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Home»Comune»FRA MISS E “BENEMERITI”, TRAFFICO E DEPLIANT, LITI INTERNE E “COLLINE” IN CALO: A POGGIO CREPE IN VISTA.
Comune

FRA MISS E “BENEMERITI”, TRAFFICO E DEPLIANT, LITI INTERNE E “COLLINE” IN CALO: A POGGIO CREPE IN VISTA.

Mauro BanchiniBy Mauro Banchini16 Giugno 2024Updated:16 Giugno 2024Nessun commento13 Mins Read
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Dopo un anno di destra cominciano a vedersi crepe, a confermarsi delusioni, a manifestarsi proteste per uno stile di governo imbarazzante e per risultati deboli. Ricorso al TAR sulla viabilità. Abbandono di Campanelli. Probabili dimissioni di Baroncelli per fare entrare una meloniana. Ritardi sulla Visitazione. Degrado in piazza XX settembre. Mistero sulla sede PM. Nulla sul cimitero. Nulla sulla pista ciclabile al Poggetto. Nulla per le attività produttive. Manutenzione scadente. Basso profilo sul Festival Colline. Errori e dimenticanze sul depliant turistico. Arretratezze culturali (Miss Italia). E perfino una “benemerenza”. Non sarà con intimidazioni e minacce che la giunta Palandri potrà vincere questo suo stallo. Nè con il timore che i cittadini sappiano le cose. Ma solo provando, finalmente, a governare.

DEPLIANT 1: IL DEPLIANT MAGNIFICATO – Diffuso da un orgoglioso assessore al turismo Piero Baroncelli in 5 mila copie, il pieghevole cartaceo turistico bilingue (“Poggio a Caiano. Dai Medici al Novecento“) è stato magnificato, con ingenua esultanza, come fosse una cosa mai fatta fino ad ora. Anche nell’epoca del turismo on-line, un foglio come questo male non fa. Ma è evidente che per una promozione davvero all’altezza dei tempi, ben altro – di assai più professionale – deve essere fatto. Aspettiamo con fiducia.

DEPLIANT 2: LA BEATA DIMENTICATA – In questa iniziativa che avrebbe dovuto essere diffusa per lo scorso Natale, colpiscono due aspetti. Chi l’ha curata (a proposito: chi?) si è del tutto scordato la poggese beata Margherita Caiani e ha minimizzato l’altra eccellenza poggese: Filippo Mazzei. Nel depliant non si fa cenno né alla fondatrice delle “Minime“, né alla Casa Madre, nè al (piccolo ma affascinante) museo sulla nostra beata. Una dimenticanza che colpisce. E il poggese Filippo Mazzei (altro personaggio su cui puntare alla grande) è citato solo per inciso. Due gaffe, due sottovalutazioni che è difficile non notare.

DEPLIANT 3 – LE INFO SBAGLIATE – Ma c’è altro. Il QR-code (“Dove dormire e mangiare”) inserito nel depliant cartaceo riporta alcune info utili per i turisti: ristoranti e pizzerie, albergo e affittacamere. Purtroppo alcuni dati sono vecchi, non più validi. E’ stata addirittura lasciata in evidenza la vecchia data (3 settembre 2020) da cui si presume siano state prese quelle info. Ma nessuno ha pensato ad aggiornarle. Per esempio: si riporta una pizzeria al Poggetto e una pizzeria al taglio al Poggio che … non esistono più da tempo. Una figuraccia che andrebbe subito rimediata.

DEPLIANT 4: CORREZIONI URGONO – Davvero strano per una iniziativa (costo impegnato 3 mila euro) che doveva essere già pronta per Natale e che venne rinviata forse in attesa dell’arrivo della “Visitazione” del Pontormo (a proposito: quando arriva?). Il tempo per curare i dettagli (compreso il QR-code) dunque c’era. Ora non resta che sperare almeno in una immediata correzione delle informazioni inserite con QR-code. Basta poco. E speriamo che nella prossima edizione (le altre 5 mila copie) il depliant sia rivisto. Almeno per dare il giusto spazio alla poggesità della francescana suor Margherita e del framassone ser Filippo.

IL BENEMERITO 1: LA STELLA DI STEFANO – Il Comune darà una “benemerenza civica” a un cittadino “per la sua laboriosità e buona condotta morale, nonché per l’applicazione dei suoi progetti in favore del prossimo”. Lo propone, con una delibera, la giunta Palandri. Trattasi di un ex consigliere comunale di centro sinistra, in anni lontani socialista e poi passato con Di Pietro. Di lui si parlò, una quindicina di anni fa nel centro sinistra di allora come possibile assessore allo sport. A inizio 2023 il suo nome circolò come possibile capo della lista di destra che si stava formando contro Puggelli. Ma alla fine a Stefano Grossi, questo il nome del “benemerito”, fu preferito Palandri.

