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Home»Comune»APPUNTI DA UN CONSIGLIO IN UN LUGLIO CHE SI STA BENE SUI MONTI
Comune

APPUNTI DA UN CONSIGLIO IN UN LUGLIO CHE SI STA BENE SUI MONTI

Mauro BanchiniBy Mauro Banchini16 Luglio 2024Updated:16 Luglio 2024Nessun commento9 Mins Read
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Neppure una seduta annunciata come tranquilla e breve, in un caldo pomeriggio di metà luglio, riesce a evitare, se il Consiglio Comunale è quello del Poggio, incontri strani con vicende a volte singolari. Qui, sulla seduta del 15 luglio 2024 che ciascuno può rivedere in streaming, otto esempi otto. Che raccontare non fa male, anche se chi abita il potere locale preferirebbe il silenzio.

SEDE PM: MA CHE CACCHIO SUCCEDE? – Sempre più fitto il mistero sulla nuova sede PM. Interrogato da Paola Vettori (gruppo di minoranza), al sindaco non è rimasto che ammettere una cosa sconcertante. “Gli uffici della PM sono nel palazzo comunale perché la nuova sede non è ancora pronta, non si può ancora usufruire nel nuovo immobile, la fibra non è arrivata, la corrente non è allacciata” e chissà quant’altro ancora.

La nuova sede in affitto (almeno 2.800 euro al mese a due privati, proprietari dell’immobile) doveva essere pronta – come dichiarato sul sito del Comune in un comunicato poi tolto – dallo scorso 6 luglio.

Il costoso trasloco era stato annunciato in pompa magna ed effettuato nei giorni precedenti. Ma da allora … nulla.

Oltretutto continuano a non essere visibili documenti fondamentali, a partire dal contratto, per giudicare l’operazione. Operazione su cui, peraltro, è stato presentato un indiretto ricorso al TAR che rischia di costare caro al Comune.

Il mistero continua. Un’altra non brillante prova da parte della giunta Palandri. Vedremo gli sviluppi.

I SOLDI PERSI SUL MONTILONI E GLI ALTRI SINDACI – “Quei fondi PNRR li abbiamo persi. Ma ci saranno altre possibilità. I sindaci della Valbisenzio hanno già aderito ad altri bandi. Eventualmente ci uniremo a loro per avere altri fondi”.

Così il sindaco Palandri nell’ultima seduta di Consiglio Comunale. Rispondeva a un ordine del giorno del consigliere di minoranza Yohannes Tasselli – poi approvato all’unanimità – sulla necessità di trovare altri finanziamenti per lo stombamento del Rio Montiloni: un corso d’acqua che, a novembre, creò problemi di allagamento a chi abita lì vicino.

Già a febbraio Palandri aveva ammesso che il Comune non era riuscito a mantenere quei fondi, già previsti nel passato dalla giunta precedente, per mettere in sicurezza quella struttura.

Ora tutti i consiglieri hanno concordato con la minoranza che sarà necessario “nel più breve tempo possibile” trovare altri finanziamenti per “ridurre il rischio idraulico“.

A colpire, nelle parole del sindaco, una frase non chiarita circa “responsabilità manutentive” in quel rio tombato. Ma anche la tranquilla disinvoltura con cui, nella sostanza, ha ammesso di dover chiedere ad altri colleghi sindaci come hanno fatto, loro, a trovare i finanziamenti.

QUELLA STRADA SDE-MANIALIZZATA – Con il voto contrario della minoranza dopo un dibattito a tratti incerto e confuso, il Consiglio Comunale ha “sdemanializzato” (dunque reso a uso privato) un tratto di strada vicinale di via Petraia, al confine con il territorio di Carmignano.

Ora, dopo la sdemanializzazione, la userà, magari con una sbarra o un cancello, solo il privato cittadino che aveva fatto la richiesta: Emanuele Aucello.

Alla richiesta di chiarimenti presentata dall’opposizione (secondo cui quella strada è di proprietà comunale  dunque pubblica) sia l’assessore Mastropieri che il capigruppo di maggioranza Breschi hanno tentato di replicare rispetto a una questione abbastanza confusa.

