Qui, in questo blog, da sempre si usa un metodo: libere critiche – anche forti – per un punto di vista, personale, che non pretende di essere “la” verità e che, nel merito, amerebbe essere criticato da altri, contrastanti, punti di vista. Cosa che in genere non accade. Mentre accade di veder definite (talvolta anche con offese. E perfino con minacce fisiche) queste mie libere opinioni come espressione di “odio”.
Confermo. Chi scrive questo piccolo blog di periferia non “odia” nessuno, non considera “nemico” chi non pensa allo stesso modo. Si limita, appunto, a esprimere le sue opinioni su vicende locali. Sono opinioni aspre? Dure? Forti? Polemiche? Disturbano “manovratori” che non vorrebbero essere disturbati? Può essere. Ma sono sincere, in buona fede e libere. E non aspettano altro che di essere criticate NEL MERITO. L’odio, per cortesia, è cosa molto diversa. (mb)

UN MILIONE E PIU’ PER LA VILLA MEDICEA – Su un milione e 200 mila euro per restauri nella Villa Medicea, non si sputa sopra. Sono soldi del ministero della Cultura. E saranno benvenuti. 450 mila serviranno per restaurare loggiato e terrazza. Altri 550 mila per recuperare aree espositive. I restanti 200 mila per migliorare l’accoglienza dei bagni pubblici.
Non arriveranno subito. Saranno spalmati fra il 2025 e il 2026. E qui abita una curiosità. Non da poco. Per capirla occorre andare oltre ai comunicati stampa (quello del ministro Sangiuliano – sul totale nazionale dei 235 milioni programmati – e quelli successivi, ovviamente laudativi, dei politici locali di destra): bisogna leggere il decreto del ministro. Per scoprire un dettaglio. Normale per chi ha l’abitudine di leggere gli atti. Un po’ meno per gli altri.
Di quei 235 milioni (che poi, per tutta Italia, non sono un granché), a essere spendibili da subito sono soltanto 64: quelli già “finanziati” sul 2024 con il bilancio ministeriale. Gli altri 171 milioni sono rinviati alle due annualità successive: con una postilla molto chiara (“sulla base delle risorse che si renderanno effettivamente disponibili per le predette annualità”).
Una procedura normale. Ma quei soldi – oggi annunciati con grande trionfalismo mediatico – potranno esserci (e certo sarà così) ma potranno anche non esserci. Dipenderà da tanti aspetti, partendo dalla situazione del bilancio dello Stato.
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MA SONO DAVVERO VERI? – Per adesso ciò che è stato sbandierato come certo è incerto: questi 235 milioni in tutto (compreso quindi il milione e 200 mila per Poggio) non è vero che sono già stati tutti “stanziati”. Sono stati inseriti – a parte i primi 64: questi davvero già anche “finanziati” – nella “programmazione triennale 2024-26”: ma lo “stanziamento” concreto, quello operativo, quello vero, arriverà solo, ce lo auguriamo, l’anno prossimo e l’anno successivo ancora.
Da notare che tutti gli interventi per la nostra Villa sono inseriti fra il 2025 (per 850 mila euro) e il 2026 (gli ultimi 350 mila). Quindi per saperne di più sarà necessario attendere. Almeno un anno.
Ovvio che si tratta di un passo importante (meglio esserci, in quell’elenco, piuttosto che non esserci), ma da cittadini consapevoli è sempre bene non fermarsi alla mera, comprensibile, propaganda politica. Chiunque la faccia.

IL TEATRINO DI CORTE – E a proposito di strumentalizzazione politica, un altro esempio lo abbiamo con il riconoscimento, per legge, di “monumento nazionale” attribuito al teatrino interno alla Villa Medicea.
Grande e logico l’entusiasmo da una deputata meloniana, dal sindaco e dalla sua vice, nonché da qualche fedelissimo social. Ma anche qui, guardando bene, si capisce subito che è una norma “bandiera”, con scarse ripercussioni pratiche.
La legge (che ancora deve passare dal Senato) si limita, infatti, a riconosce quella qualifica a un elenco lunghissimo di teatri italiani (dalla Scala di Milano al cinemino di Vattelappesca). Un elenco partito con 46 grandi teatri e terminato, grazie alle tante sollecitazioni di collegio, con 408.
Ed è il suo contenuto a confermare i dubbi sull’utilità – nel nostro caso – di riconoscere come “monumento nazionale” il teatrino interno alla Villa. Già la villa intera, di per sé, è monumento nazionale. Che bisogno c’era di inserire anche il teatrino interno? Non era già sufficientemente tutelato perchè già evidente parte della Villa?
Oltretutto la legge è chiara nel prevedere che da essa non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. In altri termini: non c’è un euro da poter spendere.
Una norma fatta per far gongolare un ceto politico poco avvezzo a rapportarsi con la Cultura. Male, intendiamoci, non fa che fra i 400 ci sia anche il nostro. Ma a sfuggire è il senso pratico, è l’utilità sostanziale.

