UNA ZANZARA CORRETTA AL BROMURO

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Ascolto spesso Radio24 (che poi è l’emittente radiofonica, ottima, del Sole24Ore, dunque di Confindustria) e mi capita, quando la sera sono in auto, di ascoltare La Zanzara (con il duo Parenzo-Cruciani sempre impegnato in finti duelli dove uno gioca a fare il “buono” e l’altro a fare il “cattivo”, il “destro” o il “sinistro”, il “bianco” o il “nero”).

Programma all’apparenza scandalistico, in realtà teatrino assai conformista anche quando fa finta di essere politicamente “scorretto”: spazio “correttissimo”, anche nell’uso del turpiloquio. Una zanzara che certo non dà fastidio (specie ai potenti veri), anzi piega spesso verso la funzione del bromuro.

Resto sempre colpito da un aspetto: non la “spigliatezza” del duo che conduce ma la “coglionaggine” di chi telefona sapendo che sarà preso in giro e magari offeso.

Nel programma trovo anche vette divertenti (mitici gli scherzi telefonici), sprazzi di assurdità talora intelligente, personaggi che spiazzano: trattasi comunque di un “gioco”, spesso volutamente volgare, e come tale va considerato. Così come spesso, direi sempre, i conduttori puntano al drogaggio di notizie e personaggi, situazioni e casi umani. Una tecnica per “fare notizia”, conquistarsi spazio serale in una agenzia, fare bene il mestiere per cui l’editore paga i due contratti.

Dovessi consigliare qualcuno (tranquilli: nessuno me lo chiede) dal farsi coinvolgere o meno nella Zanzara, e in programmi simili, mi permetterei di sconsigliarlo. Specie su temi complessi e delicati come immigrazione e uso di sostanze dove buttarla in caciara è, insieme, facile e pericoloso. Nel gioco fra chi domina e chi è dominato, i due sono troppo forti e certo più cinici. Difficilissimo (qualche volta credo sia accaduto. Ma è assai raro) dominarli, cioè portarli non dove vogliono loro nei loro finti duelli ma dove vorrebbe l’interlocutore nella sua (quando c’è) vera voglia di testimoniare posizioni.

PS) – Se poi ci si fa coinvolgere per altri motivi – magari perché, a nostra volta, siamo entrati in quel folle meccanismo mediatico per cui sappiamo bene che, per starci ancora un po’ e per restare “personaggi”, bisogna spararla sempre più grossa – beh, allora il discorso è diverso.

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Autore

Mauro Banchini

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