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Home»Comune»UNA GIUNTA DA AUTO-INCENSO. E CON CLAQUE (POLITICA) PRATESE
Comune

UNA GIUNTA DA AUTO-INCENSO. E CON CLAQUE (POLITICA) PRATESE

Mauro BanchiniBy Mauro Banchini23 Novembre 2025Updated:23 Novembre 2025Nessun commento8 Mins Read
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Una assemblea pubblica di metà mandato risolta in una auto-incensazione, con claque pratese e pochi cittadini. Tenuti senza diritto di parola. Due buone iniziative culturali. Una ottantina di stalli in meno sotto Natale. E un calendario che profuma d’incenso. Continua il mistero degli 11 mila euro per la pista su ghiaccio. E una visione, sui grandi temi, da “chi l’ha vista”. (mb)

META’ MANDATO: PROFUMO D’INCENSO – L’incontro pubblico di metà mandato voluto dalla giunta Palandri giovedì 20 novembre si è rivelato un’altra cosa. Di per sé era una scelta giusta, lodevole. Due anni e mezzo sono già passati. Sarebbe stato giusto un confronto vero con i cittadini. Per informare e per ascoltare.

Peccato però che tutto si sia risolto in una auto-celebrazione fatta da sindaco e da assessori ciascuno dei quali si è lodato alla grande. Con la triste conferma, fra le cose fatte, di una sostanziale ordinarietà.

Finito poi lo spazio per l’auto-incensazione, l’incontro invece di aprirsi allo scarso pubblico è stato chiuso. Nessuno ha pensato a dare la parola ai pochi cittadini presenti al di là della claque politica. Urgevano brindisi e selfies. Assenti i cittadini non schierati. Qualcuno, visto il “comizio”, si era già allontanato. Un’occasione, insomma, perduta.

META’ MANDATO: FRA SELFIES E CLAQUE – La prevalenza di esponenti politici, con rinforzi pratesi e rumorosa claque, conferma la inconsistenza della dimensione “civica”. Ormai è chiara (nulla di male, ovvio) la dimensione politica.

La maggioranza è sempre più a trazione Fratelli d’Italia nonostante che quel partito (oggi assai più forte della Lega e della vicesindaca) non sia rappresentato in giunta.

Palandri ha ammesso, con lodevole sincerità, di essere diventato sindaco non sapendo cosa fosse una pubblica amministrazione. Ma ha aggiunto di provare oggi “un bel divertimento” sia pure dovendo sopportare “sacrifici” fra cui – ha confermato – “le tante cene”.

Palandri pare dunque già pronto – fosse solo per lui – al secondo mandato e ad altri anni di “divertimento” (peraltro assai bene “retribuito”: 4 mila euro lordi, se a tempo pieno, ogni mese). Vedremo.

Presto – così è stato detto – tutti i poggesi riceveranno a domicilio un opuscolo. Tutti saremo così in grado di analizzare le cose fatte, il loro spessore, quante di queste la giunta Palandri si è trovata in eredità dalla giunta precedente, quale è la visione (se esiste) che anima questa giunta.

META’ MANDATO: E LA VISIONE? – A proposito di visione nessuno sa quale sia la posizione pubblica del Comune (che per la sua posizione geografica avrebbe dovuto essere il centro di una fra le conurbazioni più rilevanti del Paese) su alcuni temi di grande peso. Chi l’ha vista, quella visione?

Cosa pensa la giunta Palandri, ad esempio, sul riportare l’acqua sotto la gestione diretta dei Comuni? Cosa pensa della nuova pista aeroportuale di Peretola? Come si posiziona sulle grandi scelte di trasporto pubblico che si stanno mettendo in campo e che vedono Poggio tagliato fuori?

E come pensa, al di là dei pannicelli su qualche senso unico, di affrontare il grande tema, tutto poggese, della viabilità lungo la 66?

Perché il grande silenzio pubblico sulla variante del Ponte alla Nave? Sta facendo qualcosa, insieme alle categorie, per affrontare la crisi, evidente anche al Poggio, dei piccoli negozi?

Questi, e altri, sarebbero i temi di grande respiro. Ovviamente complessi, ben più vasti di un solo mandato.

Ma sono proprio i temi giusti su cui conoscere, e valutare, la visione di una amministrazione che se fosse lì solo per l’ordinario non occorrerebbero nè sindaco nè assessori.

L’impressione è che al Poggio non solo manchino scelte di visione, di prospettiva, ma ci siano fragilità perfino su quelle ordinarie.

E sui cinque anni del mandato la metà è già passata. Basteranno propagande, vittimismi, scaricabarili perenni a convincere i poggesi?

UNA CULTURA TARGATA UZZANI – Due belle iniziative culturali proprio in questi giorni. Entrambe ascrivibili alla nuova direttrice del museo Soffici, la apprezzata storica dell’arte Giovanna Uzzani.

La prima iniziativa origina in modo diretto dal Museo Soffici: una mostra sull’artista Silvio Loffredo, curata da Marco Moretti e inaugurata sabato scorso. “Forme senza confini”. La mostra si potrà vedere fino al 7 gennaio 2026. Ingresso gratuito. Orari: venerdì, sabato, domenica e festivi (escluso Natale) dalle ore 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 17,30.

La seconda iniziativa (un convegno di due giorni – 24 e 25 novembre – su Armando Spadini. Titolo “Acuto senso e profondo amore”) è stata recuperata al Poggio da Giovanna Uzzani, una dei quattro curatori.