VISITAZIONE UNO: QUANDO? – Non è chiaro quando la “Visitazione” arriverà nella Villa Medicea e quando le altre sei tele custodite nella chiesa carmignanese saranno portate nel palazzo comunale del Poggio.
All’inizio, quando le opere sarebbero dovute andare al (già pronto) Museo Civico di Prato, tutto sembrava imminente. A fine 2023 pareva questione di giorni. Ma così non è stato.
E a oggi, primavera inoltrata, non sono ancora chiari né i tempi, né i costi, né la durata di un’operazione che ha visto una indubbia vittoria – in termini di immagine politica – per la Giunta poggese riuscita a vincere un braccio di ferro politico con il Comune di Prato.

VISITAZIONE DUE: A CHE COSTO? – Qualche notizia in più è, finalmente, ora reperibile. Grazie a una delibera (la 48 del 17 aprile) con cui la Giunta del Poggio approva lo schema di un protocollo che dovrà essere sottoscritto dai vari soggetti: Comuni di Poggio e Carmignano, parrocchia di Carmignano, Diocesi di Pistoia, Direzione regionale dei Musei. Lì sono contenute alcune prime informazioni interessanti. Ma non sono indicate né cifre né tempi.
A farsi carico del (costoso) trasporto assicurato delle sette opere (di cui una – la “Visitazione” – è un’autentica star) sarà il Comune del Poggio. Non si conosce la cifra. Lo stesso Comune dovrà pagare la teca protettiva. Qui l’unica cifra indicata: 3.500 euro.
Spetterà al Comune dotare la Sala Giostra (oggi sede del Consiglio) di un adeguato sistema di allarme. Dovrà anche pagare strumenti per climatizzare la sala in modalità adeguate. Dovrà pagare gli addetti alla sorveglianza nonché installare tecnologie per il controllo climatico e curare ogni settimana l’invio dei dati. Tutto, sui costi, è top secret.
L’assicurazione per la “Visitazione” (valore 15 milioni) sarà a carico del Ministero. Spetterà al Comune di Poggio pagare l’assicurazione per le altre 6 tele (valore assicurativo 800 mila euro).
Ma spetterà anche al Comune del Poggio attivarsi per forme di raccolta fondi finalizzate all’aspetto in realtà più importante: il recupero della Chiesa di San Michele, a Carmignano, affinché le sette tele possono ritornarvi.
Così come spetterà soprattutto al Poggio “attivare adeguate forme di valorizzazione e promozione”. E non sarà uno scherzo informare in modo efficace, senza buttar via soldi, che la “Visitazione” ha trovato nuova casa al Poggio: occorrono sapienti (e costose) campagne di comunicazione: necessarie se si vuole massimizzare, in termini di sperati ritorni turistici, l’operazione politica.

VISITAZIONE TRE: GIUBILEO – La diocesi si impegna a comunicare al Comune, entro il 31 dicembre di ogni anno, gli eventuali spostamenti delle opere “per esposizioni temporanee” programmate l’anno dopo. La prima di tali esposizioni dovrebbe arrivare già nel 2025: è l’anno del Giubileo e già è stato annunciato che la “Visitazione” partirà per Roma (intuibilmente in direzione Vaticano). Ma non si sa per quanto tempo resterà via dal Poggio.
Il protocollo d’intesa ha una durata lunga almeno cinque anni, oltretutto rinnovabili. Terminerà solo quando la chiesa di Carmignano sarà tornata in sicurezza. Una lunghezza temporale che dovrebbe preoccupare non poco i carmignanesi.
La diocesi di Pistoia non ha le risorse sufficienti per pagare gli onerosissimi costi per il restauro di quella chiesa. Riuscirà il Comune del Poggio, facendo meglio di ciò che avrebbe fatto il più robusto Comune di Prato, ad aiutare il Comune limitrofo nella ricerca dei fondi per accelerare quel restauro? Questa, a ben vedere, è la domanda principale.
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VISITAZIONE QUATTRO: L’ATTACCO – Intanto il sindaco, disquisendo di queste vicende in una trasmissione tv pagata dal Comune, ha espresso la sua soddisfazione perché le sette tele saranno – ha detto – “attaccate”.