IL BENEMERITO 2: L’ASSENZA DI DILETTA – Adesso Palandri riconosce a Grossi una “civica benemerenza” accogliendo una richiesta avanzata da “alcuni cittadini” (non viene detto né quanti sono né chi sono). La giunta ha deliberato. Ora dovrà decidere il Consiglio. Grossi (“stella al merito del lavoro” come tanti altri, fra cui diversi poggesi), ha operato in una primaria azienda toscana specializzata in prodotti anche bellici. Da notare che la delibera è stata adottata con l’assenza della vicesindaca che però risulta presente sia alla delibera prima che a quella dopo, adottate lo stesso giorno, il 31 maggio, dalla stessa giunta. Puro caso o evidente dissenso?

PRO LOCO 1: SI PUNTA SU MISS ITALIA – Poggio ospiterà una fra le selezioni toscane di un – avvizzito – concorso per “Miss Italia”. Lo ha annunciato il sindaco nell’ultimo Consiglio. La notizia ha creato dubbi in chi ritiene che questi “concorsi di bellezza” siano datati, non in linea con una concezione aggiornata dell’universo femminile. Ma tali obiezioni non toccano la sensibilità della maggioranza. Da notare che per questo concorso il Comune ha stanziato denari. Come fanno tutte le località che, più o meno a ragione, ancora sperano che questo tipo di eventi portino ricadute positive. Come se si fosse ancora nel bianco e nero degli anni Cinquanta. Secolo scorso.

PRO LOCO 2: DONNE IN VETRINA – La selezione poggese del concorso “di bellezza” con tante ragazze (“in vetrina”) si svolgerà l’11 luglio nell’ambito di “Poggio in vetrina”, evento organizzato da Pro Loco. Sul “Poggio in vetrina” (fra giugno e luglio con cene, spettacoli, bevute e una mostra del pittore Carlo Capecchi) la Pro Loco ha chiesto al Comune un contributo di 21 mila euro su spese complessive di 26.250 euro. La giunta ha subito deliberato un contributo di 20 mila euro oltre al patrocinio e al supporto logistico). La delibera non specifica quanti di questi soldi andranno agli organizzatori del concorso “di bellezza”.

PRO LOCO 3: I GIUBBBONI DI RENZO –  La Pro Loco poggese (da tempo braccio operativo del Comune) è guidata dal capogruppo di maggioranza in Comune. Situazione certo legittima e pure con precedenti. Ma forse ci sarebbe una questione di opportunità rispetto a una singola persona che nello stesso tempo veste “giubbe” così diverse. Da notare – e questo rende la vicenda davvero nuova – che quel capogruppo ha anche ricevuto dal sindaco una specifica delega proprio per seguire “lo sviluppo di attività locali”. 

CINEMA SOTTO LE STELLE – Chi ama il cinema non può che gioire. Fra luglio e agosto si svolgerà, nel podere “Le buche”, una rassegna di cinema all’aperto. Lo ha deciso la giunta incaricando una associazione fiesolana e impegnando 7.500 euro. Otto serate con “film popolari per famiglie”. Ci si immaginano tante … commedie.

COLLINE 1: IN CALO DI DUE – Sta anche per iniziare la 45ma edizione del “Festival delle Colline”. Rassegna – molto apprezzata, fino a ora, da un pubblico giovanile – con concerti di qualità: “world and alternative music” è la sintesi. Anche quest’anno i concerti avrebbero dovuto essere sei (6) ma, senza spiegazioni pubbliche, sono calati a quattro: il 2 e il 3 luglio nella Villa Medicea (biglietti da 18 e da 5 euro), l’8 luglio a Prato nella Lazzerini (8 euro) e il 12 luglio alla Rocca di Carmignano (concerto gratis). Biglietti su Ticketone.

COLLINE 2: OPERAZIONE NOSTALGIA – Adatti per il pubblico giovanile tre dei quattro concerti, mentre il quarto (mercoledì 3 luglio al Poggio) è certo pensato, con una abile “operazione nostalgia”, per i più adulti: il quartetto del trombettista Nello Salza si esibirà con le musiche di Ennio Morricone. Una serata certo destinata a successo popolare. Il compenso per i gruppi nei tre concerti a pagamento è fissato in 10.800 euro. Per l’intera rassegna il Comune ha impegnato 40 mila euro.

