Qui si informa su dove vengono posizionate le 59 campane per raccolta vetro e sul motivo di una benemerenza che sta per essere assegnata a un cittadino poggese. Ma si ricorda anche una promessa (elettorale) per lanciare Poggio nel mondo. Si scrive su due mostre e su un tendone … a scadenza.

TANTE CAMPANE NELLE VIE DEL POGGIO – 59 campane sono in corso di posizionamento nelle vie del Poggio. Non hanno il suono armonico che si può ascoltare dai campanili. Più prosaicamente sono destinate a raccogliere il vetro.
La notizia sta nell’Albo pretorio in una ordinanza della neo comandante PM e segue una richiesta presentata al Comune da ALIA spa con il conseguente parere favorevole della giunta Palandri. L’elenco delle vie interessate – qui visibile – si trova come allegato di tale ordinanza.
Notizie del genere sono certo destinate, specie se è mancata una preliminare azione di coinvolgimento dei cittadini, a creare curiosità e talvolta perplessità. Anche perché non mancano timori che alla fine, con il tempo, quelle campane, specie se non adeguatamente pulite, finiscano per diventare brutto ricettacolo per altri rifiuti. Vedremo.

LE 40 AMBASCIATE DI PALANDRI – La valorizzazione culturale di Poggio al di là dei confini locali fu promessa, in campagna elettorale, dal candidato sindaco Riccardo Palandri e subito recepita dal sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli. Secondo loro le iniziative culturali poggesi sarebbero con facilità state diffuse nel mondo attraverso il coinvolgimento di ben “40 ambasciate”.
E sul candidato sindaco Palandri – che subito la lanciò nei suoi colloqui con gli elettori – piovvero, anche grazie all’indubbio fascino di tale promessa e alla autorevolezza del sottosegretario, tanti voti.
Dopo, però, non se n’è più saputo nulla. E non manca chi sospetta si trattasse solo di una facile promessa elettorale.
Sarebbe bello sapere che alla Farnesina qualcosa si è mosso (magari con riferimento alla “Visitazione” del Pontormo) e che presto ne vedremo i risultati. E sarebbe utile sapere come si è mosso, con la Farnesina, in questo suo primo anno e mezzo di sindacatura il sindaco Palandri. Ha fatto qualcosa? Non ha fatto nulla?
Chi scrive fa il tifo perché la cosa, prima o poi, vada in porto.

SOFFICI E IL FUTURISMO – Il grande sforzo del ministero Cultura a trazione destra (prima con Sangiuliano, ora con Giuli) sulla – peraltro criticata da non pochi, perfino a destra – mostra “Il tempo del futurismo” (Roma, Galleria nazionale arte moderna, aperta fino al 28 febbraio 2025), rende curiosi di sapere se e come, lì, è valorizzato Ardengo Soffici.
L’artista toscano, sepolto qui al Poggio, paese che ospita un museo a lui intitolato, con il futurismo ebbe, come noto, un rapporto del tutto particolare. Anche burrascoso. Una storia comunque rilevante nel momento in cui si racconta, in un evento così pompato, la storia di quel movimento.
Sarà interessante verificare se, nella mostra romana che chi scrive non ha ancora visto, la figura di Soffici ha ricevuto o no adeguato spazio. Oltretutto la coloritura politica, fra grande Ministero romano e piccolo Comune toscano, è la stessa: quella di una destra che mira a ribaltare la cosiddetta “egemonia culturale” della sinistra.

SOFFICI E LA DESTRA – Sangiuliano ministro, prima di incappare nei noti guai, si incontrò con il sindaco Palandri e tutto lasciava intravedere sviluppi intriganti per la valorizzazione del Poggio anche partendo dal sor Ardengo.
In effetti non sono molte, in Italia, le realtà locali capaci di vantare rapporti con artisti nel pantheon della destra italiana: Ardengo Soffici è uno di essi. A prescindere da valutazioni politiche, fu intellettuale importante e la comunità di Poggio, dove lui visse a lungo, gli è sempre stata affezionata.
Quindi non manca la curiosità di vedere come la prima grande iniziativa culturale del governo Meloni, appunto la mostra sul futurismo, ha considerato – oppure no – Ardengo Soffici e come dal Comune del Poggio e dal suo museo siano partiti, se sono partiti, verso Roma input a ciò adeguati.

LA MOSTRA STRIZZATA – Tornando a Soffici in questo sessantesimo dalla morte, il 30 novembre è stata inaugurata “Soffici e alcuni artisti del Novecento. Figura per figura”.
Una mostra, organizzata dal museo Soffici e curata da Luigi Cavallo (curatore scientifico del museo), che per l’artista Mauro Moriconi (approdato alla direzione del museo poggese dopo la stagione della non dimenticata Giulia Ballerini) sarebbe “degna di un museo a caratura nazionale”. Sarà comunque interessante visitarla.
E’ una “retrospettiva sulla figura umana” con trenta opere di Soffici (molte delle quali, in verità, già collocate nel museo poggese) e trentacinque fra dipinti e sculture di un’altra ventina di artisti del Novecento.
La mostra resterà aperta fino al 25 gennaio (una apertura forse un po’ troppo strizzata) e non tutti i giorni: solo nel fine settimana fra le 10 e le 13 di mattina e le 14:30/17:30 del pomeriggio.

