Qui si parla di una pista ciclabile, al Poggetto, che si prometteva di voler eliminare mentre ora si annuncia di voler conservare e di un doppio senso, al Poggio, che si prometteva di voler rimettere ma ora non si sa come fare. Mentre è in atto una “grande fuga” e non manca il “grande fratello”.
PISTA CICLABILE POGGETTO. LA ELIMINIAMO DAVVERO? – C’è attesa, al Poggetto, per la “eliminazione” della pista ciclabile su via Aiaccia. In campagna elettorale questo impegno solenne era stato promesso come facile e fattibile. “La pista ciclabile del Poggetto, in particolare, dovrà essere eliminata poiché la sua realizzazione ha creato numerose criticità …”. Parole, chiare, a pagina 7 del programma elettorale di “Palandri sindaco”.
Molti voti, proprio grazie a quell’impegno solenne si riversarono su Riccardo Palandri contro Francesco Puggelli. Ma a quasi otto mesi dalla fine della campagna elettorale, la pista, con tutti i suoi problemi lamentati, è però ancora lì.
Se ne è riparlato nell’ultimo Consiglio Comunale. L’assessore Mastropieri, accennando a quella pista (“che ci ha fatto perdere il doppio senso e ha sottratto spazi vitali alla viabilità”) ha però modificato il tiro rispetto alla solenne promessa. “L’intenzione – ha detto dal minuto 58:00 – è di rivedere via Aiaccia, di ricollocare in qualche modo la pista ciclabile. Nei limiti del possibile la vogliamo conservare senza però perdere il doppio senso su via Aiaccia”.
Chiunque capisce la differenza fra una pista che si voleva “ELIMINARE” e una pista che si vuole “CONSERVARE”. Vedremo. E quanto tempo occorrerà. Non per ELIMINARE ma per CONSERVARE.

IL DOPPIO SENSO DI VITTORIO EMANUELE. QUELLO SECONDO – E a proposito di viabilità, lo scorso 31 dicembre è scaduta l’ordinanza presa dal sindaco Puggelli nel febbraio 2022: quella che istituiva il senso unico di marcia per tutti gli autoveicoli su via Vittorio Emanuele II (la strada regionale 66) in direzione Firenze. E che tante proteste suscitò fra molti (non tutti) poggesi. Un atto preso, dal sindaco di allora, non per sfizio o per spregio ma nel tentativo di ridurre un inquinamento di varia natura, dimostrato dalle rilevazioni scientifiche, che colpiva in modo particolare quel tratto di strada a fortissimo traffico automobilistico.
Con una sua ordinanza adottata a fine giugno 2023, Riccardo Palandri appena diventato sindaco dispose di prorogare – appunto fino al 31 dicembre 2023 – la vecchia ordinanza del suo predecessore. Tale proroga fu decisa solo per consentire alla nuova Giunta di rifare la segnaletica stradale e le infrastrutture necessarie al mantenimento della loro promessa elettorale: “il ripristino del doppio senso di circolazione in via Vittorio Emanuele II”.
In omaggio a una chiara promessa elettorale, dunque, Palandri avrebbe voluto occupare i sei mesi (da giugno a dicembre 2023) per preparare la riapertura a doppio senso di via Vittorio Emanuele II.
Tutto giusto, avendo vinto le elezioni di maggio proprio anche grazie a una chiara promessa in tal senso. “Con tempi di attuazione IMMEDIATI via Vittorio Emanuele sarà temporaneamente ripristinata a doppio senso di circolazione …” (pagina 6 programma).
Ma entro il 31 dicembre 2023 non è successo nulla. Tutto è proseguito come prima: ancora con il senso unico. Nessuno ha comunicato alcunché.

VIA VITTORIO EMANUELE. QUELLO SECONDO. QUALCHE DOMANDA – A questo punto la situazione è singolare. E qualche domanda si impone. Siamo in presenza, o no, di un vuoto normativo? Visto che l’ordinanza dell’allora sindaco Puggelli – secondo cui quel tratto di strada andava percorso a senso unico – è, almeno in quella parte, scaduta e il nuovo sindaco – almeno fino a oggi – non ha adottato altri atti, dallo scorso 1 gennaio quel tratto di strada doveva automaticamente tornare a doppio senso? Oppure no?
E’ giuridicamente legittima la situazione attuale, cioè continuare con il senso unico? Quali le eventuali conseguenze? Perchè il sindaco Palandri, magari in attesa di capirci meglio, non ha adottato una nuova ordinanza per prorogare il senso unico e in questo modo coprirsi giuridicamente?
Oppure tutto è perfettamente in regola? Ma se Riccardo Palandri è diventato sindaco proprio anche grazie alla promessa che avrebbe rimesso IMMEDIATAMENTE il doppio senso su via Vittorio Emanuele, perchè negli scorsi sei mesi, potendolo fare, invece non lo ha fatto? Cosa aspetta a mantenere ciò che promise, come facile e immediato, agli elettori?

