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Home»Comune»IL SILENZIO DOPO LA CONDANNA, IL PASTICCIO PM, IL CARO MENSA: GLI ARROSTI DEL “CAMBIARE DAVVERO”
Comune

IL SILENZIO DOPO LA CONDANNA, IL PASTICCIO PM, IL CARO MENSA: GLI ARROSTI DEL “CAMBIARE DAVVERO”

Mauro BanchiniBy Mauro Banchini23 Luglio 2024Updated:23 Luglio 2024Nessun commento8 Mins Read
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Una giunta, quella del Poggio, che non fa annoiare. Ogni giorno ne combinano sempre una nuova. Stanno facendo di tutto per #cambiaredavvero. Ma, purtroppo, In peggio. Qui si parla di una condanna (in primo grado) a 7 anni per violenza sessuale su minorenne, dei casini sulla sede PM e degli aumenti sulla mensa scolastica. Corredo di foto estive dell’appennino tosco emiliano.

BORCHI CONDANNATO: TUTTO TACE – La condanna (7 anni di reclusione: violenza sessuale su minorenne) del supporter politico di Palandri (Gabriele Borchi: vicario provinciale di Forza Italia, forte sostenitore del sindaco poggese che, riconoscente, lo ha poi nominato nel cda di una Fondazione pratese attiva nella riabilitazione socio sanitaria: Crida) non pare aver creato problemi nella giunta poggese. Almeno in apparenza.

Il “caso Borchi” era però scoppiato prima della condanna: quando fu un consigliere comunale di maggioranza, Fabrizio Campanelli, a contestare la nomina decisa da Palandri.

Quella nomina venne contestata anche dall’opposizione, ma per altro motivo: nello scegliere il suo amico Borchi, il sindaco Palandri aveva infatti ignorato il regolamento voluto, sulle nomine, dallo stesso Palandri; regolamento che prevede passaggi preliminari, per le nomine, ignorati da Palandri.

La nomina di Borchi non è regolare: non rispetta le norme del regolamento comunale. E questo prescinde dalle vicende giudiziarie dello stesso Borchi. Ma Campanelli pose un’altra questione.

Pure difendendo la presunzione di innocenza, Campanelli criticò l’opportunità politica di procedere a quella nomina in presenza di un processo e con un’accusa così particolare.

Campanelli, come noto, venne aspramente rimbottato dal consigliere di maggioranza Alessandro Mancini che non esitò, in Consiglio, a mettere sul piatto della polemica la sua professione (carabiniere) in quella che a molti apparve come una sorta di “intimidazione”.

Settimane dopo, Campanelli ha abbandonato, per protesta e per difendere la sua dignità, il gruppo di maggioranza pure affermando di non essere passato all’opposizione.

BORCHI CONDANNATO: TUTTO CONTINUERA’ A TACERE? – Questo il pregresso. Ma la condanna di Borchi, su cui nessuno osa parlare, adesso pone un evidente problema politico a sindaco, giunta e maggioranza poggese.

Se è infatti vero che esistono altri gradi di giudizio nei quali Borchi, che si proclama innocente, potrà farsi valere, è pur vero che una prima condanna c’è. Ed è vero che trattasi di condanna pesante su questione grave.

Borchi è stato condannato, in primo grado, per violenza sessuale su una ragazza che all’epoca dei fatti era minorenne.

Cosa è accaduto dal 5 giugno, giorno della condanna, ad oggi? Pubblicamente nulla. Tutto è avvolto dal silenzio. Borchi continua a risultare (cfr sito web di Crida), membro cda di tale Fondazione per il Comune di Poggio. Nessuno, nel Comune, ha fatto cenno alla vicenda. Almeno in pubblico. Tutti zitti.

Nè è chiaro cosa accadrà: Borchi continuerà a rappresentare il Comune in quella Fondazione? La presidente di Crida, che conosce la dura condanna di Borchi, avrà da eccepire?

