C’è un pilone strano, al Poggio. Doveva stare in mezzo alla rinnovata piazza ma alla fine, dopo la variante del nuovo sindaco che nella piazza ci ha aperto una strada, si è trovato in una posizione sospetta. Rispetta, quel pilone, le regole di sicurezza? Non c’è verso di saperlo, ma in compenso è saltato fuori, dopo le domande qui poste, un cartello. Si scrive poi dell’imposta di soggiorno decisa dal Comune un anno fa. Com’è andata? E come va il turismo nel paese piccolo di terra ma grande di storia? Si scrive anche di aeroporto, con la destra locale unita alla sinistra nel “no” alla nuova pista di Peretola. E si attende il Consiglio di Stato sul doppio senso in via Vittorio. Continua la fuga e impazza la foga. (mb)

PILONE CON CARTELLO – Impossibile sapere se quel pilone – quello che adesso, dopo la variante al progetto iniziale sulla piazza XX settembre, si trova a pochi cm dalla strada aperta al traffico automobilistico ordinario – viola o no il codice stradale.
Chi scrive aveva cercato di saperlo dal Comune. Sia come privato che come giornalista. Ma non c’è stato verso di avere (a varie PEC) una risposta di merito.
Non ha risposto, nel merito, la dirigente PM che ha scaricato sull’addetto stampa. Non ha risposto, nel merito, l’addetto stampa che, da giornalista, non poteva certo sostituirsi a chi ha davvero le responsabilità.
Non ha risposto il sindaco. E’ però arrivata una novità. Forse diretta e imbarazzata conseguenza a tali, inevase, richieste. Formulate, da mesi, da un giornalista a cui mai si risponde.

CARTELLO CON PILONE – Da qualche settimana è infatti stato collocato, alla base del pilone, un cartello stradale: in base al Codice, quel cartello obbliga i conducenti a passare sulla sinistra (sulla destra … sarebbe impossibile) rispetto a ciò che (segnalato con bande bianche e nere) è un “ostacolo fisso”.
Un “ostacolo fisso” (e pesante) lì in effetti, dopo la variante Palandri, c’è: proprio quel pilone. Il pericolo che qualcuno vi sbatta – e che prima sbatta sul cartello – è evidente.
Non è chiaro se quel cartello (che evidenzia un ostacolo: permanente non temporaneo) serva a qualcosa. Tifiamo perché nulla accada, ma in caso di incidente basterà quella foglia-di-fico a togliere ogni responsabilità a chi le ha?
A non essere chiaro è perché chi ha voluto quella variante non ha considerato che quel pilone, aperta la piazza al traffico ordinario, si sarebbe trovato in una posizione come minimo dubbia. Sarebbe stato un perenne “ostacolo fisso alla sicurezza”.
Ma è chiaro che il cartello è stato collocato solo dopo la segnalazione di chi scrive. Chi scrive ne è grato: vuol dire che questi suoi scritti sono letti e servono. Ma salta fuori una domanda: se di quel cartello non c’era bisogno perché metterlo?
E se ce n’era bisogno, se l’ostacolo c’era, perché non metterlo subito? Perché aspettare la (giusta) segnalazione di un giornalista?
Ma, soprattutto: l’ostacolo fisso (cioè quel pilone) segnalato da quel cartello, rispetta o no il codice della strada?
E a che serve quel cartello se il pilone è in regola? Basta quel cartello per sanare la eventuale irregolarità della posizione in cui quel pilone, per colpa della variante, si è venuto a trovare?
E’ davvero così minimale come sembrerebbe la vicenda di questo pilone che fa da ostacolo fisso alla sicurezza?

