QUEL PONTE SOSPESO VERSO IL POGGIO

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Sarà certo colpa mia, ma non riesco a capire se la recente (2013) decisione Unesco di dichiarare “patrimonio dell’umanità” le delle Ville Medicee (iniziando da quella di Poggio a Caiano: la villa di Lorenzo) sta iniziando, o meno, a dare qualche frutto di concretezza. Temo di no, ma – ripeto – magari sono io a non essere informato. In ogni caso qui si parla di un ponte sospeso.

Unesco e Ville “patrimonio” mi sono tornate in mente sabato scorso, nelle ex Scuderie Medicee del Poggio, partecipando a un bell’incontro dedicato al recupero del ponte, ottocentesco, che collegava Poggio con le Cascine di Tavola (o “del Poggio a Caiano”) passando sopra l’Ombrone. Il famoso, almeno qui da noi, “ponte del Manetti” su cui di recente un gruppo di cittadini hanno firmato una giusta petizione on-line per chiedere qualche notizia in più sulla effettiva possibilità di rivederlo costruito.

Anni fa il Comune del Poggio, con Provincia e altri soggetti, lanciò un concorso per progettare un nuovo ponte: sostituendo così quello, distrutto dai tedeschi alla fine della seconda guerra mondiale, che al momento della sua inaugurazione (1833) rappresentò un primato. Fu infatti, in Italia, il primo del genere (o, meglio, il primo-bis), realizzato come “ponte sospeso” a canapi di filo di ferro. “Il nostro ponte di Broccolino”, si potrebbe dire, scherzando, con riferimento al ben più famoso manufatto costruito mezzo secolo dopo a New York.

Parteciparono oltre 130 studi di progettisti e venne infine individuato il vincitore (presente, sabato scorso, con tanto di modellino del nuovo ponte sospeso: pedonale e ciclabile). Un progetto da un milione e 200 mila euro che, in seguito, si classificò primo in una graduatoria regionale di lavori per questa parte di “parco della Piana”.

Regione che impegnò una cifra importante (720 mila euro) seguita da altri impegni (120 dalla Provincia di Prato; 130 dal Comune di Prato; 45 dal Comune di Poggio e i restanti 150 mila dalla Camera di Commercio pratese). Poi tutto si è imbarcato in chissà quali burocrazie e adesso sono in bilico, nella migliore ipotesi, i 270 mila euro ex Provincia e Camera Commercio ma – ecco la buona, almeno apparente, notizia – sembrano confermati tutti gli altri, partendo dai 720 mila di Regione Toscana.

Sarà dunque possibile realizzare almeno il ponte sospeso se non tutte le altre opere accessorie? Amministratori comunali e consiglieri regionali si sono impegnati, sabato, a capire e verificare la effettiva disponibilità di questi soldi e la concreta praticabilità dell’opera pubblica.

Un’opera, va aggiunto, interessante anche come piccolo primo passo verso la, da più parti auspicata, soluzione dell’intricato nodo “Cascine di Tavola”: struttura preziosissima sotto il profilo culturale, contemporanea come ideazione alla stessa Villa di Lorenzo, sempre in bilico fra distruzioni, degrado e speculazioni varie. Struttura che in effetti potrebbe ambire a strumento per dare ospitalità a progetti di valenza anche sovranazionale. Ma, per questo, le risorse necessarie sarebbero davvero importanti. Ed è qui, mi pare, che si potrebbe tornare alla scelta compiuta da Unesco su “ville e giardini medicei patrimonio dell’umanità”. Già …

ponte vecchio

ponte ora

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