PISTOIA: L’ADORAZIONE DISTRUTTA NEL ’44

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“La ricomposizione globale non è più riproponibile, ma avrebbe un suo valore anche una ricomposizione parziale”. Così, giorni fa a Pistoia, Valerio Tesi, architetto della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le Province di Firenze, Prato e Pistoia. Interveniva, nell’edificio di Corso Gramsci, durante la cerimonia per presentare il restauro dell’ex chiesa di San Giovanni Battista: restauro voluto dalla Fondazione – presieduta da Paolo Baldassarri – che opera in quell’antico e, tutto sommato, assai poco conosciuto spazio lungo il Corso (il Conservatorio – tutt’oggi operante anche se con finalità diverse – originato dalla fusione di complessi monastici a partire dal 1223).

E si riferiva, l’architetto Tesi, a una tavola (“L’adorazione dei pastori”) del pittore pistoiese Sebastiano Vini che fu distrutta, nel gennaio 1944, durante i bombardamenti inglesi che colpirono la città e distrussero molti edifici della sua zona sud, fra cui, appunto, l’edificio sacro realizzato, nei primi anni del 1500, su progetto dell’architetto Ventura Vitoni.

Di quella tavola, originariamente collocata sull’altare e andata praticamente distrutta, oggi si conserva solo qualche resto nei depositi della Soprintendenza, a Firenze. Non è mancato, nelle parole dell’architetto ma anche in quelle del sindaco Samuele Bertinelli intervenuto subito dopo, un parallelo con un’altra “Adorazione dei pastori”: quella di Gherardo delle Notti, vittima nel 1993 dell’attentato mafioso ai Georgofili; dipinto in seguito restaurato e ricollocato presso gli Uffizi.

Due opere d’arte che raffigurano il figlio di Dio, nato bambino e portatore di pace, a cui viene reso il primo omaggio non dai potenti ma da persone normali, forse anche umili: i pastori. Due opere danneggiate da forme, certo diverse, di violenza. Due opere che, però, possono tornare a farsi rivedere da chi ha le sensibilità giuste.
Per l’architetto Tesi lo spazio di questa chiesa, un capolavoro architettonico distrutto dalle bombe e ricostruito nel decennio successivo, potrebbe diventare “luogo della memoria pistoiese”. Suggestione arrivata qualche giorno prima la scelta di Pistoia a capitale italiana della cultura. Suggestione da raccogliere?

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