PIAZZA XX SETTEMBRE: IL COSTO – La piazza XX settembre, così voluta dalla giunta Palandri, è venuta a costare la stessa cifra del progetto originario: 1.224.153,58 euro.
Lo si comprende da un atto (qui) che approva lo stato di avanzamento finale. Una determina che riassume il lungo e controverso iter di una vicenda che tanto ha fatto discutere.
Secondo il progetto originario (Puggelli) la piazza avrebbe dovuto essere terminata entro il Natale 2023 e avrebbe dovuto avere caratteristiche molto diverse rispetto a quella variata dal sindaco Palandri.
La modifica, voluta nonostante la contrarietà della Soprintendenza, non è stata da poco: adesso la piazza ha, anche nelle dimensioni, una funzione molto diversa.
La piazza, ad esempio, è stata riaperta al traffico automobilistico ordinario. Quando il ponte al Molino sarà stato riaperto a doppio senso, da qui passerà tutto il traffico per Prato. Ma secondo il progetto iniziale quello avrebbe dovuto essere un grande spazio libero. Non certo a servizio del traffico ordinario.

PIAZZA XX SETTEMBRE: IL COSTO – Tornando alle cifre emerge, ad esempio, che la variante in sé doveva costare (al netto IVA) 106 mila euro in meno. Ma alla fine è costata (IVA compresa) la stessa cifra inizialmente prevista.
Da notare che durante il lungo iter è stato sostituito il RUP (delicatissima funzione di Responsabile Unico del Progetto) con il suo gruppo di lavoro.
E da notare anche che l’impresa aggiudicataria (quella che aveva firmato un accordo con il Comune per terminare i lavori entro il 2023) non ha eccepito nulla, contro il Comune che ha imposto quel ritardo, per il ritardo di ben due anni con cui i lavori si sono in effetti conclusi.

ANCHE POGGIO CONTRO PERETOLA – Anche il Comune di Poggio è contro l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola. Anche Poggio farà, con tutti gli altri Comuni della piana fiorentina e con Carmignano, ricorso al TAR.
Lo ha deciso la Giunta lo scorso 26 novembre con una delibera (qui) che ribadisce il secco “no” già decretato tre anni fa, con voto quasi unanime, dal Consiglio Comunale di allora.
Da notare che se nel 2022 la maggioranza al Poggio era di centrosinistra con il sindaco Francesco Puggelli, oggi il colore politico è cambiato: il “rosa” di allora – con la destra oggi guidata da Riccardo Palandri – è diventato “grigio”.
Ma la giunta attuale, eletta per “cambiare davvero”, su una scelta così fondamentale ha deciso di non cambiare e ha sposato una interessante linea di continuità politica.
“Ci definiamo perplessi e contrari davanti alla nuova versione del masterplan presentata da Enac”, ha giurato Riccardo Palandri.

TURISMO: UN’IMPOSTA DA 30 MILA? – Quanti soldi sono entrati, in questo 2025, nelle casse comunali dalla nuova imposta di soggiorno introdotta un anno fa?
Fu il Consiglio Comunale a istituire ex novo questa imposta, a varare il regolamento e ad approvare la tariffa 2025.
L’assessore competente rese noti alcuni dati (riferiti all’anno 2022. Quelli del 2023 – disse a fine 2024 – “non li ho“) sul turismo al Poggio. Nel 2022 c’erano, in tutta Poggio, 90 camere per 176 posti letto di cui 114 nell’unico albergo.
Per tutte le strutture ricettive poggesi (l’albergo più le altre otto) venne stabilito un euro per ogni pernottamento in bassa stagione (da gennaio a marzo) e un euro e mezzo in alta.
Denari, pagati dagli ospiti in aggiunta al costo della struttura e riservati al Comune, che i gestori delle strutture devono ri-versare al Comune. Come accade in tanti Comuni.

TURISMO: IMPOSTA – Nel dibattito venne più volte fatta, anche dall’assessore, una previsione di incassi per il 2025. Ci si attendeva sui 30.000 euro.
In Comune oggi certo conoscono i denari incassati, su questa imposta, nei primi 9 mesi del 2025. Entro il prossimo gennaio conosceranno la cifra incassata nell’anno intero.
Per il momento la giunta (qui) ha approvato le tariffe 2026. Confermate quelle precedenti. E nella prossima seduta del Consiglio Comunale (15 dicembre) sono annunciate modifiche al regolamento approvato un anno fa.
La previsione dei proventi è calata a 22.000 euro. E tale è confermata anche per i due anni successivi (2027 e 2028). Non si parla più di 30 mila euro. Previsione calata di oltre il 25%.