MANCINI/CAMPANELLI 1: ROTTURA ATTESA – E’ durata neppure 400 giorni l’esperienza di Fabrizio Campanelli nel gruppo “Palandri sindaco per Poggio”. Il consigliere del Poggetto che fu prezioso proprio per far vincere Palandri (prezioso anche per la sua storia personale: stimato professionista con lontani trascorsi consiliari nella sinistra) ha sbattuto la porta. E’ uscito dal gruppo. Non lascia il Consiglio. Non lascia la maggioranza. Non può formare un nuovo gruppo (il regolamento lo impedisce). Resta in Consiglio. Non passa all’opposizione. Continua a sostenere il sindaco. Ma il suo è un gesto dirompente. Specie per i motivi (“E’ una cosa che sono costretto a fare e la faccio”) da lui stesso denunciati.

MANCINI/CAMPANELLI 2: ATTACCO VIOLENTO –  Accadde, il 23 aprile scorso, che Mancini (eletto con il partito di Toti) attaccò il collega di gruppo Campanelli, reo di aver criticato – in una seduta precedente (20 marzo) – una nomina fatta dal sindaco: quella di un politico pratese (Gabriele Borchi, leader di Forza Italia) per rappresentare il Comune di Poggio nel cda di Fondazione CRIDA. Campanelli fu attento nel limitarsi a criticare, in questa nomina, solo l’opportunità visto che il nominato risulta sotto processo e che, per lui, è stata chiesta una condanna a 6 anni e mezzo. Non entrò, Campanelli, nel merito del processo. Pose solo una questione di opportunità e di mancato rispetto delle regole fissate, dalla stessa maggioranza, per le nomine.

MANCINI/CAMPANELLI 3: PROCESSO IN CORSO – Il 23 aprile la questione tornò in Consiglio. Fu Mancini a riproporla con una durezza che colpì (quasi) tutti. Mancini attaccò il suo collega di maggioranza Campanelli sostenendo che Campanelli avrebbe leso la dignità di Borchi, innocente – nel processo che lo riguarda – fino a condanna definitiva. Leggendo un testo già scritto, dunque bene calibrato anche nelle virgole, Mancini dichiarò di prendere le distanze da Campanelli e mise sul piatto addirittura la sua delicata professione (carabiniere): cosa che non sfuggi. Volarono gli stracci e Campanelli, alterato, lasciò l’aula.

MANCINI/CAMPANELLI 4: UN CARABINIERE – Questo il precedente. Un precedente che ha motivato, il 7 giugno scorso, la scelta di Campanelli: lasciare un gruppo politico che aveva assistito impassibile a uno scambio assai poco amichevole, che non aveva preso posizione, che era stato zitto davanti all’aspetto più pesante (per il quale Campanelli ha parlato di “intimidazione”): l’aver ascoltato un collega della sua maggioranza tirare fuori, in un ambito politico, la sua professione di carabiniere. Vicenda dirompente, di cui finalmente si è accorta, da oggi, anche la stampa provinciale.

MANCINI/CAMPANELLI 5: UN SINDACO DEBOLE –  Non è chiaro cosa accadrà. Ma a essere chiare sono due cose: un gruppo di maggioranza che perde un “petalo” (importante come Campanelli, già messo più volte nell’angolo anche dallo stesso sindaco); e un sindaco debole che non ce la fa a gestire una contrapposizione interna (neppure difficile da risolvere) fra due consiglieri della stessa maggioranza. Ci saranno sviluppi? Vedremo.

TRAFFICO 1: LA COLPA DI SIMONE – Sulla viabilità poggese si rimane colpiti dopo l’ultima puntata del consueto scaricabarile tra Palandri e il “nemico” via via individuato. L’ultimo nemico è il presidente della Provincia, Simone Calamai, reo di aver chiesto, a Palandri, una cosa ovvia. Lo ha fatto, Calamai, con una diffida, inviata dopo l’ordinanza presa dal sindaco il 30 aprile scorso per modificare la viabilità poggese. Con quell’atto, Palandri sembrava quasi pretendere di voler imporre cosa fare a un altro ente: l’ente (la Provincia) che ha competenza sul tratto di via Roma, compreso il ponte al Molino. Scontata la reazione di Calamai: una diffida.

