Nessun populismo o demagogia, nessun reato. I denari pubblici di cui si scrive sono legittimi. Soldi per le indennità degli amministratori (a cui vanno aggiunti i rimborsi spese) e soldi per la “comunicazione” (altro nome con cui oggi chiamasi ciò che un tempo era “propaganda”). Tutto regolare, tutto lecito, tutto previsto da leggi. Nesssuna accusa. Ma poichè trattasi di denari pubblici è bene che i cittadini – dalle cui tasse questi soldi arrivano – ne siano messi a conoscenza. Segue il resoconto sulle preferenze che gli elettori di poggio, alle Europee, hanno dato ai candidati. Non manca una frana.

682 MILA EURO DI INDENNITA’ COMPLESSIVE – Al Poggio il sindaco, la vicesindaca, i tre assessori e il presidente del Consiglio Comunale hanno un costo complessivo – se il loro mandato durerà in modo regolare fino alla primavera 2028 e se hanno scelto di fare questo servizio a tempo pieno – che supera i 682 mila euro. Tutto legittimo e previsto dalle norme.
Tutto regolamentato, per tutti gli amministratori italiani, dalla legge nazionale di bilancio 2022 che ha previsto e finanziato l’incremento per le indennità di funzione dei sindaci, parametrandole al trattamento economico dei presidenti delle Regioni. Ovviamente in base alle fasce numeriche dei singoli Comuni.
Dallo scorso 1 gennaio gli aumenti sono andati a pieno regime. Ecco dunque come sia facile un semplice calcolo anche per il nostro Comune che dal primo gennaio ha aggiunto, alle cariche, anche quella – del tutto inutile – di presidente del Consiglio Comunale.
Siamo nella fascia dei Comuni con popolazione fra i 5 mila e i 10 mila abitanti. Manca poco per passare quella soglia (in questo caso si salirebbe nella fascia superiore: i Comuni fra 10.001 e i 30 mila abitanti).
4 MILA OGNI MESE AL SINDACO – Da quest’anno il sindaco Palandri (come tutti gli altri suoi colleghi della stessa fascia) ha una indennità mensile (lorda) di 4 mila euro (per la precisione 4.002). La vicesindaca Bresci ha diritto alla metà (2.001 ogni mese, sempre lordi) mentre ciascuno degli altri tre assessori (Baroncelli, Cataldi, Mastropieri) ha una indennità (sempre mensile e sempre lorda) di 1.800,90. Sempre se a pieno tempo.

Facile dunque fare il conto. Ogni anno pieno di mandato (dunque 4 anni: il 2024, il 2025, il 2026 e il 2027) il sindaco Palandri “prende” 48.024 euro, la vice Bresci 24.012 e ciascuno dei tre assessori 21.610. Sempre lordi.
A questi vanno aggiunti i 400 euro mensili assegnati, come indennità (sempre lorda), al presidente del Consiglio Comunale Mazzoni (dunque 4.800 euro lordi ogni anno pieno). Per un totale annuo complessivo (sindaco, vicesindaca, tre assessori e un presidente di Consiglio Comunale) di 141.666 euro.
E IN CINQUE ANNI … – Nel 2028, se la giunta, come molto probabile, ci arriverà, possiamo calcolare solo i primi 4 mesi pieni in vista delle elezioni che ci saranno a maggio: altri 47.224 per tutte queste cariche. Occorre anche aggiungere le indennità (nel 2023 minori) già prese da sindaco, vicesindaca e tre assessori nei 7 mesi (giugno/dicembre) del trascorso 2023: altri 68.424 lordi in complesso (mancava, in quel periodo, il presidente del Consiglio Comunale). La somma globale, salvo errori e omissioni, porta la cifra quinquennale per gli “stipendi” dei nostri amministratori a 682.312 euro.
Molto lontane le cifre stanziate per i semplici consiglieri comunali. Per loro non c’è indennità ma un semplice gettone di presenza per le sedute di Consiglio e di Commissione: un gettone, per la nostra fascia, di 16,27 euro. Diciamo poche decine di euro (sempre lorde) a ciascun consigliere ogni mese.

BENE SAPERLO, ANCHE PER GIUDICARE MEGLIO – Nessun populismo, nessuna critica, nessuna demagogia: consiglieri a parte (oggi il loro ruolo è davvero assai poco rilevante perché il potere sta tutto, o quasi, nella giunta) fare il sindaco (ma anche l’assessore) è compito pesante, anche in un piccolo Comune (forse in un piccolo Comune ancora più pesante che in Comuni di più grandi dimensioni e dunque con apparati ben maggiori).
Ed è pesante, quel compito, specie se lo si fa bene, se non ci si limita a chiacchiere e distintivi, cene e selfie, scaricabarili e perenni accuse, su tutto, contro chi c’era prima. Davvero pesante, quel ruolo, se si è all’altezza delle sfide poste dai singoli territori, se si dimostra non solo buona volontà ma anche capacità, se si portano a casa risultati concreti.
La democrazia ha costi che non devono né stupire né scandalizzare. Ma è giusto che queste cifre, non simboliche, si conoscano. E’ giusto che i cittadini (comunque abbiano votato o non votato) sappiano.
Ed abbiano, così, un altro elemento per giudicare l’operato di chi li amministra. Quello che, nel privato, potrebbe chiamarsi “rapporto costi/benefici”, prevedendo, nel privato, anche il licenziamento anticipato di un “capo” incapace di raggiuingere gli obiettivi fissati.

