VOTO DI COSCIENZA: PAURA?

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In tutta franchezza (e spero sia ancora consentito esprimersi su certe posizioni) riesco a capire davvero con difficoltà tutti questi timori per una dimensione chiamata “di coscienza” nel voto sulla legge Cirinna: norma che riguarda non solo le unioni di fatto fra persone dello stesso sesso (e su questo profilo abbiamo assistito, nel giro di poco tempo, a interessanti prese di coscienza e di maturazione, in ambienti un tempo decisamente rigidi, circa l’importanza di garantire questo tipo di diritti civili) ma anche anche la forzatura delle adozioni (profilo per molti – me compreso – ancora problematico in particolar modo se legato alle possibilità di ricorrere, su mercati globali, al cosiddetto “utero in affitto”).

Ho appena ascoltato, da quei furbacchioni de “La zanzara” – che poi è una trasmissione radiofonica edita da Confindustria – un normalmente esagitato conduttore (che ha bene imparato le furbizie … mediatiche del parlar sboccato e del far finta di esser sempre sopra le righe) esprimere parolacce di fuoco contro il presidente dei vescovi italiani, card. Bagnasco, oggi intervenuto per esprimere una posizione favorevole, su questo argomento, al voto segreto. L’esagitato, a ritmo di parolacce, ha anche confuso “il Vaticano” con la “CEI”: errore da non poco.Forse il card. Bagnasco, vescovo e cittadino italiano, non può esprimere con libertà il suo pensiero?

Ma il problema non è questo: è – mi pare – il clima rissoso (e quel bischero di Formigoni, con la battutaccia dell’altro giorno sulle “checche”, non ha certo contribuito a rasserenare) che siamo costretti a registrare su questioni così delicate, piene di sfumature e complessità, impossibili da affrontare seriamente con le gare a chi fa il rutto più forte, a chi urla o smadonna di più.

Resto in particolare stupito per la lotta che si fa al “voto di coscienza” rispetto a una questione complessa che, in effetti, specie rispetto a certi profili del disegno di legge in questione, attiene molto alla sfera, intima, della coscienza. Se non si ammette la libertà di coscienza su questi profili, su cosa si deve ammettere?

Ciò a maggior ragione per i senatori pisddì, anche vista l’estrema chiarezza del loro regolamento ( “Il Gruppo riconosce e garantisce la libertà di coscienza dei Senatori, con particolare riferimento alla incidenza delle convinzioni etiche o religiose dei singoli nella sfera delle decisioni politiche“). Ma di cosa stiamo parlando? (direbbe l’ottimo conduttore de “La Zanzara” in uno dei rari momenti in cui non fa finta di essere … esagitato). Di cosa stiamo parlando?

 

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