IL SORRY DEL SARRI

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Oggi ho viaggiato in auto. Da solo e, dunque, ascoltando la radio e godendomi la temperatura esterna che andava sempre più calando. Un’ora e mezzo all’andata (primo pomeriggio), idem al ritorno (tardo pomeriggio). Su qualunque stazione mi sintonizzassi, salvo Radio Maria e Radio Radicale, non facevano altro che parlare di un tale Sarri e di un tale Mancini. Se ho capito bene sono due allenatori di calcio: fra i due c’è stato un alterco con uno (Sarri) che ha offeso l’altro (Mancini) con l’epiteto oggi più politicamente scorretto che ci sia e tale da meritarsi ondate di reprimende. Davanti alla evidente inciviltà dell’offesa, il Sarri ha detto “sorry”.

Ore e ore di puro cazzeggio radiofonico, chissà da quando e chissà ancora per quanto. Vengo ora a scoprire che tempo fa l’allenatore che oggi si è giustamente sentito offeso, aveva a sua volta offeso, in modo pesante, i tifosi della squadra avversaria minimizzando striscioni che definivano “tubercolosi” i napoletani. Immagino che anche allora ci siano state ore e ore di dibattiti mediatici.

Ma se a questi signori, pagati bene solo per allenare squadre di pallone, che comunque detengono fortissime responsabilità anche educative, venissero inflitte multe non simboliche per questo tipo di bischerate sfuggite, ciò non sarebbe già bastevole anche per evitare tutte queste, insopportabili, ore di inutilità sul nulla?

PS)- Io, comunque, mi sono salvato in modo alternativo: su Radio Radicale prima; e poi, scomparso il segnale, su Radio Maria (quella che il segnale mai, ma proprio mai, costi quello che costi, lo perde).

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