UN “CAFFE'” PAGATO – In termine tecnico si chiamano “redazionali”. In termini più volgari qualcuno le chiama “marchette”. Tre le cose sicure: quello è un valido modo per aiutare le emittenti tv; quello non è giornalismo; quelle non sono le trasmissioni più viste dai cittadini, a parte gli intervistati e i loro parenti.
Sono quei brevi spazi (tipo “Un caffè con il sindaco ics“) che le pubbliche amministrazioni pagano, con soldi pubblici, a una o più emittenti che in cambio realizzano e mandano in onda finte interviste – con domande/risposte concordate prima – a sindaci, presidenti, assessori.
Si sa bene che per i “redazionali” non esistono frontiere politiche. Tutti gli amministratori, di ogni colore, tendono a usarli. Sperando che poi qualcuno guardi.
A protestare, di volta in volta, sono le opposizioni. Anche perché gli spazi tv e social sono a disposizione solo delle giunte. Alle opposizioni (di qualunque colore) non viene riconosciuta la par condicio di comunicare, a spese dei bilanci comunali, le loro legittime opinioni.
E, a proposito di par condicio, in questo periodo pre-elettorale questi “redazionali” dovrebbero essere – in teoria – sospesi. Non andrebbero messi in onda. Violano la legge. Ma nessuno ci fa caso.
Detto questo vediamo quanto costa la notevole voglia comunicativa della Giunta. Una determina comunale (288 del 29 dicembre 2023) impegna, per questa attività, quasi 10 mila euro per il 2024 in favore di una primaria tv pratese.
Soldi pubblici per pagare 12 trasmissioni con durata massima di 15 minuti: una puntata al mese in onda di giovedì con replica il sabato successivo. Più tanti riassunti (2 minuti l’uno) da usare sui social. Il totale esatto è 9.760 euro.

UN PRESIDENTE LIRICO – “Benvenuti nel magico mondo del Museo Soffici! Situato tra le maestose Scuderie Medicee della Villa Ambra, patrimonio UNESCO, questo luogo incantevole vi immergerà nell’arte e nella storia del 900 italiano. Esplorate le opere preziose di Ardengo Soffici, dalle vibranti tele agli affreschi intrisi di emozioni, fino alle sue toccanti lettere che raccontano la sua visione unica del mondo. Non perdetevi la straordinaria scultura di Medardo Rosso, che aggiunge un tocco di magia al già affascinante panorama artistico. Venite a scoprire la bellezza e l’unicità di questo tesoro culturale che continua a incantare generazioni di visitatori”.
Non mancano gli aggettivi in questa liricissima prosa, che avrebbe fatto colpo sulla vecchia Liala, del neo direttore Moriconi: già fedele supporter social della destra palandriana, il sindaco lo ha messo – in una situazione peraltro non ancora del tutto chiara – a dirigere il museo Soffici.
E lui ringrazia così. Sostenendo che mai, nel passato, in quel museo c’era entrata così tanta gente. Nei primi tre mesi dell’anno, cioè da quando c’è lui, le visite al museo – ha autodichiarato – sono aumentate addirittura dell’80%. Il sor Ardengo, da Lassù, sorride. Vagamente imbarazzato. Fra le “vibranti tele“.

UN TALK “PENOSO” – “Come è fatto, come funziona, come evolve, come si ammala e come guarisce”. Anni fa ci ha scritto un libro e adesso, lui che di professione è un uro-andrologo, verrà al Poggio. Per presentarlo. Il libro.
Si chiama Nicola Mondaini e il suo libro (“Wikipene”) è stato scelto dagli organizzatori di Poggio Talks come malizioso pretesto per riempire, superando le normali pene da prestazione quando si organizza un evento, la grande sala del cinema Ambra nella serata clou di questa rassegna su cui la destra medicea, fuori e dentro il Comune, punta molte carte.
E’ la serata di beneficienza. In favore di una fondazione che si occupa di bambini malati. Ad animare hanno chiamato un comico fiorentino. Già immaginabili le battute.
La spesa preventivata dagli organizzatori di Poggio Talks per questa tre giorni di eventi (alcuni di un qualche interesse) sfiora i 27 mila euro. Tremila, oltre al patrocinio, li ha concessi il Comune di Poggio. “Gli eventuali ricavi dell’iniziativa – si legge nella delibera di concessione del contributo – saranno utilizzati per l’acquisto di defibrillatori a disposizione della comunità”.
POGGIO (A CAIANO) E BUCA – 18 aprile 2024 – di Mauro Banchini – n. 47
