Anniversario tondo (70 esatti) della morte di Alcide De Gasperi. Uno a cui tutti quanti dobbiamo eterna riconoscenza. Un politico per il quale è giusto l’appellativo di statista.
Un anno fa, con Sandra, si fece un viaggio – fra Italia, Austria, Germania – in alcuni simboli della nostra democrazia (nata dalla lotta contro il nazifascismo) e della fede in Cristo: lo iniziammo proprio a Pieve Tesino il borgo in Valsugana dove nacque De Gasperi.
Proseguendo con alcune persone, più o meno famose, che ebbero il coraggio di dire “no” a Hitler e per questo vennero uccise. Due su tutti: Josef Mayr-Nusser e Franz Jägerstätter.
Ieri “Avvenire” ha pubblicato due notevoli pagine sulla testimonianza di Alcide De Gasperi. Sulla sua doppia, incrociata, fede nella Democrazia e nella Fede: nella Costituzione e nel Vangelo.
Una fede che non sempre venne capita: anche al vertice massimo della stessa Chiesa. Procurandogli dolore.
Una lettura che fa bene. Anche oggi.