TRAFFICO 2: CI VOGLIONO STUDI – Già dal settembre 2023, rispondendo ad altra lettera del Comune in cui si chiedeva la riapertura a doppio senso del ponte con la modifica della viabilità dal Poggio verso Prato su via Roma, il presidente della Provincia Calamai invitava il sindaco Palandri a presentare la documentazione necessaria. Non c’era ostilità in quella posizione di Calamai, ma una normale collaborazione istituzionale fra enti. Veniva chiesto, a Palandri, di produrre una seria proposta di modifica della viabilità, nero su bianco, corredata da istruttoria tecnica e da studi sul traffico in modo da poter valutare, tecnicamente, l’impatto dei flussi viari e le condizioni di sicurezza.

TRAFFICO 3: MA GLI STUDI CI SONO? – Evidentemente nulla di tutto questo, da settembre 2023 a giugno 2024, è mai arrivato dal Poggio alla Provincia. O, almeno, nulla di tecnico è mai stato pubblicamente comunicato dal Comune. E’ arrivata solo un’ordinanza: sindacale, dunque politica. Un atto quasi impositivo nei confronti della Provincia e senza documentazione tecnica. Clamorosa, infine, la dura polemica politica, pre elettorale, fatta dalle destre contro Calamai (poi rieletto sindaco dai suoi cittadini di Montemurlo con oltre il 70% dei voti) accusato di un comportamento gravissimo: aver messo i bastoni fra le ruote a un sindaco perché di colore diverso dal suo.

TRAFFICO 4: DUE DOMANDE – Per valutare appieno la nuova viabilità poggese ci vorrà tempo, ma già emergono criticità (scarsità posteggi, aumento traffico e inquinamento, rischio incidenti …). Due gli aspetti in evidenza. Con altrettante domande. Domanda prima: perché togliere il senso unico su via Vittorio ma mantenerlo sulle due vie che la proseguono (via Cancellieri e via Caiani)? Domanda seconda: con gli attuali limiti di transito sui ponti (7,5 t sulla Furba e 3,5 t su Asse e Molino) chi controlla se davvero quei limiti vengono rispettati?

TRAFFICO 5: LA PAROLA AL TAR – Alcuni cittadini hanno infine deciso di presentare ricorso al TAR sugli ultimi atti del Comune che modificano la viabilità. Se n’è avuta notizia mercoledì 12 giugno. Sarà dunque il TAR a dover giudicare. Lamentano, i cittadini, due ordini di fatti: “la mancanza di ascolto da parte del Comune e questioni riguardanti il merito delle scelte compiute”. Si tratta di persone che abitano o lavorano attorno alle due vie più interessate: Vittorio Emanuele e Pratese.

TRAFFICO 6: LA REPLICA DI PALANDRI – Il sindaco ha subito respinto ogni addebito. Ha accusato i cittadini (in effetti accusa singolare da parte di un sindaco) di essere in pochi (ad aver firmato l’esposto sono stati in 6 ma dietro di loro ci sono centinaia di persone che avevano firmato una petizione molto critica sulla nuova viabilità). Ha aggiunto che il Comune dovrà spendere, per difendersi, soldi pubblici (facile la controreplica dei cittadini: se il TAR ci darà torto le spese saranno a nostro carico; saranno a carico del Comune se il TAR darà torto al Comune, ma allora il Comune potrà rivalersi sul sindaco, firmatario di un atto giudicato irregolare). E ha fatto presente, Palandri, che incontri fra lui e qualche cittadino c’erano stati (aspetto, anche questo, contestato dai cittadini secondo cui le loro critiche non sono mai state considerate).

TRAFFICO 7: TENTATIVO DI INTIMIDAZIONE? – Durissima la controreplica dei firmatari. “Difficile – scrivono – trovare reazioni così scorrette da parte di un sindaco … Trapela una sorta di tentativo intimidatorio … Dal sindaco ci attendiamo non polemiche né minacce più o meno velate ma lo stesso atteggiamento nostro: piena fiducia nella magistratura … Agli incontri eravamo in pochi perché ci era stato detto di non partecipare in più di 4 e questo, insieme alla presenza della Polizia Municipale la dice lunga sul timore del sindaco di confrontarsi con i cittadini …”). Singolare ciò che è emerso su alcuni incontri fra sindaco e cittadini: dal Comune si sarebbe preteso che la partecipazione dei cittadini a questi incontri fosse limitata a sole quattro persone. Sintomo, per i cittadini, di “timore” da parte del sindaco.

POGGIO (A CAIANO) E … BUCA di Mauro Banchini – 16 giugno 2024 n. 58

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