Una mostra che merita e un bando (di Radicondoli) su Soffici da vincere. Il buon lavoro della nuova direttrice del museo Soffici. Un contributo dalla Regione. Una cinquantina di alberi da ripiantare. (mb)

LOFFREDO: UNA MOSTRA CHE MERITA – Forse non sarà una mostra da grandi numeri, probabile che a vederla saremo stati, alla fine, in pochi (ma mai dire mai).
Però è certo un’occasione interessante (e ad accesso libero: non si paga nulla) per riscoprire (o scoprire) “un artista squisitamente europeo che fin da ragazzo aveva creduto nell’arte come a un dono”. Così, nel catalogo, scrive – di Sergio Loffredo – il curatore Marco Moretti.
Inaugurata il 22 novembre nel salone dedicato a Luigi Corsetti dentro le Scuderie Medicee del Poggio, e aperta (ma solo nei fine settimana) fino al 7 gennaio, “Silvio Loffredo. Forme senza confini. Tra esperienze cosmopolite e nuove tendenze fiorentine” (questo il titolo) merita una visita.
E’ ideata e curata da Moretti su iniziativa del Museo Soffici con la direzione di Giovanna Uzzani e la curatela, per il museo, di Luigi Cavallo.

I GATTI E IL BEL SAN GIOVANNI – Sergio Loffredo, morto all’età di 92 anni nel 2013, ebbe con Poggio un rapporto particolare: fra il 1956 e il 1959 insegnò arte nella scuola media statale Filippo Mazzei. Ed ebbe dunque modo di frequentare Ardengo Soffici parlando spesso, con lui, anche della Parigi così bene conosciuta da entrambi (Loffredo era nato, nel 1920, proprio a Parigi).
Non solo pittore ma anche incisore e pure filmmaker, Loffredo fu un protagonista nel periodo artistico fiorentino iniziato negli anni Sessanta. “Sono triste – disse di lui Eugenio Giani, allora presidente del Consiglio Comunale di Firenze, il giorno della scomparsa – perché Loffredo ci mancherà anche se rimangono sempre i suoi “San Giovanni” e i suoi “gatti”, espressione di un talento unico nella cultura artistica fiorentina”.
E fra le opere esposte qui al Poggio non mancano né i mitici “gatti” né alcune rappresentazioni del “bel San Giovanni”. Per adesso il Comune, dal suo bilancio, ha investito, su questa mostra, quasi 13 mila euro.

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SOFFICI: UNA SPINTA DA RADICONDOLI – Si deve certo a Giovanna Uzzani, nuova direttrice del museo Soffici e persona assai bene introdotta nei circuiti culturali, un aggancio davvero intrigante per una (auguriamoci possibile) iniziativa su Ardengo Soffici: uno spettacolo teatrale (“Ardengo Soffici. Ritratto di un arcitaliano profondamente europeo”) diretto da Massimo Luconi.
Se l’operazione andrà in porto, lo spettacolo sarà messo in scena nelle Scuderie medicee del Poggio in ottobre 2026. Previste 12 repliche.
Nella realizzazione – si legge nella delibera adottata dalla Giunta pochi giorni fa (qui l’atto) sarà coinvolto anche il museo Soffici che collaborerà con una consulenza scientifica per le ricerche d’archivio e per valorizzare ulteriormente l’opera dell’artista toscano.
Il progetto, va detto per onestà, non è però presentato dal Comune di Poggio, ma da una associazione (“Radicondoli arte”) che ha sede nella cittadina senese dove Luconi dirige il “Radicondoli festival” giunto alla 39ma edizione.
Dimostrando di essere … svegli (dote che non ovunque, purtroppo, attecchisce), hanno capito, a Randicondoli, che il Ministero della cultura sostiene, sul fondo nazionale spettacoli dal vivo, alcuni progetti speciali.
Ciascun progetto è finanziato fino a un massimo di 85 mila euro. E la Commissione valutatrice darà priorità a “una forte identità artistica e culturale” per valorizzare “personaggi, luoghi e storie rappresentative dell’identità nazionale”.

IL BUON LAVORO DELLA NUOVA DIRETTRICE – Considerata sia la particolare figura di Ardengo Soffici (di cui è arci-nota la convinta adesione al fascismo) sia il non elevato numero di personalità culturali su cui la destra attuale può puntare (e Soffici è certo una di queste), può risultare davvero molto probabile che il progetto di Radicondoli venga finanziato dagli uomini del ministro Giuli: politico molto attento ai temi di una certa identità nazionale.
In questo caso, il Comune di Poggio ha già stabilito un piccolo cofinanziamento (5 mila euro) comunque vincolato all’ottenimento del contributo da parte del Ministero.
Anche ricordato il recente ripescaggio poggese dentro un bel convegno toscano sul pittore Armando Spadini (ripescaggio reso possibile proprio grazie alla professionalità di Giovanna Uzzani) va dato atto alla nuova direttrice del “Soffici” di aver iniziato bene il suo servizio poggese.

ALBERI: UNA SPINTA DA PRIMA – Sono una cinquantina gli alberi, dei 375 messi a dimora nel 2024, dalla giunta Palandri, sul progetto europeo “Carbon neutral”, a non aver attecchito. Sono subito seccati. Ma saranno presto sostituiti – hanno spiegato dal Comune – dopo che è stata fatta, affidata a un’azienda specializzata, un’apposita mappatura.
Nulla di anormale perché – viene assicurato dal Comune – un 10% di fallimenti in operazioni del genere è considerato un fatto fisiologico.
Ma anche questa – va riconosciuto – è una eredità che la giunta attuale si è trovata dalla giunta precedente.
Il Comune di Poggio con la giunta Puggelli, infatti, aveva partecipato a un bando di Regione Toscana. Il bando venne vinto e il Comune si aggiudicò 150 mila euro su una spesa complessiva di quasi 179 mila. Circa l’84% arrivati al Comune.
Nel 2023 venne completato il progetto: questo prevedeva di mettere a dimora, fra alberi e arbusti, circa 500 piante. Un’operazione di “forestazione urbana“, fatta da Palandri grazie al sindaco precedente, decisamente utile per migliorare la qualità dell’aria.
Poggio fu uno dei 63 Comuni toscani che riuscirono a essere finanziati.

PALAZZINA: UNA SPINTA DALLA REGIONE – Per l’efficientamento energetico della palazzina reale (immobile dove oggi ha sede il Comune), la giunta Palandri ha appena deliberato di accettare un consistente contributo (542 mila euro) stanziato da Regione Toscana.
La giunta precedente (Puggelli) aveva acquisito quell’immobile dallo Stato (con il cosiddetto federalismo demaniale). Da allora la palazzina è di proprietà comunale. E il Comune ha potuto iniziare un percorso anche per l’efficientamento energetico.
La spesa complessiva per l’operazione sfiora i 748 mila euro di cui, appunto, ben 542 mila (oltre il 60%) concessi da Regione Toscana. Per i restanti 206 mila il Comune ricorre ad un mutuo.

POGGIO (A CAIANO) E BUCA di Mauro Banchini n. 131 del 14 dicembre 2025
