Villa medicea: sconfortanti i primi dati sugli ingressi dopo il biglietto a pagamento. Mascherone del vino e colonna di San Francesco: a quando i restauri? (mb)

INGRESSI IN VILLA: MENO 40% – Che succede in Villa medicea dopo l’introduzione del biglietto d’ingresso voluta dal ministero?
Il primo trimestre (ottobre-dicembre 2025) è andato male, con un meno 40%. I dati li fornisce, con efficienza e cortesia, la direzione di Ville e Residenze monumentali fiorentine (VRMF).
Se nello stesso trimestre dell’anno precedente (2024) gli ingressi furono in totale 6.864, nel corrispondente trimestre 2025 sono scesi a poco più di quattromila (4.089).
Ciò significa quasi 2.800 visitatori in meno. Forte il crollo (da 2.570 a … 861) in novembre.

INGRESSI IN VILLA: 72 MILA EURO DI PROPAGANDA – Tre mesi sono pochi per trarre lezioni definitive. E l’augurio sta tutto in una rapida inversione di tendenza.
Ma il dato è comunque preoccupante: sta in netta e rafforzata continuità con il calo, già evidenziato, anche nella restante parte del 2025 (quando l’ingresso era gratuito).
Una conferma che il forte polverone propagandistico della giunta Palandri per ospitare al Poggio il capolavoro del Pontormo (la Visitazione di Carmignano) non è servito a nulla. Avendo speso, la giunta Palandri, almeno 72 mila euro per un’operazione così mal riuscita.
Le folle di nuovi turisti (che tanto bene – si era detto – avrebbero fatto anche all’economia poggese) nel primo anno pieno (da ottobre 2024 a settembre 2025) non si sono viste: a voler essere benevoli, gli ingressi con la Visitazione sono sovrapponibili a quelli senza la Visitazione. Nessun boom. Anzi.
Adesso, con i nuovi dati, si assiste addirittura all’inizio di una frana.

INGRESSI IN VILLA: UNA STRATEGIA NECESSARIA – Sarà necessario monitorare con attenzione i trimestri successivi (almeno fino a quando il quadro, come è stato detto, in questo 2026 partirà per la mostra romana sul Pontormo).
Ma il monitoraggio sugli ingressi in Villa dovrà proseguire anche a prescindere dalla presenza o meno di questo capolavoro: è infatti necessario capire se l’introduzione, da parte del ministero, del biglietto d’ingresso (8 euro) davvero porterà sempre meno visitatori oppure se la frana nel primo trimestre è casuale.
L’assai preoccupante primo dato dovrebbe, già da ora, spingere le autorità (compreso il Comune) verso una seria strategia di intervento: un piano fatto non solo di comunicazione ma anche di contenuti per evitare che la Villa del Poggio, forse la più bella, veda presenze numeriche sempre minori.

INGRESSI IN VILLA: E LA GRATUTA’ PER I POGGESI? – Detto questo, resta poi ancora sospesa la questione degli ingressi dei poggesi in Villa e in giardino.
Da ottobre il pagamento vale anche per loro. E inefficace si è dimostrato il tentativo del Comune di ottenere ai poggesi la gratuità.
Il sindaco, che aveva l’incarico di sostenere la mozione unitaria con questa richiesta, pare essersi fermato davanti a uno scontato primo “no” opposto dalla direzione VRMF.
Non risulta, almeno pubblicamente, che Palandri dopo questo “no” abbia imboccato la strada politica: abbia cioè posto la questione al suo collega di partito, il ministro (FdI) Giuli.
Il sospetto è che Palandri si sia subito bloccato, intimidito, davanti al “no” della dirigenza locale. La domanda è se Palandri ne ha parlato con il ministro e con quale esito. Avremo una risposta? Bastano le foto di propaganda elettorale?

