FAMILY GAY E CIRINNA’: QUEL MILIONE

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Sbaglierò, certo, ma essere laico significa, per me, nutrirsi di dubbio; non avere, perfino da credente in un Creatore e in un Creato, una mente “bigotta”; mantenere, nonostante tutto, la capacità o la sola voglia di non fermarsi alle apparenze o al cosiddetto pensiero dominante.

Ripensavo a questo leggendo le cronache delle cento manifestazioni (98 per la precisione) che si sono tenute in altrettante città italiane a favore del ddl Cirinnà. Azzeccatissimo il simbolo (una sveglia) e il conseguente slogan (“Svegliatialia”) per sostenere una determinata visione sulla complicata questione delle unioni civili e del “diritto” delle coppie omosex non solo a non essere discriminate ma anche ad “avere” un figlio.

Il dubbio mio non è su chi partecipa per difendere le proprie idee, non è sui contenuti di queste piazze, né tantomeno sui contenuti della piazza, stavolta unica, che sabato prossimo sarà caratterizzata da una visione diversa (per essere onesti, qualche laicissimo dubbio ce l’ho. Sulle adozioni. Ma questo è un altro discorso).

Qui il dubbio ha solo a che fare con una questione assai più semplice: la oggettività dei numeri. Oggettività che ha una sua importanza anche mediatica – e, alla vigilia di un importante confronto parlamentare, anche politica – perchè nel contesto mediatico in cui siamo immersi, con banalizzazioni che a me continuano a destare non poco timore, ieri ha avuto una sua importanza, davanti al milione e più di persone annunciate su Roma, dichiarare che nelle cento piazze “arcobaleno” le persone presenti erano almeno in quell’ordine, non certo sotto. Una storia, con aspetti anche divertenti, già vista tante altre volte.

“Gli organizzatori” (ignoro se le “Questure” abbiano pubblicato le loro cifre e se qualcuno si sia preso la briga di sommarle) hanno dunque sparato quella cifra: un milione. E questa “stima”, lanciata da Arcigay, è stata ripresa in modo acritico dalle agenzie, rilanciata ieri sera da tutti i tg e da tutti i siti web, pubblicata stamani da tutte le testate in carta stampata. Un milione. Nessun dubbio: un milione.

Facile un piccolo conto per comprendere che, in media, per arrivare a quel dato complessivo, ciascuna piazza avrebbe dovuto contenere 10 mila persone. In qualche piazza (presumo Roma e Milano, in spazi comunque – va riconosciuto – assai contenuti) ce ne saranno stati forse anche più, ma trovo a dir poco arduo che il totale vero sia quello stimato dagli organizzatori. Dove riesco a leggere qualche cifra, non generica, di presenze in Toscana (1.500 a Firenze, 300 a Livorno, 600 a Lucca, 300 a Massa, “diverse centinaia” a Grosseto, “molti” a Pistoia …) il conto lascia intendere una realtà molto diversa.

Ovvio – lo dico per primo – che il mero conteggio numerico significhi poco (però, se davvero significa poco, perché sparare, con enfasi assai poco laica specie se ci si proclama paladini dello “sveglia-Italia”, una cifra gonfiata?), ma il mio dubbio non riguarda questo: riguarda, invece, l’accondiscendenza con cui il sistema dell’informazione ha preso per buona, senza neppure tentare l’esercizio professionale di una pur minima verifica, la “stima” sparata. Ovvio che la stessa considerazione andrebbe, specularmente, fatta sabato prossimo, in presenza di “organizzatori” che dovessero sparare una cifra gonfiata e di un sistema mediatico che dovesse prenderla per oro colato (qualcosa mi dice che sabato prossimo, anche perchè su una sola piazza sarà più semplice, l’esercizio critico si risveglierà come per incanto. Ma questo è un altro discorso. Vedremo).

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