IL GRILLO BLASFEMO

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Confesso. Anche io, ieri, ho condiviso su Fb un link che tirava le orecchie (eufemismo) a Beppe Grillo per una presunta blasfemia. Ho dunque condiviso l’opinione di una collega (peraltro di “Famiglia Cristiana”) sostenendo anch’io che il comico – fondatore, insieme a Casaleggio (a proposito: dolore e cordoglio per la sua, molto prematura, scomparsa odierna) del Movimento 5Stelle – si fosse reso responsabile di una “parodia stupida e indecente della comunione”. Anche io, come penso in tanti, ho pensato che Beppe Grillo dovesse essere proprio impazzito per offendere, in piena ed eterna campagna elettorale, i sentimenti di tanti fra noi, credenti in Cristo Gesù e nel valore dell’Eucarestia. Proprio grullo – mi sono detto – quel Grillo che invece di blandirci, come elettori cattolici, prende per i fondelli quello che di più sacro ciascuno di noi ha: la reale presenza di Cristo durante l’Eucarestia.

Ho appena finito di leggere un pezzo (pubblicato oggi su “Avvenire”. Si intitola “Grillo e gli antiblasfemi per sentito dire”) del mio amico Umberto Folena: giornalista che conosco di persona e stimo anche per l’ironia e l’eleganza dei suoi scritti. Ci racconta, Umberto, un film decisamente diverso: lui che vide e recensì la prima, lo scorso 4 febbraio, del nuovo spettacolo grillesco (Grillo vs Grillo) bacchetta tutti noi che ieri abbiamo gridato contro il “Grillo blasfemo” sostenendo che di blasfemia, in quello spettacolo, non c’è proprio traccia.

Nel contesto di uno spettacolo ironico, il comico – scrive Folena – si limita a prendere in giro sé stesso, i grillini e il leaderismo di un comico (lui) “divenuto suo malgrado una sorta di guru, cosa che lui non vuole più essere”. Beppe “invita gli spettatori a mandarlo in quel posto là, dove lui da anni ama mandare gli altri”. Insomma: “la religione non c’entra e Grillo fa dell’autoironia” che “può piacere o meno” ma non riguarda la “blasfemia”.

Quello spettacolo io non l’ho visto e non credo lo andrò a vedere. Di Umberto Folena, che non ha certo interesse a difendere il politico Grillo, mi fido. E prendo questa piccola vicenda a emblema di quanto forti siano – nel web che ci vede tutti così potenti ma anche così fragili – i margini di errore, i rischi di confusione, di superficialità, di manipolazione.

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