INTERVISTE AL SINDACO PAGATE DAL SINDACO – Al sindaco piace spendere per farsi propaganda in tv e sui social. Ne fa ulteriore fede un atto con cui il Comune spende, per il secondo semestre di questo 2024, 6.100 euro per affidare a ToscanaTV srl la produzione di una “rubrica televisiva contenente interviste al sindaco”; interviste da mandare in onda su quella tv e anche da riprodurre sul suo portale web.
Nell’atto si fa un uso a dir poco improprio di un concetto (“giornalismo”) visto che, quando fa giornalismo, un giornalista non può farsi pagare dall’intervistato che qui, oltretutto, è un politico e quei soldi, oltretutto, li prende dal bilancio del Comune.
Da notare che quella cifra non si riferisce a un anno, ma solo a qualche mese. Queste “rubriche” non possono definirsi “giornalistiche” (non è giornalismo), ma casomai vanno chiamate “redazionali”. Chi le guarda dovrebbe essere reso edotto che quelle interviste al sindaco sono pagate dal sindaco stesso.
Palandri non è certo l’unico sindaco a spendere soldi pubblici per questi “redazionali”. L’Italia è piena di amministratori pubblici, di orientamenti politici diversi, che fanno la stessa cosa: nonostante, va detto, una legge nazionale che tentò di regolamentare la delicata materia.
E’ chiaro che le tv locali e quelle regionali sopravvivono proprio anche grazie a questi soldi pubblici. Per loro è ossigeno. Ma è anche chiaro che i cittadini devono stare svegli, per capire cos’è informazione e cosa, invece, è propaganda.

SOLDI PUBBLICI SPESI IN COMUNICAZIONE – Già in precedenza Palandri aveva fatto impegnare, sempre per questo 2024. quasi altri 10 mila euro in favore di un’altra emittente (TVPrato srl) per fare analoghe trasmissioni tv e social. Evidentemente non bastava se adesso Palandri ha avvertito il bisogno di pagare anche un’altra tv.
Da notare poi altre spese (all’incirca 35.000 euro per il 2024, moltiplicabili per gli altri anni del mandato) a bilancio per pagare un giornalista di fiducia, scelto dal sindaco.
Atto legittimo ma anche in questo caso, purtroppo, non si è seguita la strada virtuosa e trasparente prevista dalla legge nazionale (150/2000) e dalle norme regionali per dotare il Comune di un “portavoce” (figura giusta per aiutare il sindaco nei rapporti con i media) oppure di un “ufficio stampa” (con regole giornalistiche).
Alla fine del mandato, continuando così, saranno tanti gli euro spesi dal Comune per la comunicazione. Diciamo, continuando con questo ritmo, fra i 200 e i 250 mila euro? Ma ad usufruirne saranno solo sindaco, assessori e maggioranza. Nulla è previsto per l’opposizione.
Tutto legittimo sul piano giuridico. Ma il piano della opportunità, ammesso pure che questo tipo di comunicazione sia davvero guardata dai cittadini e che non siano soldi buttati via, sta altrove.

EUROPEE 2024 E PREFERENZE – A chi hanno dato le preferenze quei poggesi (circa 4.200 sui circa 7.400) che alle Europee hanno votato? Il record anche qui è per Giorgia Meloni: ben 466 i poggesi (fra i 1.418 votanti per FdI) che l’hanno scritta. Secondo, in quel partito, Francesco Torselli (109).
Ottimo – anche al Poggio – risultato dei Fratelli della Meloni, ma tutto a scapito della Lega di Salvini che, anche qui al Poggio, è crollato, franato, ridotto ai minimi.
Tra i 1.131 elettori del PD, è stato Dario Nardella a conquistare (118 preferenze) il primo posto seguito (73) dalla segretaria Elly (73). Buono il terzo posto di Marco Tarquinio (64 preferenze) con Antonio Mazzeo (50 preferenze) al quarto.
In casa Lega (che anche al Poggio è franata: cinque anni fa prese quasi 1.800 voti oggi ridotti a neppure 280) una percentuale elevata di elettori ha scelto Vannacci (113 preferenze su 277 voti) mentre assai scarso è stato il consenso per Ceccardi (appena 50 preferenze) eurodeputata uscente presso la cui segreteria lavora la vicesindaca Bresci.
Ceccardi rientra all’Europarlamento solo grazie al generale Vannacci che, potendo scegliere dove essere eletto, ha scelto il Nord consentendo così, al Centro, il ripescaggio della prima – molto distanziata – fra i non eletti: lei.

Gli eredi del fu Silvio (al Poggio appena 261 voti) hanno puntato su Tajani (49 preferenze) un po’ snobbando il pratese Silli (38 preferenze). I fedelissimi di Renzi (172 voti a SUE) hanno scritto quel nome ben 82 volte. I pacifisti di Michele Santoro (98 voti) si sono fermati a 32 preferenze per il giornalista sceso in politica.
CENTRODESTRA E CENTROSINISTRA – Impossibile trasferire in modo meccanico i voti su elezioni così diverse. Ma, detto questo, possiamo pure giocarci sopra.
E allora scopriamo che la somma di tutti i partiti poggesi del centrodestra arriva a 2.004 voti mentre quella di tutti i partiti del centrosinistra si ferma a 1.746. Se però ci aggiungiamo, in un ipotetico discorso poggese di “campo largo”, i 308 voti dei 5Stelle a trazione Conte (dunque a trazione progressista), saliamo a 2.054 voti.
Prendendo pure questi numeri con le molle, la tendenza, sulle Politiche del settembre 2022, pare dunque a favore del centrosinistra. In un Comune che, come noto, è certo spaccato ma da sempre (fin dal referendum 1946 sulla Repubblica, dove la frazione di Poggio votò … Monarchia) è a trazione conservatrice.

POGGIO (A CAIANO) E … BUCA di Mauro Banchini, 10 luglio 2024 n. 63