TURISMO: QUALCHE DATO – Tornando ai dati, ci aiuta una pubblicazione edita nel 2023 dal Comune di Prato sul turismo nella provincia.
L’ultimo anno qui censito (il 2022) riporta, anche per il Poggio, i dati su arrivi e presenze (gli arrivi, come noto, indicano il numero di turisti che arrivano e soggiornano almeno una notte mentre le presenze rappresentano il numero totale di notti trascorse in una struttura ricettiva).
Nel 2022 (il primo pieno dopo i crolli del Covid) la movimentazione turistica poggese risultò in aumento. Vennero certificati 8.648 arrivi e 18.233 presenze con una permanenza media, dunque, di due giorni.
Sempre nel 2022 aumentarono – sull’anno precedente, anno di Covid – sia i turisti italiani (più 88% di arrivi) che gli stranieri (più 86%). Agosto, settembre e ottobre furono i mesi più gettonati. Gennaio e novembre quelli più scarsi. In primis, fra gli stranieri, polacchi e francesi. Fra i connazionali lombardi e laziali.

TURISMO: UNA RIFLESSIONE – Cosa è successo, nel turismo paesano, nei tre anni successivi? Sarebbe utile se, a gennaio, il Comune rendesse pubblici i dati (arrivi e presenze), anno per anno, dal 2023 al 2025 compreso.
Sarebbe utile anche una iniziativa pubblica – d’intesa con operatori e categorie – per fare il punto, illustrare proposte, giocare qualche carta.
Ma questi dati si trovano facilmente nel sito online di Regione Toscana (banca dati del turismo).
Nel 2023 – finito il Covid – si verificò un buon incremento sia di arrivi (11.724) che di presenze (24.144). Ma il trend con l’anno successivo è in leggero calo sia come arrivi (11.420) che come presenze (23.299). Vedremo com’è andata nel 2025: il primo anno con la nuova imposta.
La cosa certa è che c’è ancora un ampio margine di lavoro per far diventare davvero Poggio un Comune turistico, nel senso di turisti – sia italiani che stranieri – non solo arrivati per una toccata e fuga, ma anche disponibili a pernottare (e per più notti) in albergo e in altre strutture.
Qualche potenzialità, ancora tutta da esplorare, ci sarebbe. Ma sarebbe utile capire, iniziando da una amministrazione comunale ormai verso la fine corsa, se esiste una visione in tal senso, se esistono progettualità concrete, se esistono sinergie adeguate.

LA FUGA DAL COMUNE – Un altro funzionario ad alta qualificazione se n’è andato, si è dimesso.
Era arrivato da poco (la delibera di sua nomina risale appena al marzo 2024). Ma dallo scorso 3 novembre è andato via.
Era ol responsabile della “transizione alla modalità operativa digitale”, ruolo oggi strategico per ogni amministrazione. Il suo posto, in attesa di un nuovo arrivo, è stato assegnato (qui l’atto) ad interim.

LA FOGA SUL DOPPIO SENSO – Che fine ha fatto quel ricorso? Si intende quello (con una prima spesa per avvocato già superiore ad 8 mila euro) presentato, con grande foga, dal Comune di Poggio al Consiglio di Stato.
Un ricorso contro la decisione del TAR Toscana che, sul doppio senso di circolazione fatto tornare dalla giunta Palandri lungo via Vittorio Emanuele, aveva dato torto al Comune. Per il TAR ha ragione quel Comitato di cittadini che chiedono il ritorno al senso unico.
L’udienza in Consiglio di Stato era prevista lo scorso 27 novembre. Il ricorso risulta discusso. Ma ancora non sono state fornite, almeno in modo pubblico, notizie sull’esito. Presto arriveranno.
POGGIO (A CAIANO) E BUCA di Mauro Banchini n. 130 del 10 dicembre 2025