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Home»Comune»CIMITERO: FRA TOPINI E MONTAGNE, STRALCI E DEGRADO, SOTTO-SOGLIA E AFFIDAMENTI DIRETTI. ATTESA PER LA “VISITAZIONE”, TIMORE PER I PONTI.
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CIMITERO: FRA TOPINI E MONTAGNE, STRALCI E DEGRADO, SOTTO-SOGLIA E AFFIDAMENTI DIRETTI. ATTESA PER LA “VISITAZIONE”, TIMORE PER I PONTI.

Mauro BanchiniBy Mauro Banchini21 Giugno 2024Updated:21 Giugno 2024Nessun commento11 Mins Read
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Qui si scrive sul cimitero (su un prestito annunciato e su lavori da affidare in modo frazionato stando sotto soglia e dunque eludendo l’obbligo di indire una gara). E si scrive anche su una tomba illustre. Poi su un’icona globale dell’arte che dovrebbe arrivare al Poggio e per la quale, in attesa di spandere, si inizia a spendere. Poi su una comunità diventata irraggiungibile per mezzi davvero pesanti e sui forti limiti di carico per tre nostri ponti. E infine sull’interesse del Comune per la grafologia. Presto grandi novità su altri due fronti .

CIMITERO UNO: OPERAZIONE VERITA’ – Sulle condizioni del cimitero del Poggio, prima o poi andrà fatta un’operazione verità. Anche per capire i motivi per i quali (al di là delle manutenzioni ordinarie più o meno effettuate) la struttura è da anni in quello stato. Storia lunga, complessa, con lavori fatti male da una ditta poi portata, anni fa, in Tribunale dal Comune stesso e condannata. Salvo poi, come capita nell’Italia dei “furbi”, non pagare ciò che avrebbe dovuto pagare.

CIMITERO DUE: LA MONTAGNA E IL TOPINO – A un anno dall’avvio, la Giunta Palandri con l’assessore ai LLPP Mastropieri, ha finalmente iniziato ad occuparsi di cimitero. Ma lo ha fatto per dar vita a un semplice “gruppo di lavoro” – un topino partorito dalla montagna – che dovrà “avviare uno studio puntuale al fine di verificare la fattibilità dell’intervento di riqualificazione del cimitero”.

Non si indicano né tempi né altro. Non si fa cenno allo studio di fattibilità predisposto dalla giunta Puggelli (circa 2 milioni di euro) nel maggio 2023. Sembra che Palandri voglia ripartire da zero. Intanto le condizioni del cimitero, anche ordinarie, continuano a essere non all’altezza.

CIMITERO TRE: UN MUTUO SOLO ANNUNCIATO – Ma ecco, ieri, arrivare una determina: un atto dirigenziale, non politico. Un atto per adesso preliminare che, in assenza di una delibera, annuncia la futura volontà per approvare un contratto di prestito con Cassa Depositi e Prestiti proprio per “riqualificare” il cimitero.

La cifra che si pensa di chiedere (358 mila euro) come “prestito” da rimborsare in 10 anni, è insufficiente per il lavoro complessivo al cimitero. Si procederà dunque, presumibilmente, a stralci. La cosa certa è che, a oggi, il contratto di prestito annunciato non cita un progetto approvato. Nè si forniscono date per l’inizio di lavori così promessi e così attesi. Vedremo.

CIMITERO QUATTRO: PERCHE’ PROCEDERE A STEP E CON AFFIDAMENTI DIRETTI? – In un articolo dello scorso 31 gennaio su Notizie di Prato, Mastropieri anticipò in modo chiaro la loro volontà di restare, per questi lavori cimiteriali, “sotto soglia“: spiegò che ciò consente di procedere con “affidamenti diretti”. In altre parole: affidare questi lavori senza il “fastidio” e senza il “rallentamento” derivante da un normale confronto competitivo fra più ditte.

Finirà così? Chi otterrà, quando inizieranno, i lavori? Una ditta sola? Più ditte? Ed è legittimo, su un progetto chiaramente unitario come la ristrutturazione complessiva del cimitero, frazionare in singoli “step” (parola usata da Mastropieri) per restare “sotto soglia” (altro concetto usato da Mastropieri) e dunque affidare i lavori senza un confronto competitivo fra più ditte e dunque (altre parole di Mastropieri) “in affidamento diretto” per “andare più veloci“?

CIMITERO CINQUE: LA TOMBA DEL SOR ARDENGO – Ha destato curiosità lo stato della tomba di Ardengo Soffici e della moglie Maria. Non è chiaro cosa sia accaduto, ma in poche settimane qualcuno ha tentato di sistemare una tomba ridotta davvero male (foto sopra) con un esito, però, non brillante (foto sotto). L’amministrazione pochi giorni fa si è affidata a una ditta specializzata: con un atto per “rinnovare” la lapide. Speriamo ciò avvenga veloce.