INGRESSI IN VILLA: NUMERI PREOCCUPANTI – Tornando ai numeri e avendo il quadro sugli ingressi in tutto il 2025, colpisce che rispetto all’anno precedente si sia scesi di un quasi 13%: se nel 2024 furono infatti registrati 27.219 ingressi, nell’anno successivo gli ingressi sono calati a 23.773 (quasi 3.500 in meno).
Questi numeri, va precisato, non considerano gli ingressi che, in ogni settembre, risultano “drogati” per via dell’Assedio. La direzione VRMF fornisce infatti, per ogni settembre, sia i numeri gonfiati con l’Assedio sia quelli extra Assedio.
Il conteggio sugli ingressi, come evidente, può riguardare solo i secondi. E nell’anno appena concluso sono numeri preoccupanti.
A preoccupare, dopo le esaltazioni iniziali, è anche il silenzio della giunta. In particolare il silenzio dell’assai loquace (su altri temi) vicesindaca con delega alla cultura. Non ha nulla da dire su questi numeri? Come li interpreta?

INGRESSI IN VILLA: UN TESORETTO – Ma osservando la questione dal lato ministero, lo Stato sembra aver comunque incassato almeno 32 mila euro. Se il trend degli ingressi restasse quello, ciò potrebbe significare un tesoretto da 128 mila euro all’anno.
Oltre alla complicata richiesta di ingresso gratuito per i poggesi (almeno per i giardini), forse non sarebbe sbagliato, da parte del Comune, lavorare per una sorta di vincolo di destinazione, in tutto o in parte, per queste risorse: utilizzarle cioè, da parte della VRMF, per la villa e i giardini del Poggio evitando di farle disperdere nel calderone.
Potrebbe essere questa una richiesta realistica, già contenuta nella mozione consiliare, da sostenere in via politica con il ministero.
Non perché con quei pochi soldi siano possibili interventi strategici, ma almeno per dare un segnale, ai poggesi, che i denari ricavati dalla “loro” villa possono, in tutto o in parte, servire in favore di qualche “dettaglio” poggese.

UN MASCHERONE ROTTO – E a tale proposito balza subito in evidenza il Mascherone.
A fine maggio sarà infatti trascorso il primo anno dall’incidente che rovinò, sul muro esterno della Villa, questo antico emblema poggese. Un autoarticolato, che peraltro da lì non doveva neppure passare, urtò la “fontana del vino” che, da allora, è in attesa di restauro.
Da allora non se ne è più sentito parlare. Potrebbe essere questa una prima richiesta da avanzare, come Comune?

LA COLONNA FRANCESCANA – Ci sarebbe anche, extra Villa, un altro intervento: la colonna votiva in largo Mazzei dedicata a San Francesco.
In questo ottavo centenario dalla morte del santo di Assisi, nessuno sembra ricordare cosa accadde un secolo fa quando l’anniversario era, appunto, il settimo.
Fu infatti nel settembre 1926 (cfr volume Angiolo Buti: “fatti e vicende storiche”) che la “colonna francescana” in pietra serena venne eretta al posto di una più antica croce.
Per proteggerla dalla guerra, fu spostata altrove. Su iniziativa della proloco del tempo, decenni dopo, fu ricollocata nell’attuale largo Mazzei. E oggi rischia grosso. E’ in uno stato di evidente degrado. Dimenticata.

L’EPIGRAFE DI SOFFICI – Sovrastata da una croce, la colonna ha anche una caratteristica: contiene, incisa sulla pietra e oggi quasi illeggibile, una epigrafe ideata da Ardengo Soffici.
Questo il testo: “Nel VII centenario francescano / restituita l’Italia all’adorazione delle cose sante / il popolo di Poggio a Caiano questo segno della sua fede rialzò il 16 settembre 1926”.
C’è da immaginare che anche quella colonna sia tutelata dalla Sovrintendenza. Sarebbe dunque possibile, in questo ottavo centenario francescano, premere sulla Soprintendenza per farla restaurare magari con i denari ricavati proprio dalla Villa medicea?
E se questo non fosse possibile, potrebbe il Comune stesso trovare il modo per effettuare quel restauro?
Si tratta comunque di un segno di identità poggese. Ad esso è legato sia il ricordo di Ardengo Soffici sia la memoria del santo di Assisi. Sarebbe un bel segnale se questo 2026 potesse vedere comunque restaurata una colonna il cui degrado attuale fa presagire, senza interventi, una ben triste fine.
POGGIO (A CAIANO) E BUCA di Mauro Banchini n. 138 del 19 gennaio 2026