In particolare Breschi ha scaricato sull’Ufficio Tecnico ogni responsabilità (“l’Ufficio ci ha chiarito che la proprietà è del privato … così ci ha assicurato l’Ufficio … e se è così a noi va bene“).

In effetti non si è capito molto bene. Si è però appreso che già nel 2012, davanti alla stessa richiesta presentato dallo stesso proprietario, la giunta di allora aveva respinto quella richiesta sostenendo che quella strada non era privata ma doveva restare a uso pubblico.

Adesso la giunta Palandri quella richiesta l’ha accolta. E quel tratto di strada, da ora in poi, sarà ad uso privato.

TENSOSTRUTTURA E PALESTRA GIOTTO: TEMPI RECORD? -Una tensostruttura sta per essere acquistata dal Comune, con mutuo acceso con Credito Sportivo, per ospitare, accanto alla palestra di via Giotto, attività sportive per le società e i gruppi alle prese con le difficoltà derivanti dalla chiusura del Palasport.

Cosa, in sé, buona anche se rimanda alla scelta di chiudere, ormai molti mesi fa, un palasport su cui, secondo molti, si poteva intervenire evitando la chiusura totale e non incasinando le società sportive.

Il sindaco ha sostenuto che “domani l’altro” (dunque al massimo entro la fine di questa terza settimana di luglio) arriveranno, dal Credito Sportivo, “i soldi sul conto corrente“.

I lavori per montare la tensostruttura e per risistemare la palestra  inizieranno “prima dell’autunno” per concludersi “entro la fine dell’anno” in corso (sicuramente la tensostruttura, quasi sicuramente – ha detto Palandri – .i lavori alla palestra: tetto, facciata, bagni, spogliatoi). Una supervelocità che, se davvero sarà vera, non potrà che rendere onore alla giunta.

Viene preso un mutuo (378.440 euro) con il Credito Sportivo. Il progetto – così ha assicurato il sindaco – è già stato, dall’istituto di credito, approvato e a giorni arriveranno i soldi. Per adesso l’Albo Pretorio del Comune non lo ha ancora pubblicato, ma forse per Palandri questo è un dettaglio inutile.

Nel corso del dibattito è emerso che la tensostruttura (non è chiaro quanto costerà: si parla di almeno 90 mila euro) sarà “provvisoria” e potrà restare montata solo per “sei mesi“. L’assessore Baroncelli ha assicurato che, essendo “provvisoria“, la tensostruttura non ha bisogno di permessi, autorizzazioni, verifiche, controlli, certificazioni perché a tutto pensa la ditta.

Astenuta la minoranza: consapevole di quanto questo lavoro sia importante, per le società sportive, ma perplessa sulla procedura e sulle promesse per i tempi di realizzazione. Vedremo presto se tutto andrà così a pallino e se a fine anno tutto, come promesso, sarà pronto.

CASA SALUTE – La maggioranza ha poi assicurato che la tensostruttura non creerà problemi ai lavori, limitrofi, per la casa della comunità. Lavori per la tanto attesa casa della salute che – ha annunciato Palandri – inizieranno “a settembre“. Anche qui: Vedremo. E speriamo.

IL PORTA/VICE – Ha colpito, nell’ultima seduta consiliare, una circostanza che rende singolare il nostro Comune. A una interrogazione presentata (ovviamente al sindaco) dalla minoranza, la risposta, per diretta competenza, sarebbe spettata alla vicesindaca.

Lei però (assente dalla seduta per giustificatissimo motivo: il viaggio di nozze. A proposito: tanti auguri) non ha chiesto, come sarebbe stato logico, il rinvio a una seduta successiva.

Ha scritto la risposta ma non ha affidato la lettura al sindaco o ad altro assessore (come sarebbe stato logico) bensì al capogruppo di maggioranza.

Così si è introdotto un precedente del tutto singolare visto che gli atti di sindacato ispettivo (interrogazioni, interpellanze … ) sono rivolti al sindaco e le risposte non possono che arrivare da lui o da un altro assessore: non certo da un semplice consigliere, sia pure assunto al ruolo, del tutto improprio, di portavoce.