Borchi stesso farà un passo indietro o di sua volontà o perché “spinto” da altri, magari dallo stesso Palandri?

Palandri potrà continuare a starsene zitto davanti a una vicenda che altrove avrebbe sollevato chissà quale polverone politico? I due partiti che, con Forza Italia, sostengono Palandri (Fratelli d’Italia e Lega Salvini) staranno pure loro zitti? Forza Italia pratese continuerà a tenersi Borchi?

Cosa avrebbero fatto i partiti di destra (quelli di .. Bibiano) se il condannato fosse stato un loro avversario politico invece che un loro amico?

Pure Fabrizio Campanelli chiuderà un occhio? Qualche organo di informazione (a parte questo blog che non è testata registrata) si accorgerà del caso oppure tutto continuerà a essere coperto da un silenzio molto poggese con i soliti “pissi passi bau bau” alle spalle?

Tutto può essere. Inoltre – va ridetto – la condanna è di primo grado e per Borchi, come per chiunque, vale sempre la presunzione di innocenza.

Ma è anche vero che la Politica, con la “P” maiuscola, dovrebbe avere, in certi casi, anticorpi di opportunità e di prudenza, di sensibilità e di stile, che potrebbero sconsigliare l’ipocrisia del silenzio. Vedremo.

SEDE PM: DA UN PASTICCIO ALL’ALTRO – Pole un sindaco mentire, o raccontare mezze verità, in Consiglio Comunale? Evidentemente si, visto quanto accaduto, al Poggio, nella seduta consiliare dello scorso 15 luglio.

Fu lì che Palandri, sollecitato dall’opposizione sulla sempre più contorta vicenda sede PM, se la cavò sostenendo che ancora la sede non era pronta perché (sic) “manca la corrente”.

In quella nuova grande sede (perfino troppo grande per le esigenze della PM), i vigili avrebbero dovuto andarci lo scorso 6 luglio. Così era stato detto nella comunicazione istituzionale.

Ma già questa scadenza era stata preceduta, nei mesi precedenti, da altre scadenze tutte regolarmente bucate rispetto a una vicenda che non è certo un capolavoro di trasparenza e su cui, oltretutto, pende un ricorso al TAR.

Il 6 luglio non accadde nulla. E il 15 luglio l’opposizione chiese spiegazioni al sindaco che rispose in modo buffo (“la sede non è ancora pronta perché … manca la corrente”).

SEDE PM: PASTICCIO CONTINUO – Ma nei giorni successivi un’altra verità è venuta a galla: è saltato fuori che nello schema di contratto di affitto già approvato e diffuso nelle settimane precedenti mancava il frazionamento.

Mancava, cioè, la esatta individuazione (nel grande immobile di via Soffici/Italia 61) della parte affittata al Comune come sede PM e della parte restante ai due privati proprietari (i signori Vannini e Giurranna). Una mancanza clamorosa.

Difficile capire come, in assenza di frazionamento e planimetria, abbiano fatto nei mesi precedenti ad approvare atti e a condurre trattative. Sarà necessaria chiarezza. Sono in ballo soldi pubblici. Di tutti noi.

Ecco che il 18 luglio, in fretta e furia, la Giunta è costretta a prendere una nuova delibera: per fare il frazionamento, modificare lo schema di contratto finalmente inserire una planimetria fino ad allora non pubblicata.

Ed ecco che finalmente lunedì 22 luglio la PM è potuta entrare nello spazio (molto grande) dove prima stava la Cassa Risparmio di Prato. Qui il comunicato.

Chissà se la questione è chiusa così, oppure se arriveranno altre “sorprese”.

La mancanza di “corrente” così sbandierata dal sindaco, dunque, o era una bugia intera oppure una bugia mezza, dipendendo da una imbarazzante superficialità (una fra le tante) commessa dall’amministrazione: il, perfino incredibile, mancato frazionamento dell’immobile.