INFO SUL COMUNE PAGATE DAL COMUNE – Quasi 10 mila euro (per la precisione 9.760) dalla Giunta comunale di Poggio a Caiano in favore di una primaria emittente televisiva regionale per realizzare e mettere in onda, nell’anno appena iniziato, una serie di trasmissioni televisive (una al mese più i rilanci sui social) proseguendo cammini già iniziati da chi c’era prima.
Si tratta di un format da anni assai frequentato da tutti i Comuni, di tutte le colorazioni politiche, con emittenti locali. In Toscana e ovunque. Nulla di nuovo. L’obiettivo teorico (migliorare l’informazione ai cittadini) è nobile. Ma la realtà di queste trasmissioni è, a essere sinceri, molto più prosaica.
In genere si tratta di spazi (non giornalistici perché, appunto, pagati da un committente esterno: il Comune, in questo caso) definiti, in gergo, “redazionali”: pura comunicazione a forte rischio di deviazioni promo-propagandistiche. Un po’ come le pagine, appunto “redazionali“, nella carta stampata: pochissimi quelli che le leggono.
Nulla di male, né di grave, né di illegittimo. Dovrebbe ricordarlo chi, in campagna elettorale, criticava il sindaco precedente mentre adesso, con il sindaco successivo che come tutti i sindaci segue la stessa strada, ha perso la voce della protesta e applaude con la voce del consenso.
Solo che una vera informazione giornalistica – con le sue caratteristiche di contropotere pluralista e di “cane da guardia dei cittadini” – va cercata nei tg, negli approfondimenti ma non in tali format da pseudo “grande fratello”.
Oltretutto la (lodevole) informazione ai cittadini promossa da un Comune, per essere completa – visto che viene pagata con i soldi di tutti – dovrebbe riguardare non solo giunte e maggioranze, ma anche le opposizioni: in genere i “redazionali” riportano solo la voce di chi comanda. Purtroppo tale distorsione vale a destra, a sinistra e al centro.
Sempre in tema di comunicazione, il sindaco Palandri ha subito assunto un giornalista pubblicista. Lo assunse, mettendolo nel suo staff a tempo pieno e fino a tutta la durata del mandato, scegliendolo in prima persona. Un incarico, dunque, fiduciario e precario. Anche nel senso che il sindaco può revocarlo quando vuole.
L’inquadramento del giornalista, professionalmente bravo, è nell’area dei funzionari a elevata qualificazione. Non meno di 25 mila euro all’anno.

LA GRANDE FUGA – Sono ormai diversi i dipendenti del Comune di Poggio a Caiano che, dalla scorsa primavera, hanno scelto di abbandonare quel Comune. Fuggono. A gambe più o meno levate. In genere per prendere servizio presso un altro ente. L’ultima a essersi dimessa, ha lavorato per l’ultimo suo giorno nel Comune guidato da Riccardo Palandri ieri, 9 gennaio. In certi casi si è trattato di persone assai conosciute in paese, che al Comune del Poggio avevano dedicato molti anni. E la loro scelta non è passata inosservata.

LA PAGA DEL SINDACO E DELLA VICE. E DEGLI ALTRI – Da questo gennaio sono scattati, in tutti i Comuni d’Italia, gli ultimi aumenti per le indennità mensili degli amministratori. Con la finanziaria 2022 il Parlamento decise che la indennità per sindaci (e conseguentemente per gli assessori) sarebbe stata, gradualmente, parametrata al trattamento economico del presidente di Regione.
Sono i costi, naturali, della democrazia. E va sempre considerata la responsabilità che ogni pubblico amministratore – specie se ha esperienza e competenze da mettere a servizio disinteressato del bene comune – si assume ogni giorno: davanti a problemi sempre più complessi e per i quali si rischia non solo di fare pessime figure ma anche di incappare, se manca la capacità, in guai grossi.
Per i sindaci nella fascia di abitanti come il nostro (fra 5 mila e 10 mila) la percentuale riconosciuta al sindaco rispetto al presidente di Regione è il 29%. Da qui il calcolo: ogni mese il sindaco Riccardo Palandri (e tutti i sindaci in questa fascia di Comuni) prende 4.002 euro lorde ogni mese.
Esattamente la metà (2.001 ogni mese) li prende la vicesindaca Diletta Bresci mentre ciascuno degli altri tre assessori (Baroncelli, Cataldi, Mastropieri) ogni mese prende 1.800,90 euro.
L’indennità per il presidente del Consiglio Comunale è un decimo rispetto a quella del sindaco. Dunque 400 euro ogni mese: è questa la cifra per Mauro Mazzoni. Molto più basse le cifre per i gettoni di presenza alle sedute (Consigli e Commissioni) ai consiglieri: 16,27 euro a seduta.
La somma delle indennità lorde di sindaco, vice, assessori e presidente del Consiglio Comunale qui al Comune di Poggio (e in ciascuno degli altri Comuni delle stesse nostre dimensioni come abitanti) per ogni mese sfiora, da questo gennaio, i 12 mila euro.
Per l’intero mandato (da noi iniziato, con cifre diverse, nel maggio 2023 e proseguibile fino al maggio 2028) supera i 690 mila euro. Cifre, in tutta evidenza, sia lecite che per nulla simboliche.
PS)- Le cifre sono dimezzate per i lavoratori dipendenti che non abbiano chiesto l’aspettativa.

POGGIO (A CAIANO) E … BUCA – di Mauro Banchini – n. 38, 10 gennaio 2024