Nel non elevatissimo pantheon culturale della destra, il “poggese” Ardengo Soffici occupa un posto primario. Se non altro per questo, ma soprattutto per il rispetto dovuto a una persona comunque protagonista nella cultura del ‘900, la sua tomba andrebbe ben tenuta. E speriamo, almeno, che il “rinnovo” avvenga prima del 19 agosto, quando (ma per ora il Comune pare non essersene accorto. Magari questo memo può risultare utile) cadranno i 60 anni esatti dalla morte.

VISITAZIONE UNO: PRIMA O POI ARRIVERA’ – Della Visitazione al Poggio ancora non si sa nulla. Prima o poi, certo, arriverà. Ma se è vero quanto è stato detto sul suo trasferimento a Roma per il Giubileo, il capolavoro rischia di starci poco, nella “nostra” Villa.

Vedremo. E soprattutto sarà interessante, specie per Carmignano, capire in quali tempi e in quali modi saranno trovati, anche dal Comune di Poggio, i soldi per aiutare il restauro completo di San Michele: più veloce sarà il restauro e meno, la Visitazione e le altre tele, resteranno al Poggio.

VISITAZIONE DUE: 34 MILA EURO – Intanto il Comune ha iniziato la (costosa) procedura per allestire la sala della Giostra (sede del Consiglio) in modo che lì si possano ospitare – in via temporanea – le opere legate alla Visitazione: i grandi quadri spostati, con essa, dalla chiesa di San Michele. Il capolavoro andrà nella Villa Medicea. Le altre tele, come noto da mesi, in Comune.

Per allestire la sala (e anche per acquistare una teca climatizzata dove collocare l’opera principale) il Comune di Poggio ha appena assunto un atto. Per una spesa di 34.173 euro, affidandosi a una ditta specializzata, il Comune acquisterà “pareti autoportanti” per le opere “minori” oltre che un “climabox” per l’opera maggiore.

VISITAZIONE TRE: CLIMABOX E PARETI – Per quest’ultimo acquisto non si dovevano superare (cfr protocollo) i 3.500 euro. Dunque i restanti 30 mila servono per allestire la sala acquistando le “parete autoportanti”. Non è chiaro cosa ne farà, il Comune del Poggio, di quelle pareti speciali, una volta che le opere, con la Visitazione, torneranno a Carmignano.

Da notare che a carico del Comune di Poggio sarà anche il “trasporto assicurato” di tutte le opere. Al Comune spetterà anche “un sistema di allarme antintrusione” nonché garantire la “sorveglianza nei periodi di apertura al pubblico della sala”. Il Comune dovrà assicurare le opere nella sala consiliare e investire suoi denari in una (necessariamente, se fatta bene, molto costosa) campagna di “valorizzazione” (anche di comunicazione) delle opere, partendo dalla più nota.

VISITAZIONE QUATTRO: QUADRO SPARITO O SVISTA INNOCENTE? – Da notare, nella determina 74, una singolare svista: riferendosi alle opere extra Visitazione si scrive che trattasi di “cinque opere”. Ma in realtà, come da protocollo d’intesa, le opere extra Visitazione che stanno per trovare casa temporanea nella sala della Giostra sono sei (6): Madonna del Carmine e Santi (Giovanni Battista Naldini), Santi (idem) Annunciazione (Ambito fiorentino), Natività di Gesù (idem), Madonna del Rosario (Cosimo Lotti), Estasi di San Francesco (Lodovico Cardi detto Il Cigoli). O è sparito un quadro oppure, assai più probabile, è una innocente gaffe. Facile da correggere.

VIABILITA UNO’: PERICOLI PER IL PONTE SULLA FURBA – Il ponte alla Furba (quello sulla SR 66 al confine fra Poggetto e Seano) è ammalorato. Non è in sicurezza. Il transito, intensissimo, che da decenni ogni giorno lo attraversa verso Pistoia e verso Firenze deve essere limitato. Ecco dunque che il 22 aprile scorso, dopo tutta una serie di rilievi, l’ente gestore (la Provincia di Prato) ha emesso una ordinanza: dal 29 aprile vi è comunque consentito il doppio senso ma è vietato farci transitare veicoli a pieno carico superiore a 7,5 tonnellate.

VIABILITA’ DUE: LIMITI A 75 QUINTALI – I tecnici davano due possibilità: o quella che poi è stata scelta oppure consentire il passaggio di mezzi intermedi (fino a 26 t.) su un’unica corsia centrale a senso unico alternato regolato da un semaforo.

Facile intuire i motivi per cui l’altra ipotesi è stata scartata. Un semaforo avrebbe creato lunghe code. E’ stata scelta, dalla Provincia, la prima ipotesi con solo quattro deroghe (mezzi di soccorso – di trasporto pubblico – per raccolta rifiuti – di approvvigionamento beni essenziali fino a 26 t.).

