Stavolta qui si scrive breve e solo su un argomento. Fra le novità dal Comune (alcune succose. Ma ci torneremo), una sta facendo discutere. Ovvero lo stop al “porta a porta” per la raccolta del vetro. Ovvero il ritorno delle campane. Ovvero come sono state collocate. Ovvero: il solito scarica-barile di chi non sa assumersi le sue responsabilità.

CAMPANE STONATE – Un caro amico latinista, quando vuol dire che una certa cosa è stata fatta male, usa una espressione latina (da Catullo) che gli evita la piccola volgarità di chi, per dire quello, cita un attributo di ogni cane (maschio). Usa, quel mio amico, l’eleganza catulliana del “ad mentula canis”.
Le campane per il vetro che nei giorni scorsi – su ordinanza della Polizia Municipale di Poggio n. 202 dello scorso 10 dicembre – sono state collocate (qui l’allegato con le vie) nelle strade poggesi, diciamo pure che sono state messe, senza che nessuno si offenda e magari presenti una querela temeraria per tentare di intimidire, “ad mentula canis”. Suonano stonate.
Tutti noi cittadini ce ne siamo accorti. Intere zone sono rimaste scoperte, nel senso che lì non ci sono campane e i cittadini dovranno spostarsi altrove per depositare il loro vetro. Mentre dove sono state messe, ciò è stato fatto in spazi fin lì utilizzati come posteggi (liberi) per le nostre auto.
Con il risultato di togliere preziosi stalli per la sosta delle automobili. Campane stonate.
Adesso che tutti se ne sono resi conto, non mancano ironie e proteste. Sui social, nei negozi, nelle famiglie. Né manca, in una amministrazione comunale in questo davvero super abile, il solito giochino dello scaricabarile (“Noi non ci s’entra nulla. La colpa è tutta di ALIA”).

EPPURE IL TEMPO (PER SISTEMARLE BENE) C’ERA – Da tempo, al Poggio, si sa che dal gennaio 2025 nella raccolta rifiuti molto sarebbe cambiato.
Per via della “tariffa corrispettiva” (vedremo se pagheremo più o meno). Ed è noto da quasi un anno che sarebbe cambiata anche la raccolta del vetro. Con l’abbandono del “porta a porta” e il ritorno delle campane.
In tutto questo tempo una giunta normale qualcosa avrebbe fatto. Almeno per dare indicazioni, ad ALIA, su dove posizionare al meglio tali ingombranti campane. In modo da renderle meno stonate.
Evidentemente nulla è stato fatto. ALIA ha messo le campane secondo le indicazioni catulliane e il Comune – come bene precisa la già citata ordinanza della comandante PM – senza nulla eccepire ha rilasciato l’autorizzazione il 2 dicembre 2024 protocollo 20063.
Cosa ostacolava l’amministrazione dal fornire, ad ALIA, indicazioni per una migliore collocazione delle campane? Perché, ad esempio, non sono stati utilizzati, dove si poteva, i vecchi rientri a suo tempo realizzati proprio per metterci i contenitori nettezza? Perché metterli tutti rubando spazio ai posteggi?
Adesso che il pasticcio è stato fatto la vicesindaca Diletta Bresci (responsabile della Polizia Municipale) e l’assessore Piero Baroncelli (responsabile del decoro e dell’igiene urbana) si trovano, un po’ imbarazzati, ad ammettere che non tutto è stato fatto al meglio e che, presto, saranno “valutati gli eventuali spostamenti” delle campane.
Meglio tardi che mai. La figuraccia poteva essere da loro evitata. Ma così, purtroppo, funziona in un’amministrazione poco abituata ad assumersi le proprie responsabilità preferendo scaricarle sempre, finché dura, su altri.

PERCHE’ ABBANDONARE IL PORTA A PORTA? – Ma, collocazione sbagliata delle campane a parte, è proprio l’operazione in sé a incuriosire. Perché – si chiedono davvero in tanti e di tutte le opinioni politiche – perché abbandonare, qui al Poggio, per la raccolta del vetro, il sistema del “porta a porta”?
Perché fare questo passo indietro? E perché, dovendolo fare, non spiegare i veri motivi di questo cambiamento? Perché non dimostrare, con i dati, che la situazione invece di peggiorare (come in molti temono) in realtà migliorerà?
Quello della raccolta “porta a porta” anche del vetro era un sistema facile. Da tempo, ormai, tutti ci eravamo abituati. E funzionava bene. Ciascun cittadino era responsabilizzato.
E da anni erano sparite, dalle strade, le “campane”: oggetti destinati, specie se non puliti e sanificati in modo frequente, a imbruttirsi: a diventare antigienico ricettacolo per ogni tipo di rifiuti.
La precedente giunta (centro sinistra) ha sempre dichiarato di aver combattuto una battaglia, con ALIA, per mantenere, anche per il vetro, il sistema di raccolta “porta a porta“. Riuscendoci.
Anche perché il rapporto fra un Comune (ente democratico con organi eletti dai cittadini) e questo tipo di società (aziende con logiche ormai privatistiche) non può essere improntato alla sudditanza dell’ente pubblico nei confronti di un’azienda che ha logiche talvolta confliggenti con il bene comune.
L’attuale giunta (destra centro) o non ha saputo, o non ha potuto, mostrarsi forte davanti alla abolizione del “porta a porta”, per il vetro, chiesta da ALIA.
Adesso, sempre pronta allo scaricabarile, la giunta Palandri protesta e sostiene di essere contraria alla reintroduzione delle campane. Ma sono in molti, compresi elettori di Palandri, a dubitare e a chiedersi se non fosse stato meglio, da parte del sindaco, dimostrare più coraggio.

MULTIUTILITY E LO SBAGLIO DEL SINDACO – Non manca poi, a proposito di multiutility, chi continua a ironizzare sul comportamento tenuto dal sindaco Palandri in una recente assemblea, ottobrina, dei soci di “Alia multiutility”.
Una assemblea importante dedicata al futuro di acqua, rifiuti, energia. Una assemblea che fece emergere fortissime spaccature, anche trasversali e anche interne, fra esponenti di tutte le forze politiche e istituzionali. Lo scontro fu duro. Alla fine prevalse la posizione dei Comuni più forti: Firenze, Prato, Empoli.
Dovendo votare sui documenti (con specifico riferimento alla privatizzazione dell’acqua), Palandri votò in un modo (insieme ad alcuni sindaci di centrosinistra, compreso Carmignano).
Ma subito dopo, accortosi di aver sbagliato a votare, fece presente che avrebbe voluto votare in altro modo: voleva, infatti, votare come il sindaco (destra centro pure lui) di Pistoia. Palandri ammise di essersi confuso. Cose che possono capitare anche ai migliori. Ma a Prato, e non solo, ancora se ne parla.
“In soldoni – scrisse la cronaca pratese de La Nazione lo scorso 24 ottobre raccontando la vicenda – nessun comune della provincia tranne Vernio guidato dalla sindaca Maria Lucarini, ha votato a favore del piano sostenuto da Prato. Contrari i comuni di centrosinistra Montemurlo, Cantagallo, Carmignano e Vaiano. Contrario anche Poggio a Caiano che in fase di voto ha commesso un errore, ma nell’intento avrebbe voluto sostenere la mozione presentata dal sindaco di centrodestra di Pistoia Alessandro Tomasi”.

POGGIO (A CAIANO) E BUCA di Mauro Banchini, 19 dicembre 2024 – n. 77