Il convegno, già previsto tra Firenze e Lucca, è organizzato da Accademia di Belle Arti di Firenze e da Fondazione Ragghianti di Lucca. Si è poi unito, intuibilmente grazie proprio alla direttrice Uzzani, il Museo Soffici che ospiterà nel pomeriggio di martedì 25 novembre (15:30 – 16:45) la sessione conclusiva.

POSTEGGIO: COSA C’E’ DIETRO GLI STALLI? – I tanto magnificati, dalla propaganda di Comune, nove (anzi otto perché uno è riservato alla PM) stalli per la sosta di auto, non fanno altro che coprire gli altri nove sottratti per ospitare tre colonnine ricarica di auto elettriche.

In zona cimitero, posta, palasport. Un giusto servizio green.

Fu una fra le prime delibere prese – il 31 luglio 2023 – da una giunta appena insediata, a prevedere questa possibilità.

Non manca, in quell’atto e nel protocollo successivo, un piccolo mistero: il Comune ha accettato di concedere per ben 18 anni (!) quei nove spazi pubblici a un gruppo privato, player nel settore energetico, che sopra vi ha installato, come ovvio facendolo pagare a chi ne usufruisce, il servizio di ricarica auto elettriche.

Il gruppo (Duferco energia spa) non pagherà neppure un euro per l’occupazione quasi ventennale del suolo pubblico.

Fu scelto perché si fece vivo con la nuova amministrazione. Non ci fu un avviso pubblico che potesse dare anche ad altri operatori la possibilità di partecipare. Magari offrendo al Comune condizioni più favorevoli.

Nessuno ha mai eccepito. Nessuno stallo di ricarica elettrica è stato posto al Poggetto.

POSTEGGIO: 80 STALLI IN MENO – E sempre a proposito di stalli c’è un’altra duplice scelta natalizia della giunta Palandri.

Quella non solo di re-installare, anche quest’anno, la pista su ghiaccio in un’area di norma occupata da ambitissimi posteggi (in piazza Risorgimento) ma anche un’altra.

Quella di installare ex novo alcune giostre nel grande posteggio pubblico davanti alla Coop.

Tali giochi di spettacolo viaggiante (qui l’atto) saranno messi in piazza Riconciliazione dal 24 dicembre al 6 gennaio. L’area sarà occupata dal 22 dicembre al 7 gennaio. Una sessantina gli stalli interessati. Qui la planimetria.

Un’altra ventina di stalli (qui la planimetria) saranno sottratti al posteggio (dai primi di dicembre al 20 gennaio), nell’altra piazza: nei pressi del bar Cavalieri. In tutto, dunque, una ottantina i posteggi che, per le feste, verranno tolti.

NATALE: UN CALENDARIO “BELLISSIMO” – A proposito di eventi natalizi (che l’assessore ha sobriamente esaltato come “bellissimi”), quest’anno c’è una novità.

Non solo il montaggio di un secondo spazio da panem et circenses davanti alla Coop (ce ne sarà anche un terzo. In piazza XX settembre).

La novità vera è che i soldi del Comune non passano, come negli anni scorsi, dalla proloco. Sono, come più logico, assegnati in modo diretto, dal Comune, per le specifiche attività (luminarie, pista ghiaccio …).

Cosa sia accaduto non si sa. Si sono forse resi conto della inopportunità, rischi compresi, della scelta precedente?

Forse non lo sapremo mai. In ogni caso i circa 18 mila euro per le luminarie e gli 11 mila euro per la pista di ghiaccio non sono, stavolta, transitati dalla proloco.

Per il resto delle spese natalizie vedremo.

NATALE: ANCORA SULLA PISTA GHIACCIO – Sempre sulla pista ghiaccio continua a colpire la scelta della giunta: concedere a un privato una cifra, dal bilancio comunale (11 mila euro), per aiutarlo a raggiungere “l’equilibrio economico” nella sua attività di impresa.

Difficile trovare altri Comuni che, sulle piste ghiaccio natalizie, non solo esonerano il gestore dal pagare suolo pubblico, utenze idriche e smaltimento rifiuti ma gli concedono addirittura 11 mila euro per fargli “assicurare il conseguimento dell’equilibrio economico-finanziario dell’operazione economica”.

A giro si iniziano ad avvertire perplessità. Perché il Comune – fra i tanti imprenditori – ne aiuta, con denaro pubblico, uno solo? Gli altri, in ogni altro settore, non hanno pure loro, ogni giorno, da affrontare il rischio d’impresa? Gli altri artigiani, o commercianti o partite IVA o ambulanti che gestiscono circhi e giostre, avranno analogo trattamento?

Il poggese che monta su questa pista, quante volte paga? Quattro, per la precisione.

La prima (normale) al titolare della pista per entrarci. La seconda (normale) sempre al titolare se ha bisogno di noleggiare i pattini.

La terza (già meno normale) al Comune per coprire le spese di acqua, rifiuti e suolo pubblico pagate dal Comune, con i soldi dei cittadini, al posto del titolare.

La quarta sempre al Comune perché il Comune concede, sempre con i soldi dei cittadini, al titolare della pista il contributo di 11 mila euro. Normale?

POGGIO (A CAIANO) E BUCA di Mauro Banchini n. 127 del 23 novembre 2025

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Mauro Banchini
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