Limiti molto forti, condivisi dai due Comuni con i tecnici della Provincia. Prima o poi, anche su quel ponte, dovranno essere fatti lavori di consolidamento. Questo è un obbligo che vale per i vecchi ponti, in tutta Italia, dopo la tragedia del ponte Morandi di Genova. E in attesa di quei lavori, dal 29 aprile 2024 quei limiti di transitabilità sono operativi. Gli organi competenti (iniziando dalle PM e dai Carabinieri) hanno l’obbligo di controllare e di sanzionare le violazioni.

VIABILITA’ TRE: MA CHI CONTROLLA? – Basta però poco per rendersi conto che quella ordinanza è, almeno all’apparenza, una sorta di “grida” manzoniana. Su quel ponte, nonostante i rischi, continua a passare di tutto. Sarebbe utile sapere che la situazione è monitorata in modo costante. Anche per capire se l’ordinanza è rispettata o no. E per capire, se non è rispettata, cosa fare. Oppure, se è impossibile farla rispettare, cosa fare comunque.

Perché i casi sono solo due: o quel ponte è davvero ammalorato e presenta pericoli (e allora è giusta l’ordinanza e giusto farla rispettare); oppure si può scegliere la soluzione “all’italiana” e fregarsene dei limiti (meglio, allora, toglierli) salvo poi stracciarsi le vesti (tocchiamo ferro e anche altro) in caso di problemi. Tertium non datur.

VIABILITA’ QUATTRO: LIMITI A 35 QUINTALI – Situazione, quella sui ponti, che sta suscitando non pochi problemi. Specie a qualche azienda con sede in Lombarda e con giuste esigenze di movimentare carichi anche pesanti. Con i limiti attuali è difficile, se non impossibile, operare per alcune fra quelle attività produttive. Problema da affrontare.

Del ponte sulla Furba (un piccolo corso d’acqua, ndr) già detto. Ma anche sugli altri due ponti poggesi (Molino e Asse. Sull’Ombrone) la situazione è analoga. Anzi con limiti maggiori. Sul primo – risistemato ma, vista la sua caratteristica e la sua vetustà, ancora soggetto a forti divieti – il limite è stabilito in 3,5 tonnellate. Che sono 35 quintali. Poco più di un camioncino. E anche sul secondo, appena riaperto a doppio senso e dunque soggetto a un peso doppio rispetto a quello precedente, il limite è fissato nelle stesse 3,5 tonnellate.

Anche sul ponte all’Asse chi lo gestisce (Città Metropolitana) dovrà presto effettuare lavori. E dunque anche su questo ponte qualche pericolo esiste. E anche qui, anche su questi altri due ponti, la stessa domanda: c’è qualcuno che, in modo non episodico ma sistematico, controlla se i limite di peso per i mezzi in transito sono rispettati?

VIABILITA’ CINQUE: UN CARTELLO SBAGLIATO – Da quando è stato riaperto il doppio senso su via Vittorio, un cartello – venendo dall’Indicatore – avrebbe dovuto essere sostituito. E’ il cartello, alla rotonda di via Fallaci, che – indicando un senso vietato a 800 metri, cioè al ponte all’Asse – obbliga chi vuole andare verso Poggio e verso Pistoia a girare a destra, a prendere la variante e a rientrare al Mascherone. Un cartello oggi irregolare.

Dovrebbe essere interesse del Comune di Poggio, se davvero crede alla bontà della sua ultima scelta in materia di viabilità, farlo modificare da chi ne ha competenza. Così il traffico su via Vittorio, in omaggio alla scelta rancorosa di Palandri, aumenterebbe ancora di più. Specie quando google maps avrà aggiornato le sue mappe (anche esse, per adesso, continuano a deviare per la variante).

UN COMUNE CON LA MANIA DELLA GRAFOLOGIA – Interessante l’interesse del Comune per la grafologia: la controversa, discussa e irrisolta, tecnica secondo cui studiando la scrittura di una persona si potrebbe derivarne carattere e condizioni psichiche e morali.

Questo sabato Chiara Guazzini, consigliera delegata alla biblioteca, modera la presentazione di un libro (“Foto-grafie 1978” uscito nel 2018) che attraverso la grafologia tenta di raccontare Aldo Moro, Giovanni Paolo II e Sandro Pertini.

Sarà presente, con l’assessora Cataldi, l’autrice Sara Cordella: docente di perizie grafologiche presso l’Istituto toscano di scienze grafologiche.

Chiara Guzzini ha studiato grafologia peritale presso quella scuola e come libera professionista (fonte: Linkedin) svolge “attività di consulenza e perizia grafica su base grafologica per privati e professionisti del settore legale, nonché CTU e Perito rispettivamente nei procedimenti civili e penali”. Già a marzo il Comune organizzò un incontro sulla grafologia. Anch’esso moderato da Chiara Guazzini.

POGGIO (A CAIANO) E … BUCA di Mauro Banchini – n. 59 del 21 giugno 2024 – foto in copertina da “Notizie di Prato”

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