Autore: Mauro Banchini

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 Vedo in diretta su Canale5 l’arrivo in Vaticano dell’ottimo Nuzzi con una camera e uno staff di operatori che lo seguono mentre, da intrepido giornalista cane da guardia del bieco potere clericale, arriva in auto. Come una star. E si conferma che da tutta questa vicenda lui, il suo collega Fittipaldi e tutta la compagnia di giro, passando da martiri della libertà contro l’oscurantismo vatikano, finiranno solo per guadagnarci un sacco di soldi. A presto una fiction TV con la mitica Immacolata.

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Pomeriggio televisivo per il popolo (ampio, trasversale, numeroso) che nel pomeriggio si fa fregare da questo tipo di narrazioni: il mitico padre Graziano su Raiuno; i mitici Rosa e Olindo su Canale5. Interrotti dagli spot sul Natale che ci fa tutti più buoni perché da metà novembre si possono mangiare pandori e panettoni. Poi uno si stupisce se il Bambinello ha qualche difficoltà a nascere …

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E’ la resistenza dello scaldabagno. L’avevano cambiata in estate. E abbiamo dovuto cambiarla neppure 5 mesi dopo, questa mattina, perché andata in tilt causa incrostazioni di calcare presente nell’acqua portataci a casa da una Publi cui, peraltro, già paghiamo un sacco di soldi. Capisco che oggi al mondo ci sono ben altri problemi, ma – signori di Publiacqua – si potrebbe “calcare” un po’ di meno?

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A proposito di banche, finanza, politica. Come non porre il tema della distanza, sempre maggiore, fra i luoghi (sempre più potenti e più lontani dalla nostra quotidianeità, sempre meno controllati) dove si prendono le decisioni e quelli dove abitiamo (sempre meno consapevoli, sempre più bombardati, sempre più facilitati a restare in un rintronamento ovattato) noi persone comuni? E come non interrogarci sul solcato (sempre più profondo) che divide i (sempre meno) “provveduti” dai (sempre più) “sprovveduti”? Non dovrebbe essere proprio la Politica a rendere sempre meno profondo quel solcato? Ma se la politica oggi è, ormai ovunque, in mano ai…

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Posso dirlo, anche con esplicito riferimento a vicende bancarie per le quali rischiano di pagare, al solito, solo i più fragili mentre per i già protetti altre protezioni sempre arriveranno? Non sarebbe interessante, e forse pure utile, ripescare (per estenderla a ogni tipo di incarichi: nelle istituzioni pubbliche e negli organismi “privati”) la piccola regola (non so se ancora esistente) voluta in Regione Toscana dopo la vicenda P2 per obbligare consiglieri, assessori e titolari di cariche/incarichi a dichiarare tutte (ma proprio tutte) le appartenenze associative? Così, in omaggio alla trasparenza …

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L’ultima in ordine di tempo viene dalla società che gestisce l’aeroporto di Firenze (intervenuta minacciando azioni legali su certi commenti circa il famoso emendamento, poi ritirato, che per certi aeroporti ipotizzava di togliere le Valutazioni di Impatto Ambientale). Mi riferisco, appunto, al sistema delle “querele preventive”: le minacce di “riservarsi di adire le vie legali” che molti potenti sono ormai abituati a usare nei confronti dei giornalisti (pochi in verità) e delle associazioni quando questi e queste scrivono qualcosa che al potente di turno non piace. Minacce che, in genere, riescono a intimorire un contesto già assopito e anestetizzato di…

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 “In realtà l’ampliamento della nostra missione avviene nel nome della privatizzazione della guerra che è ormai una linea politica alla quale devono sottostare anche le nostre forze armate”. Lo ricorda oggi (“Il Fatto Quotidiano”) il generale Fabio Mini (dunque: non uno qualunque) a proposito della “vera posta in gioco” che origina l’invio dei 450 militari italiani a difendere la diga di Mosul.  “I nostri soldati – prosegue Mini – vengono mandati non perché la diga sia un obiettivo di Isis … non perché possa essere danneggiata dai curdi, non perché gli iracheni e i curdi non siano capaci di difenderla…

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