QUEL POLPO DI TELLARO

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Proprio convinto che fosse sepolto nel cimitero di un luogo che così tanto aveva amato, l’ho chiesto alla proprietaria del (notevole) [email protected] affacciato sullo scoglio di Tellaro (Lerici). Ma lei mi ha fatto presente che quella sepoltura non fu, nel 1999, possibile a causa di un rapporto non propriamente brillante fra il grande scrittore, Mario Soldati, e gli abitanti di quello che lui aveva definito “nirvana tra mare e cielo, fra roccia e montagna verde”. Cose che capitano.

Del rapporto fra Soldati e Tellaro, frazione del Comune di Lerici, omaggiata da un cartello secondo cui questo è uno dei “borghi più belli d’Italia”, resta una scritta sulla parete del circolino parrocchiale. E resta la conferma che questo, sul golfo dei poeti, è proprio un bel posto dove passare qualche ora (o qualche giorno), meglio lontano dai periodi di piena, in assoluta tranquillità.

La farmacia è intitolata a “padre Pio”. Il negozio vicino pubblicizza la “giacca Tellaro”. L’albergo sulla piazzetta dove si sta davvero in pace, è chiuso. Dall’altro lato, nel ristorante, i tavolini sono laccati con colori sgargianti. Alle pareti un grande pesce, in legno, fatto con pezzi di barche. Colorate le case antiche che scendono verso il mare. Su tutto domina una grande chiesa. Un’altra chiesa, intuibilmente piena d’umido, giù in basso, tocca le onde. E’ dedicata a San Giorgio e porta una targa, in latino, a ricordo di una leggenda antica che riguarda Tellaro e i suoi abitanti, i “saraceni” e un polpo (in una notte di tempesta i pirati, cattivi per definizione, pretesero di attaccare Tellaro ma un polpo, buono per definizione, salvò i tellarini: gli bastò – semplicissimo – attaccarsi alla campana della chiesa di San Giorgio per dare l’allarme).

Un sentiero (davvero non male) porta verso Monte Marcello scoprendo scorci dove è normale fermarsi (e per il fiatone e perché non manca loro qualcosa  di sintetizzabile nel concetto di fascino”). Di notte gli appassionati di fari possono gustarsi il ritmo di quello acceso nell’isola di Tino: spazio militare, aperto alla gente comune solo in settembre per la festa del santo patrono.

Vera o no la storia del polpo, “girate per questi carruggi che sbucano in mare e poi sedetevi in un angolo tra i sassi della riva”. Parola del vecchio Mario Soldati, morto nel suo ritiro tellarino quando mancavano pochi mesi al nuovo millennio.

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