel giusto e di essere d’accordo con lei nello specifico. Tenta in extremis il giochino, fin troppo scoperto, di mettere una puerile bandierina.

LA FUITINA DI GIULI – Il giorno successivo, martedì 30 settembre, nel pratese era già annunciata la visita – ovviamente elettorale – del ministro della Cultura. Nessuna sosta è prevista al Poggio. Da Prato, Alessandro Giuli si sarebbe dovuto subito recare a Carmignano e a Firenze.
Uno smacco, per l’unico Comune governato dalla destra. Ecco dunque modificato il programma e anche il comunicato stampa: sia pure per pochi minuti (e senza che il sindaco informasse le opposizioni. Altro sgarbo) il ministro viene dirottato alla villa del Poggio.
Qui precipitato in fretta e furia (una fuitina), rilascia una dichiarazione non destinata a restare nella storia (”ho visto tanta bellezza”).
Ma non entra, almeno in pubblico, nel merito della questione che più al sindaco premeva: dichiarare ai media qualcosa (magari un banale “vedremo cosa fare”) sul biglietto a pagamento. Tutto rimandato.

LA RETROMARCIA DEL SINDACO – La visita del ministro serve alla destra paesana, battuta sul tempo dall’opposizione, solo per annunciare ciò che già Marco Martini e l’opposizione avevano da giorni detto: chiedere al ministro di fare marcia indietro, almeno per l’ingresso nel giardino della Villa.
Abile la reazione social della destra per azzerare la scivolata iniziale del sindaco. Palandri è costretto alla retromarcia: ero d’accordo a far pagare – dice – ma la reazione dei poggesi mi ha convinto e ora sono contrario a far pagare.
Vedremo come andrà a finire. Certo nella prossima seduta di Consiglio sarà votato, e certo in modo unanime, un odg che affiderà proprio al sindaco il compito di portare a Roma, da Giuli, il dissenso unanime sul pagamento del biglietto.
E sarà interessante vedere, ormai dopo le elezioni, se il ministro farà fare marcia indietro alle sue strutture oppure se tutto, sia per la villa che per i giardini, sarà confermato.

QUATTRO DOMANDE – La vicenda pone comunque, a chi non si contenta dei comunicati stampa, alcune domande.
La prima. Possibile che una decisione così importante sia stata presa dal ministero senza aver coinvolto il Comune? Se il sindaco non ne sapeva nulla, può per dignità istituzionale accettare di essere stato tenuto all’oscuro?
La seconda. Nella villa sta un museo (Natura Morta). Per realizzarlo sia Comune di Poggio che Provincia di Prato, misero soldi. Possibile che il ministero cambi le regole per entrare in questo museo senza aver coinvolto gli enti locali?
La terza. In Villa sta la “Visitazione” del Pontorno. Un’operazione generale per la quale il Comune di Poggio ha speso finora, dal suo bilancio, 72 mila euro. Cambiare le regole per l’ingresso e farlo in modo unilaterale è giusto?
La quarta. Essendo l’ingresso in Villa e giardino non più gratuito ma a pagamento (e certo essendoci motivi per questa scelta), quali sono, sull’altro piatto della bilancia, i progetti del ministero per aumentarne l’attrattività?

LUCIA IN COREA – Pochi giorni prima, il 24 settembre, in Villa era entrata anche un altro autorevole esponente del governo Meloni: la sottosegretaria leghista, proprio nel ministero della Cultura, Lucia Borgonzoni.
Nota per una dichiarazione circa la sua difficoltà a trovare il tempo per leggere libri, anche lei era arrivata nel giro pre-elettorale. Per la Lega di Salvini e Vannacci. Strano che non abbia detto nulla circa la novità in arrivo.
Il tempo di un selfie e di una promessa roboante (“promuoverò le Ville medicee nel mio prossimo viaggio in Corea”) che rimanda alle mai realizzate promesse (sempre pre elettorali: 2023) del collega pratese Giorgio Silli, secondo cui la Villa di Poggio sarebbe finita in decine di ambasciate in tutto il mondo. Mai visto nulla, ovvio.

POGGIO SENZA PIU’ VERDE PUBBLICO – Da notare infine che i due grandi spazi verdi poggesi (giardino della Villa e parco del Bargo) risultano, da oggi, entrambi sottratti alla libera e gratuita fruizione dei poggesi.
Se il Bargo è chiuso e resterà chiuso chissà per quanto, ora è la volta dell’altro parco: qui, da oggi, l’ingresso non è più gratuito. Dunque nessuno dei due parchi poggesi avrebbe ancora le caratteristiche di “verde pubblico”.
Ma tutto questo – secondo l’arch. Salvatore Gioitta, intervenuto via social con un post tanto pacato quanto interessante – potrebbe creare un problema tecnico al Comune: c’è infatti il rischio di veder violato uno standard territoriale, previsto da una legge statale, per i parchi pubblici urbani (15 mq ogni abitante).
Questione in qualche modo sollevata anche da Marco Martini visto che il giardino della Villa resta “l’unico polmone verde utilizzabile per la nostra comunità”. Martini auspica che Giuli riveda la decisione e precisa di voler “difendere il diritto dei poggesi a godere di uno spazio verde pubblico e vitale che non deve diventare un costo per le famiglie poggesi”.

LA VISITAZIONE DEL PONTORMO: FLOP O SUCCESSO? – Da notare che a Firenze l’ingresso nel parco di “Villa Il Ventaglio” resta gratuito. Lo prevede lo stesso ministero che ha competenza anche su questo spazio verde cittadino.
Potrà, al Poggio, essere trovata una soluzione analoga per far restare gratuito (o almeno per ridurre a una cifra simbolica), l’ingresso per i residenti almeno nel giardino della Villa Medicea? Una questione da seguire.
Come da seguire. a un anno esatto dalla ospitalità data al capolavoro del Pontormo, anche l’altra questione: quanti i visitatori entrati in più, rispetto all’anno precedente, nella Villa del Poggio da quando lì è collocata la Visitazione?
Le folle di visitatori fin da subito annunciate da sindaco e sua vice (lei parlò del 187% in più di visitatori nei primi mesi), ci sono state davvero? Oppure gli ingressi, grosso modo, sono gli stessi? Cosa dicono i numeri? Flop o successo? Ne è valsa la pena? Può il Comune rendere pubblici quei numeri?
POGGIO (A CAIANO) E BUCA di Mauro Banchini n. 119
