La dirigente dei Musei fiorentini ha risposto picche (e lei non poteva che far così) sulla mozione del Comune che chiedeva di ripristinare, per i poggesi, l’ingresso gratuito in Villa e nel suo giardino. Ma l’interlocutore vero non era lei: è il ministro Giuli. Il sindaco ci ha, almeno, provato? Le surreali polemiche sulla protezione civile, il rumoroso silenzio sulla sentenza del Consiglio di Stato, la buona notizia sullo sportello informativo UE. (mb)

INGRESSO IN VILLA: IL NO DI FEDERICA – Secca risposta negativa, una sorta di schiaffo annunciato, da Federica Bergamini (dirigente del Museo ville e residenze monumentali fiorentine) sulla richiesta di far restare gratuiti, per i poggesi, gli ingressi a giardino, Villa Medicea e Museo Natura Morta.
Firmata dai due gruppi consiliari (maggioranza e opposizione), la mozione impegnava il sindaco a chiedere “l’impegno del governo (nazionale) e del Polo Museale fiorentino” in quella direzione.
Ai primi di ottobre i poggesi appresero – dai giornali – che l’ingresso dentro il cancello della “loro” villa sarebbe stato messo a pagamento.
Immediate proteste. Perfino il sindaco, che subito si era detto d’accordo nel far pagare il ticket d’ingresso, cambiò idea e finì, non si sa quanto davvero convinto, per sostenere le proteste.
Proteste poi tradotte nella mozione approvata in Consiglio, da tutti, il 19 novembre. Palandri – ecco il punto centrale – era invitato a contattare non solo Firenze (i dirigenti locali) ma soprattutto Roma (il ministero).
Si attendeva la risposta. E questa, firmata dalla dirigente Bergamini, è arrivata al sindaco proprio alla vigilia di Natale. Il sindaco l’ha comunicata al Consiglio il 29 dicembre (qui i documenti).

INGRESSO IN VILLA: L’INTERLOCUTORE SBAGLIATO – La risposta è in un logico stile burocratico. Era ovvio attendersi, dai funzionari fiorentini, un disco rosso rispetto a una decisione presa non da loro ma a Roma.
Su una richiesta dall’evidente taglio politico, non poteva infatti essere una semplice, sia pure autorevole, dirigente ministeriale a fornire una risposta positiva rispetto a chi chiedeva di contrastare una decisione ministeriale (quella, appunto, di introdurre l’ingresso a pagamento). L’interlocutore giusto non era quello.
Nell’illustrare i logici motivi di quella scelta, la dirigente ha fatto il suo dovere (forse anche un po’ sorpresa per una parte di mozione: quella dove si chiedeva di non far pagare i minorenni. Da tempo i minorenni entrano già gratis in ogni museo italiano. Una richiesta quindi goffa).
La mozione andava dunque rivolta in primis alla parte politica, cioè al ministro Alessandro Giuli: il politico che in campagna elettorale aveva fatto un rapido salto in Villa, a uso dei selfies, accolto dal sindaco del suo stesso partito.
Era Giuli che andava contattato. Era a lui che il Comune avrebbe dovuto chiedere la disponibilità, o meno, a intavolare una trattativa: anche per verificare i rispettivi impegni sulla questione così come chiesto dal Comune. Una questione, va detto per onestà, non semplice da affrontare.
Non è chiaro se Palandri ha alzato il telefono verso Giuli oppure no. Né è chiaro, a questo punto, cosa farà dopo aver ricevuto – dalla dirigente – un cortese ma secco rifiuto.
Si muoverà su Roma cercando una qualche sponda politica con il ministro meloniano? Oppure prenderà atto del niet e, in barba alle flebili proteste, riterrà chiusa la questione?
Riuscirà, almeno, a far tornare gratuito, per i poggesi, l’ingresso nei soli giardini? Oppure cederà anche su questo?
Non semplice far passare la richiesta poggese. Ma il sindaco insisterà o no?

PROTEZIONE CIVILE: UN NUOVO PIANO – Poggio ha un nuovo piano di protezione civile. Era stato adottato dalla giunta il 10 settembre (qui la delibera) e dopo il parere positivo di Regione Toscana è stato portato al Consiglio che, il 29 dicembre, lo ha votato unanime.
Un documento complesso. Nel metterci mano, gli uffici comunali hanno avuto il fondamentale supporto di ANCI Toscana (l’associazione che, in pratica, ha fornito l’impianto base).
Adesso il Comune dovrà organizzare assemblee pubbliche per spiegarne i contenuti. E saranno certo i tecnici di ANCI Toscana a svolgere, anche lì, il ruolo fondamentale. Palandri le ha promesse entro febbraio.