Anche questa vicenda meriterà chissà quante “riprese”. Fra l’altro adesso, con i nuovi calcoli, si è drasticamente ridotta anche la rendita (scesa da quasi 14.000 euro a neppure 5.200).

La cosa certa sono i misteri che ancora avvolgono il caso. Mentre tutto, in un palazzo comunale, dovrebbe essere trasparente. Come il vetro.

SERVIZI SCOLASTICI: CARO MENSA ECCETERA – Scade il 31 luglio, per le famiglie, la possibilità di iscrivere i figli ai servizi scolastici: mensa, trasporti, pre e post scuola. 

Diversamente dal passato, dovranno iscriversi al servizio di refezione tutti gli alunni delle scuole dell’infanzia e primarie: dunque anche chi ha già usufruito del servizio lo scorso anno scolastico. L’iscrizione può essere effettuata solo on-line, con credenziali SPID o CIE.

Non mancheranno sorprese, purtroppo in negativo, per quanto riguarda le tariffe: la giunta Palandri ha infatti, da mesi, approvato nuove tariffe e saranno molte le famiglie che si renderanno conto di dover pagare cifre più alte rispetto agli anni precedenti.

Un esempio sulla mensa. Chi ha un reddito superiore a 24.001 euro all’anno e fino a 31.000 (dunque famiglie che certo non navigano nell’oro) e che fino a ora pagava 3,60 euro a pasto, con il nuovo anno scolastico pagherà 4,80 euro: dunque un euro e 20 in più ogni giorno.

Arrivando a sfiorare, nel caso di un solo figlio iscritto, una spesa di quasi 100 euro al mese rispetto ai poco più dei 70 della tariffa precedente. I più “ricchi” (da 31.000 euro di ISEE in su fino ai veri ricchi) pagheranno appena 20 centesimi in più a pasto (cioè 5 euro).

POGGIO LI MERITAVA DAVVERO? – “Domani e lunedì arriverà il momento della verità, ma una cosa è certa: Poggio a Caiano se la merita una squadra di candidati così: competenti, propositivi, profondi conoscitori del territorio, e che soprattutto si è completamente messa in gioco per l’amore di Poggio. Forza ragazzi, forza Poggio. E’ l’ora di #cambiaredavvero“.

A scrivere così, il sabato 13 maggio 2023, giorno prima delle elezioni, era Riccardo Palandri. Scriveva come candidato sindaco, a nome di tutta la sua squadra: molto partitica anche se ufficialmente “civica“.

E’ passato un anno e più di sua sindacatura. Stiamo avendo tristi prove, continue, su quanto “competenti, propositivi, profondi conoscitori del territorio, amanti della nostra Poggio” siano, nella realtà dei fatti, Riccardo Palandri sindaco e i membri della sua squadra.

In molti cominciano a vedere che “il re è nudo”. E non è neppure un problema di destra: anche perché esistono, a giro, giunte comunali di destra da togliersi il cappello. Purtroppo, qui al Poggio, il problema è di altro tipo.

In ogni caso: poche decine in più, fra i poggesi che votarono, si fecero convincere dal #cambiaredavvero palandriano. Con una comunità spaccata due volte: fra chi a votare non andò e fra chi andò ma si divise in due con uno scarto di appena una sessantina di voti.

La sensazione è che in molti (fra i non votanti e i votanti per la destra) abbiano iniziato un ripensamento.

Ovviamente la destra lo nega. E per le cose che non fanno, o per le cappellate che combinano in quantità industriale, c’è sempre qualcuno su cui scaricare la colpa: l’ex sindaco, l’opposizione, i dipendenti comunali, la Provincia, la Regione, la Soprintendenza, qualche ditta. Oppure il destino. Quello “cinico e baro“.

POGGIO (A CAIANO) E … BUCA di Mauro Banchini – 23 luglio 2024 n. 65

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