UNA MOSTRA “SENZA UGUALI”? – E’ stato stampato un catalogo (300 copie con una spesa di 5 mila euro) nonché un opuscolo curato da Marco Moretti in memoria del Soffici. Ingresso gratuito, alla mostra, per i poggesi e prezzo super-popolare (appena 3 euro) per i non residenti.
Entusiasta (purtroppo non rispettoso per le tante iniziative svolte al Poggio nei decenni passati) il generoso e roboante giudizio, sulla mostra, dell’assessora Bresci (“Penso non ha uguali della storia di Poggio a Caiano”).

SOTTO IL TENDONE UNA “PALESTRA”? – “Una nuova palestra per gli sportivi”. Così, con grande entusiasmo, è stato presentato il tendone montato dietro la palestra di via Giotto e inaugurato durante una bella esibizione di giovanissime atlete di ginnastica ritmica. Presto – ha comunicato il Comune – il tendone sarà utilizzato “anche dalle scuole poggesi”.
Ma non si tratta di una “palestra” vera. E’ una struttura provvisoria: chiamata, non a caso, “tendostruttura”. Un semplice tendone.
Per la fornitura e la posa in opera il Comune ha speso 65 mila euro a cui si sono dovuti aggiungere altri 20 mila euro circa per il completamento (pavimentazione, impianto elettrico, generatore aria calda, bagno chimico, primi due mesi di fornitura gasolio).
E visto che è stato inaugurato con tanto di tante foto, di sicuro, sotto quel tendone, tutto, comprese le obbligatorie norme di sicurezza, sarà “a norma“.

UNA PALESTRA A SCADENZA – Ma nessuno, nella comunicazione ufficiale, ha però ancora fatto cenno a un non lieve dettaglio emerso in Consiglio Comunale (seduta 15 luglio 2024) quando venne deciso l’acquisto.
L’assessore competente, Piero Baroncelli, fu molto chiaro nel sostenere che non occorrevano particolari autorizzazioni all’uso del tendone perché strutture come queste “non sono stabili ma praticamente provvisorie”.
Baroncelli aggiunse che “oltre i sei mesi la struttura … non si può tenere montata” e che “nel periodo estivo si possono andare a togliere i teloni e questa struttura praticamente diventa all’aperto”.
Inaugurato a fine novembre, il tendone – stando alle parole di Baroncelli in Consiglio – potrà restare montato, perché, “provvisorio”, solo per un semestre. Dopo i teloni dovranno essere tolti. E dopo ancora? Saranno forse rimessi?

IL BENEMERITO – Nella prossima seduta del Consiglio Comunale è prevista l’attribuzione a un cittadino poggese di una “benemerenza civica“. A chiederla, scrivendo al sindaco Palandri, sono stati quattro cittadini poggesi, fra cui la figlia dell’interessato,
Lo scorso 31 maggio la giunta Palandri, con propria delibera, (qui pubblicata e dalla quale si può conoscere il nome del cittadino “benemerito“) espresse parere favorevole con la motivazione che il cittadino in questione – uno fra i “Maestri del Lavoro” che vivono qui al Poggio – si è “particolarmente contraddistinto per l’impegno profuso e per l’incessante lavoro svolto, con grande spirito di servizio a favore della comunità“.
Ma è il Consiglio Comunale che deve avere la parola ultima e la delibera, più volte rinviata, adesso è all’ordine del giorno.

IL BENEMERITO – Per questo tipo di riconoscimenti, al Poggio esiste da tempo (dal novembre 2017) un regolamento specifico. La civica benemerenza può essere conferita ai cittadini residenti al Poggio ma anche a enti, società, associazioni, organismi o istituzioni operanti sul territorio.
La particolare delicatezza di questo riconoscimento, specie se assegnato a una singola persona, avrebbe consigliato a ogni sindaco esperto e saggio, a prescindere dal colore politico, di prestarvi una forte attenzione preliminare in modo da ottenere, sul nome, l’opportuno consenso.
E anche per evitare possibili situazioni a dir poco antipatiche, anche per la persona da premiare come “benemerita“.
Il riconoscimento viene assegnato “per premiare l’attività di chi abbia particolarmente dato lustro alla comunità con opere concrete nel campo della scienza, delle lettere, delle arti, dell’industria, del lavoro, della scuola, dello sport, nella produzione di beni, nelle professioni, nel commercio, nella gestione politica e amministrativa di istituzioni pubbliche e private con iniziative di carattere sociale, assistenziale e filantropico, con particolare collaborazione alle attività e finalità della pubblica amministrazione, con atti di coraggio e di abnegazione civica“.
In passato tale riconoscimento è stato assegnato con molta oculatezza. L’ultima ad averlo ricevuto, in ordine di tempo, dalla precedente amministrazione nel 2021, è stata – ovviamente per merito sportivo – la giovane ciclista poggese Vittoria Guazzini poi, quest’anno, medaglia d’oro alle Olimpiadi parigine.
POGGIO (A CAIANO) E … BUCA – di Mauro Banchini, 10 dicembre 2024 n. 76