Come se in Parlamento, a una interrogazione di un onorevole o di un senatore, invece che il presidente del Consiglio o un ministro o un sottosegretario rispondesse un semplice capogruppo di maggioranza: sarebbe una sgrammaticatura clamorosa. Lì impossibile. Ma al Poggio è successo.

E il presidente del Consiglio Comunale, pagato nonostante la sua inutilità, non si è neppure accorto di tale sgrammaticatura.

Con tutto quello di strano che accade al Poggio, questa è davvero una semplice, perfino inutile, curiosità. Anch’essa, però, emblematica. Rende bene il clima.

SPONSOR PASSIVI – D’ora in poi la carta intestata del Comune di Poggio a Caiano potrà portare, accanto allo stemma disegnato dal Soffici, anche il logo di una pizzeria o di una gelateria o di una pasticceria o di qualsiasi altro sponsor privato.

Lo prevede un regolamento appena approvato (minoranza contraria) dal Consiglio Comunale: il “regolamento sulle sponsorizzazioni“. Favorevole la maggioranza (“questo è il futuro” ha applaudito entusiasta il capogruppo Breschi).

Tutto certo legittimo e tutto favorito dal nuovo Codice degli appalti, ma chi ha i capelli bianchi ed è abituato a non veder confondere interessi pubblici e interessi privati,  qualche perplessità teorica e valoriale può nutrirla.

Vero che i Comuni hanno sempre meno risorse, ma farle arrivare da soggetti privati (commercianti, imprenditori, titolari di aziende magari in rapporto con il Comune) fa non poco riflettere su dove potrebbero portare derive così mercantilistiche.

Per evitare possibili situazioni imbarazzanti sarebbe stato meglio – ha detto la minoranza nel sostenere il suo no – mettere paletti più rigidi in modo da evitare possibili discrezionalità e possibili conflitti.

L’atto è comunque passato e soggetti privati potranno dare al Comune soldi (“dazioni in denaro“) e “accollarsi debiti” a fronte del loro logo.

Loghi che presto vedremo, ad esempio, anche collegati alla esecuzione di opere pubbliche. Tipo “il restauro di questa scuola è stato favorito dalla premiata società edile vattelappesca“. Società edile che, in stavolta in qualità di sponsor, ha anche dato soldi al Comune così sponsorizzato.

Irregolare? No di certo. Lo prevede la legge e lo fanno Comuni di tutti i colori: Comuni oggi in difficoltà, anche a causa dell’evasione fiscale, nel garantire servizi ai cittadini.

Triste, però, segno di tempi ormai dominati dal mercato e segnati da una difficoltà sempre maggiore di ciò che in un tempo lontano si chiamava, ancora, “servizio pubblico” e non aveva bisogno di (certo disinteressati nè … condizionanti) “amici” o “benefattori” (sponsor) privati. Come una partita di pallone o una gara di ciclismo eccetera.

PANEM ET … – Un sindaco, quello “civico” del Poggio, che ama molto le cene. Spesso lo trovano lì, al desco, quando è invitato in assemblee pubbliche a spiegare certi comportamenti e preferisce non partecipare.

“Vi faremo divertire” promise in campagna elettorale e in effetti la sua cifra, ormai dopo un anno, sta quasi tutta qui.

Nelle comunicazioni di inizio seduta, nel Consiglio di metà luglio, ha taciuto su temi di notevole interesse locale (i ritardi nella sede PM e nell’arrivo della Visitazione, i problemi su piazza e viabilità, i resti d’amianto che da un anno giacciono in una fabbrica bruciata, il cimitero, i parcheggi, la casa della salute, i guai nella maggioranza, la pulizia dei giardini …).

Ha però informato con dovizia di dettagli su cene all’aperto e passeggiate gastronomiche, tornei di freccette e calcetto, miss Italia eccetera. Un autentico seguace del poeta latino Giovenale. Quello secondo cui al popolo interesserebbero solo due cose: pane e giochi.

Con tutto il rispetto per queste due importanti sfere della vita umana, che divertono perfino chi scrive, magari ai poggesi, oltre al torneo di freccette, interesserebbe sapere anche altro. Chissà ..

POGGIO (A CAIANO) E … BUCA – di Mauro Banchini, 16 luglio 2024 n. 64

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