PROTEZIONE CIVILE: UNA POLEMICA SURREALE – In aula si è però sviluppata una polemica surreale. Dalla maggioranza, che almeno in questo caso non aveva letto i suoi atti, si è infatti denunciato che prima di questo “nuovo Piano” altri non ce ne fossero.
I sindaci precedenti, cioè, sono stati accusati di non aver fatto il loro dovere (visto che deliberare sulla protezione civile è, da anni, obbligatorio).
Sono state usate parole molto dure e critiche, dalla maggioranza, contro chi c’era prima. La vicesindaca, ad esempio, ha detto che il Comune era “sprovvisto di un Piano di protezione civile” e che questo è “molto grave”.
Le cose stanno davvero così? L’opposizione lo ha negato. Ma a negarlo è stata addirittura la stessa giunta che, nella bozza di delibera consiliare, ha certificato che questo è un “nuovo piano”. Dunque un piano c’era anche nel passato.

PROTEZIONE CIVILE: UN PIANO C’ERA GIA’ – In passato altri Piani di protezione civile erano stati approvati (2007 e 2021). Farlo era un obbligo.
Lo certifica la, già citata, delibera della stessa giunta Palandri: quella che ha adottato il “nuovo Piano” dove ricorda che “nel corso degli anni il Piano è stato più volte aggiornato e integrato con specifiche procedure”.
Ma perché, se già il Piano c’era, approvarne uno nuovo? Semplicemente perché sono arrivate nuove norme, sia statali che regionali (l’ultima delle quali a fine settembre 2022).
Tali novità hanno reso obbligatorio, per tutti i Comuni, iniziare una nuova stagione con nuovi Piani di adeguamento. Come, adesso, a fine 2025, ha giustamente fatto la giunta Palandri.
Nessun “disastro” prima e nessun “fenomeno” adesso. Normale amministrazione ordinaria da parte di tutti. Sinistra ieri, destra oggi.
Non è dunque chiaro perché, al di là della voglia di fare propaganda politica, buttarla così in caciara. E accusare in modo così ingiusto chi c’era prima (“fu una mancanza pazzesca”) di non aver fatto ciò che, in realtà, era stato fatto.
Detto questo, avere un Piano aggiornato di protezione civile è cosa buona e giusta.

VIABILITA’: UN SILENZIO RUMOROSO – “Ma cosa intendete fare sulla viabilità dopo la sentenza del Consiglio di Stato? Vorrei capirci qualcosa in più”. Così, nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, il consigliere Fabrizio Campanelli si è rivolto al sindaco.
Nessuno gli ha però risposto. Continua infatti il silenzio della giunta e della sua maggioranza su una vicenda bomba.
Da notare che Palandri non ha ritenuto suo dovere dare, di quella sentenza, una notizia ufficiale al Consiglio Comunale. Sul piano istituzionale, vista l’importanza del fatto, avrebbe potuto farlo almeno con una breve comunicazione. Nulla di tutto questo.
Da notare poi che Fabrizio Campanelli – eletto nella lista capeggiata dal sindaco Palandri e portatore di voti, specie al Poggetto, risultati determinanti per la vittoria della destra – si è da tempo dissociato dalla maggioranza di destra e adesso, come da lui stesso precisato con ironia, si trova in una situazione politica “di mezzo”.
Sul bilancio 2026-2028 – l’atto politico più importante per l’intero anno appena iniziato – Campanelli non ha votato a favore ma si è astenuto. Fatto di evidente rilievo politico.
Astenuto, Campanelli, anche sull’altro documento: il programma triennale delle opere pubbliche.
La maggioranza ha perso, da tempo, un petalo importante. Ma tutto, anche su questo non lieve dettaglio, tace.
Sullo strano silenzio della giunta rispetto alla notizia della sentenza sulla viabilità era anche intervenuta, giorni prima, l’opposizione guidata da Paola Vettori.

LA BUONA NOTIZIA: UNO SPORTELLO SULL’UE – La buona notizia di questa volta, sull’attività del Comune, riguarda la prossima apertura di uno sportello informativo sulle opportunità derivanti, per la comunità poggese, dall’Unione Europea.
Si chiamerà “Antenna Europa” ed è una iniziativa che ANCI Toscana (l’associazione unitaria dei Comuni) propone a tutte le amministrazioni locali. La giunta poggese (qui l’atto) ha deciso di aderire. Con una spesa di 6 mila euro.
Lo sportello di ANCI darà un supporto sia alla mano pubblica che a tutti quei soggetti (imprese, associazionismo, terzo settore, privati) interessati a saperne di più sulle possibilità, anche economiche, derivanti dall’Europa.
POGGIO (A CAIANO) E BUCA di Mauro Banchini n. 135 del 4 gennaio 2026
